L’esempio pericoloso di Roccasecca per chi teme il futuro

Come va letta l'inaugurazione del primo ufficio della Transizione Ecologica in provincia di Frosinone. I test nella Green Valley a Roccasecca. Il ruolo dei rifiuti: destinati a diventare un bene strategico. Come l'acqua. La necessità di un'agenda. I fondi ci sono. Il colosso A2A: 'Pronti ad investire. Ma occorrono norme e garanzie

Nelle prossime ore il Cosilam inizierà a sistemare le prime piante di canapa industriale nel territorio di Roccasecca: è l’avvio della sperimentazione per realizzare la Green Valley con cui bonificare i terreni inquinati e poi ricavare le nuove plastiche bio lavorando la stessa canapa che ha assorbito i metalli dal suolo.

Nelle stesse ore, nel palazzo comunale di Roccasecca verrà inaugurato il primo Ufficio dell’Economia Circolare in provincia di Frosinone. A tagliare il nastro con il sindaco Giuseppe Sacco ci sarà il Sottosegretario alla Transizione Ecologica Ilaria Fontana.

Quel test e quell’inaugurazione rappresentano un segnale politico pericoloso per molti.

La Transizione senza steccati

Marco Delle Cese

Avviando la realizzazione concreta del piano, il presidente del consorzio industriale Cosilam Marco Delle Cese dimostra che è possibile superare gli steccati della politica. Intorno a quel progetto ha riunito la Regione (che è a trazione Dem), il Comune di Roccasecca (a trazione civica di centrodestra), l’assessorato all’Ambiente di Ceccano (a guida Fratelli d’Italia). La portata e la dimensione della scommessa è tale da mettere in secondo piano le divisioni e le differenze politiche.

Soprattutto emerge in maniera imbarazzante l’assenza ‘politica’ della Regione Lazio. Presente dal punto di vista ‘tecnico’ con il capo di gabinetto Albino Ruberti che sta seguendo ogni passo, l’ente non c’è sul piano della direzione strategica. L’assessorato regionale alla Transizione Ecologica voluto con forza dal Movimento 5 Stelle per imprimere il proprio segno nella giunta di Nicola Zingaretti è semplicemente assente da queste dinamiche di sviluppo.

Una volta per tutte va chiarito che la Transizione Ecologica non è un vice assessorato all’Ambiente. Ma è molto di più. È (dovrebbe essere) l’anello di trasmissione per proiettare nel futuro green e circular l’economia del Lazio. E la provincia di Frosinone per una serie di circostanze ne è la punta avanzata. Ma manca un tassello fondamentale. Fino ad oggi Cosilam, Comuni, Università di Cassino ed Enea (Ente Nazionale per le nuove energie) hanno provveduto a tutto ‘in house‘, facendo da soli in un progetto nel quale hanno creduto fin dal primo minuto.

Quello che manca è una visione strategica di insieme e complessiva, con degli obiettivi da raggiungere da qui al 2023 quando finirà il mandato di Nicola Zingaretti

Le nuove risorse

Francesco Borgomeo con i lavoratori Nalco

Al progetto della Green Valley è legato anche il piano annunciato nei giorni scorsi dal sindaco di San Giovanni Incarico Paolo Fallone: è pronto a mettere a coltura tutti i terreni abbandonati nel suo Comune, attraverso una cooperativa.

Un disegno talmente vasto che potrebbe portare il gruppo dell’imprenditore Francesco Borgomeo ad acquisire la Nalco di Cisterna di Latina, con il suo know-how nel campo della chimica. Lì si punta a sviluppare il nuovo polimero dal quale ricavare le nuove bio plastiche. (Leggi qui Borgomeo annuncia: «Pronti ad acquisire la Nalco»).

Ma quale plastica è possibile ricavare? Quale polimero è più adatto? Quale canapa lo produce, dal momento che ne esistono decine di tipi? E quale terreno ne favorisce meglio degli altri la produzione? Sarà la ricerca a dirlo. Ma la Regione Lazio in questo momento ha disperatamente bisogno di un’Agenda che fissi tra le sue priorità di Traniszione Ecologica proprio questo come altri temi.

