«Qui comando io»: ed i leghisti si ribellano a Zicchieri

I leghisti della provincia di Frosinone alzano la testa e respingono le accuse del coordinatore Zicchieri. "Sono stato troppo morbido. Chi non si adegua è fuori". La reazione: "Chi credi di essere". Sfiorato lo scontro con Crescenzi. Rinviato l'annuncio del coordinatore provinciale

Francesco Zicchieri che si alza per affrontare Domenico Crescenzi che l’ha criticato davanti a tutti, Crescenzi che si lancia ma viene bloccato da tre persone per impedirgli di avventarsi addosso al suo Coordinatore Regionale. La sintesi della Direzione Provinciale della Lega riunita lunedì’ sera all’Astor di Frosinone sta tutta qui. Sta nell’alzata di testa fatta dai leghisti della provincia di Frosinone contro un modello che non intendono accettare. Contro un’autorità che non intendono subire.

La levata di scudi è stata talmente netta da costringere Zicchieri a rimettersi in tasca il foglietto sul quale aveva scritto i nomi dei nuovi dirigenti provinciali. All’assemblea aveva detto che alle 19 avrebbe fatto un annuncio alla stampa. Invece ha preferito dire ai giornalisti che la riunione era stata rinviata al fine settimana.

Qui comando io

L’esordio dell’onorevole Francesco Zicchieri alla Direzione Provinciale della Lega di Frosinone non è stato dei più felici. «Qui le cose non vanno bene. Sono stato troppo morbido. Adesso intervengo io e le regole le stabilisco io: e chi non si adegua sta fuori dal Partito. Sono stato chiaro?» Strilla l’onorevole. Gli brucia la sconfitta a Veroli dove era stato scomodato addirittura Matteo Salvini. Brucia ancora di più la sconfitta a Cassino dove la Lega ha determinato la caduta dell’amministrazione nella quale aveva un vicesindaco e due consiglieri di maggioranza, sognava di eleggere un sindaco suo e invece si ritrova solo con un consigliere e di opposizione. Una caduta nella quale (nella versione del coordinatore provinciale dimissionario) proprio Zicchieri ha la responsabilità. Brucia anche il ko di Ceprano, dove la Lega aveva messo tutto il centrodestra insieme: senza impensierire mai un secondo il sindaco di centrosinistra e dove il candidato sostenuto dall’onorevole Gerardi ha preso 80 preferenze mancando pure l’elezione in Consiglio.

Urla la sua rabbia Francesco Zicchieri. Non ringrazia i suoi dirigenti provinciali per l’immenso risultato ottenuto dalla Lega della provincia di Frosinone alle Europee. Forse pensa che sia solo merito suo. E non anche del loro attivissimo. Urla e vede solo la sconfitta alle Comunali: Frosinone è l’unica provincia a non avere eletto un sindaco mentre il suo ‘referenteUmberto Fusco, presente ai lavori, a Viterbo ha fatto man bassa; in provincia di Roma i sindaci della nuova tornata sono tutti della Lega. (leggi qui La cavalcata della Lega nei Comuni per arrivare in Regione (tranne a Frosinone) ).

Strilla come un caporale di fronte alla camerata con le reclute, grida che ora o si fa come dice lui o se ne possono andare. Attacca finanche quel mite signore che è l’ex presidente della provincia di Frosinone Giuseppe Patrizi, urlandogli che non può permettersi di andare in televisione senza l’autorizzazione della Lega. Strilla alle reclute «E ora anche su questo metteremo delle nuove regole, basta con quelli che vanno a parlare con Alessioporcu.it che è uno sciacallo. Se qualcuno ha qualcosa da dire parli adesso o mai più».

Ma chi credi di essere

Qualcosa da dire ce l’ha Domenico Crescenzi da Torrice: uno che i voti se li è conquistato ad uno ad uno, la cui militanza politica non ammette dubbi. Si alza e dice: «Ma chi cazzo credi di essere? Tu non puoi venire qui a dirci come dobbiamo fare! Non puoi venire qui a tentare di terrorizzarci! Non fai paura a nessuno». Dalla sala si alza l’applauso.

Zicchieri rincula, non si aspettava una levata di testa così netta e immediata. Francesca Gerardi sprofonda nella poltrona e tace. Il presidente nazionale di ConfimpreseItalia Guido D’Amico che lo ha accompagnato in macchina è una maschera di cera.

Crescenzi è solo all’inizio. «Tu dovresti ringraziarci per il risultato che ha portato Frosinone. Accusi Palombo? Ma ti sei dimenticato che lo hai nominato tu? Ti lamenti che le cose non vanno e però non dici che il Partito non si riunisce da mesi, nessuno che ci abbia dato un’indicazione». Il consigliere di Torrice non ci sta a sentirsi trattare come il componente d’un gregge di pecore.

Ormai Domenico Crescenzi è un fiume in piena. Indica l’esponente del movimento giovanile Maria Veronica Rossi che alle Europee ha preso una marea di voti: «Hai candidato questa ragazza che ti sta seduta a fianco e non hai condiviso niente con il territorio. Lo hai fatto per favorire Latina perché altrimenti lo eleggevamo noi il deputato europeo al posto di Adinolfi».

Zicchieri si alza come per lanciarsi contro Crescenzi. O almeno questa l’impressione che ne ha Crescenzi, il quale si alza fedele, alla convinzione che chi colpisce prima colpisce due volte. Li fermano e riportano la calma.

