Pd, i difficili incastri per le regionali

Ci sono i due uscenti Sara Battisti e Mauro Buschini e il presidente della Provincia Antonio Pompeo. Il segretario Luca Fantini si prepara all’ennesima missione impossibile tra la giungla degli equilibri interni.

Se c’è un’elezione che il Pd non fallisce mai in provincia di Frosinone è quella delle Regionali. Francesco De Angelis non ne ha sbagliata una. Francesco Scalia neppure. Entrambi hanno ricoperto prima il ruolo di consigliere e poi di assessore, dimostrandosi sempre all’altezza. Poi è venuto il tempo di Mauro Buschini e Sara Battisti.

Tra dodici mesi nuovo appuntamento per la corsa alla Pisana. Probabilmente ci sarà anche Antonio Pompeo, che a fine ottobre termina il secondo mandato da presidente della Provincia. Bisognerà vedere chi sarà il candidato alla presidenza del centrosinistra e anche le strategie del centrodestra. Sia a livello regionale che locale.

Gli incastri complicati

Ma c’è una particolarità: alle elezioni regionali non basta barrare il simbolo del Partito, bisogna scrivere in nome e il cognome del candidato. Per questo motivo l’attenzione alla fase preparatoria è massima. Con Francesco De Angelis che valuta la possibilità di candidarsi alla Camera o al Senato oppure proseguire la sua mission al Consorzio Industriale del Lazio dopo averne alzato le mura ed avviato la mission. Per le Regionali bisognerà trovare un’intesa: in campo tutti e tre i pezzi da novanta: Battisti, Buschini e Pompeo? Oppure una diversificazione prevedendo qualche esponente in campo per il Parlamento?

Non è un quesito banale. Perché Mauro Buschini è al secondo mandato ed una regola non scritta nel Pd prevede che in linea di principio si resti per non più di due mandati nello stesso posto. Esistono le eccezioni: il patrimonio di esperienza accumulato alla Pisana potrebbe legittimare un terzo giro. Inoltre il taglio di 150 Parlamentari deciso con il referendum al quale anche il Pd ha votato si ha imposto di rivedere molti degli scatti che erano considerati quasi automatici.

Non sarà una partita semplice e il segretario provinciale Luca Fantini si prepara ad un’altra delle sue tante missioni impossibili. Governare il Pd significa questo però.

Tutti hanno bisogno di tutti

La volta scorsa Francesco De Angelis portò in carrozza Sara Battisti e Mauro Buschini in Consiglio regionale, puntando sul ticket. Stavolta però il leader di Pensare Democratico dovrà tenere conto dell’asse di ferro siglato con Antonio Pompeo, un asse di ferro che sta funzionando alla perfezione. Dalla Provincia a scendere. E che ha implicazioni di dimensione regionale. Imporrà a tutti i concorrenti di andare alle urne puntando sulle loro forze.

Inoltre, indipendentemente da quale sarà il sistema elettorale, per arrivare in Parlamento occorre prendere tanti voti. Significa che lo stesso Francesco De Angelis avrà bisogno dell’appoggio di tutti: da Buschini a Pompeo, passando per Sara Battisti.  Non a caso alle provinciali ha fatto intese blindate con sindaci come Enzo Salera (Cassino) e Luca Di Stefano (Sora).

Gli incastri per le Regionali però saranno fondamentali. Ci sono dodici mesi di tempo. Una partita nella partita. 

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