Le occasioni sprecate

Il rischio è quello di sprecare le occasioni, lasciarle ad altri territori. Un esempio su tutti: da alcuni mesi nel Lazio è arrivato un player di dimensione europea che si chiama A2A. È una società controllata dai Comuni di Milano e Brescia ed è in grado di far sentire la sua voce in Europa: ha stretto un’alleanza con il suo partner naturale in provincia di Frosinone che è Saf – Società Ambiente Frosinone. Naturale perché Saf è una società di diritto privato a capitale interamente pubblico, formata dai Comuni della provincia di Frosinone in parti uguali.

Cogliendo al volo l’occasione dell’ampliamento a nuove sinergie deciso da Saxa Gres nel campo delle nuove energie, A2A è subentrata nel progetto per riportare in provincia gli avanzi delle cucine che oggi vengono trasferiti in Veneto ad un costo salatissimo per le famiglie ciociare. Si punta a fare qui lo stesso trattamento che ora viene svolto in altitalia: ricavarne metano bio attraverso le nuove e moderne tecnologie green.

Renato Mazzoncini. Foto Imagoeconomica / Sergio Oliverio

Ma se si scorre il nuovo Piano Industriale A2A con le proiezioni al 2030 si scopre che l’azienda ha previsto 6 miliardi di investimenti sull’economia circolare. Intende scommettere sui progetti di Transizione Ecologica e sulle nuove energie green. C’è però un freno che l’amministratore delegato Renato Mazzoncini ha messo in evidenza: «servono condizioni regolatorie a garanzia degli investimenti, stiamo attenti a non farne sempre e soltanto un tema di autorizzazioni».

Sono queste ‘condizioni‘ a rendere attrattivo per gli investimenti un territorio.

Dal Lazio in giù è diverso

Su questo tema è come se l’Italia fosse divisa in due. Tutte le analisi prevedono che le energie rinnovabili insieme ai cicli combinati a gas saranno il futuro energetico del Paese. Ma – evidenzia proprio Mazzoncini – «Mi chiedo: perché in Lombardia ed Emilia gli asset ambientali funzionano e dal Lazio in giù mancano impianti per trattare i rifiuti». Ribadisce il concetto: «Non è un tema solo di autorizzazioni ma di regole e meccanismi che mettano al riparo da imprevisti o mancati pagamenti le imprese che fanno investimenti rilevanti».

Il tema delle energie e dei nuovi materiali ricavati da ciò che è stato già usato diventa centrale. Nel Lazio oltre all’agenda vanno scritti paradigmi del tutto nuovi: i rifiuti stanno iniziando ad avere un valore strategico e nel giro di pochi anni rischiano di diventare preziosi come l’acqua. Perché sono fonte di nuova materia prima.

Occorre fissare da subito le regole e creare in maniera chiara le garanzie.

Il rischio è sempre lo stesso: gli appetiti delle Ecomafie, l‘assalto di realtà che puntano al business mettendo in secondo piano l’Ambiente. Se si vuole tutelare il settore è indispensabile iniziare a considerare i rifiuti un bene pubblico: esattamente come l’acqua. Occorre fissare vincoli di massima trasperenza e garanzia per i cittadini: meglio se con la presenza del pubblico nel capitale.

La sintesi industriale

Il sud del Lazio, le province di Frosinone e Latina, anche in questo caso hanno peculiarità industriali che si completano. Come dimostra il caso della Nalco e della Green Valley. Proprio per questo il ruolo della Regione è centrale: occorre un contesto ed un’interpretazione che siano unitari se si vuole raggiungere la massima valorizzazione della transizione ecologica. I fatti di questi giorni dicono che potrà avvenire solo attraverso le fabbriche e la loro capacità di riconversione dall’economia lineare a quella circolare. Ma servono regole e meccanismi chiari, lineari, con tempi e competenze certi.

Solo così il sistema potrà cominciare a funzionare. Solo in quel caso Roccasecca non resterà un caso né solitario né isolato.

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