Crescenzi prende le difese di Patrizi. «È l’unico al quale dobbiamo dire grazie per avere tentato di evitare la catastrofe di Cassino».

La rabbia di Capogna

Domenico Crescenzi non è l’unico ad avere qualcosa da dire. Ora tace il Coordinatore. Mentre ad urlare è Filippo Capogna, ex sindaco di Arnara ed unico sindaco passato alla Lega fino all’arrivo di Nicola Ottaviani.

Capogna grida: «Ma che Lega è questa? Io sono entrato nella Lega perché difendeva l’autodeterminazione dei territori. E ora mi trovo uno che vuole impormi cosa devo fare?».

Patrizi: non mi devi autorizzare

Chiede la parola Peppe Patrizi. L’ex presidente della Provincia mette subito in chiaro: «A me non mi devi autorizzare, alla mia età e con la mia storia vado dove mi pare, anche in televisione, dove parlo da ex presidente della Provincia».

Questa è la premessa. Poi il caso Cassino: è chiaro che uno tra l’ex coordinatore Carmelo Palombo e Francesco Zicchieri o non dice la verità o ha i ricordi annebbiati. Patrizi lo ribadisce «A Cassino la soluzione per evitare la crisi era stata trovata, il sindaco D’Alessandro aveva accettato tutte le richieste che avevamo fatto. A mezzanotte però Palombo è stato minacciato che sarebbe stato espulso dalla Lega se non avesse fatto la crisi. Facciamo una cosa: chiamiamolo alla prossima Direzione e sentiamolo. Qui c’è un’evidenza: abbiamo consegnato Cassino al Centrosinistra».

È l’unico a difendere i giornalisti. «E poi, basta con questi attacchi ai giornalisti. Porcu conosce le regole del gioco e le sa applicare».

Borrelli e le Provinciali

Si è parlato anche di sostanza. Ad esempio le elezioni Provinciali: quelle nelle quali la Lega ha presentato una lista incompleta e dove non ha eletto un solo Consigliere ma deve dire grazie a Movimento Italia per avere sostenuto Andrea Campioni ed al Polo Civico per avere eletto Igino Guglielmi, entrambi ospitati nella lista del Carroccio.

Francesco Zicchieri ringrazia il coordinatore cittadino di Frosinone: «La lista è stata presentata anche grazie al lavoro fatto da Mimmo Fagiolo che si è occupato della raccolta delle firme». Accusa il consigliere di Alatri Gianluca Borrelli, quello al quale Fagiolo avrebbe dato una ‘testata’ durante lo spoglio: «Borrelli non ha voluto firmare la lista a Fagiolo».

In sala qualcuno mormora, si alza l’ex consigliere Provinciale Angelo Costantini di Morolo e dice: «Ma che dite? Borrelli ha firmato la lista e l’ha fatto con me, che ero l’incaricato ad autenticare le firme». In sala si domandano a che titolo Fagiolo, che non è consigliere comunale, abbia potuto raccogliere le firme.

Il sospetto è che i vertici della Lega ce l’abbiano con Borrelli. Zicchieri dice: «Basta, ad Alatri si deve costituire il Gruppo consiliare della Lega». I presenti la interpretano come un’accusa a Borrelli di non volerlo fare. Qualcuno gli telefona e l’avverte. Borrelli si materializza all’Astor. E prende la parola: «Io sono disponibile a fare il Gruppo della Lega, il problema è che non si individua il capogruppo». Umberto Fusco dà segno di se: «E allora fatelo un anno per ciascuno… visto che si vota tra due anni», un tiro ed un centro. Il problema ora sarà chi inizia a fare per primo il capogruppo. Borrelli rivendica l’anzianità di servizio e vuole iniziare lui.

L’indennità di militanza

L’indennità di militanza è un tema che a molti preme. Zicchieri assicura che i leghisti della prima ora hanno la precedenza. Poi in sala però fanno notare che al momento di designare il rappresentante di Frosinone nel coordinamento regionale ha premiato uno come Carlo Gagliardi che alle scorse Regionali era candidato con Forza Italia. 

Non è l’unica ambiguità. C’è pure quella di Igino Guglielmi: iscritto al Gruppo della Lega in amministrazione provinciale ma al Polo Civico nel Comune di Frosinone. Zicchieri accetta l’ambiguità di fronte alla sala.

Nel gruppo dei frusinati c’è una certa distanza: anche in sala, dove i consiglieri Tucci e Gagliardi stanno seduti vicini mentre molto più distanti stanno Fagiolo con i consiglieri Cedrone, Sara Bruni e Maria Teresa Rotondi. È proprio la Rotondi a chiedere la parola ed elencare una lunga serie di criticità emerse nella gestione del Partito. Ed a sollecitare una risposta.

Il nuovo coordinatore

Il clima alla fine non è più quello dello scontro. Ma i paletti sono stati fissati. La Lega di Frosinone Frosinone ha detto con chiarezza a Francesco Zicchieri che non ci sta ad essere trattata come un branco.

Regione per cui il coordinatore regionale congeda i giornalisti ai quali alle ore 19 doveva fare un annuncio: “si farà nel fine settimana“. In tasca il foglio con la nomina del nuovo coordinatore provinciale, il presidente di ConfimpreseItalia Guido D’Amico secondo molti.

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