Pd, lo strano silenzio in attesa di venerdì con la data del Congresso

Il Congresso provinciale Pd. ha faticato a partire "perché imporrà un cambiamento”. Venerdì la data e l'avvio delle procedure. Intanto però tutti restano nell'ombra.

Di congresso provinciale del Partito Democratico hanno smesso di parlare tutti. «Il Congresso si farà: venerdì decideremo la data durante la Direzione Provinciale. Si farà presto e soprattutto senza rete» ha detto ieri sera a Faccia a Faccia diVenerdì su Teleuniverso il leader della principale componente Francesco De Angelis.

Francesco De Angelis © A.S. Photo / Andrea Sellari

Non è stato facile avviare il dibattito e arrivare a fissare la riunione di venerdì. De Angelis giura che non sia per beghe di retrobottega. Ma “perché è un momento difficile, nel quale il Paese ci chiede una svolta. Ed ogni momento di svolta richiede una grande dose di coraggio. Perché significa cambiare. È quello il momento di lavorare: per portare tutti sullo stesso terreno, individuare una sintesi. E credo che ci siamo riusciti».

Sarà un Congresso di svolta, per il Partito e per il territorio; eleggerà una nuova classe dirigente. Eppure, in attesa di una riunione così importante della Direzione provinciale, domina il silenzio. Ci si concentra sul quadro nazionale. Cioè sulle elezioni di domenica in Emilia Romagna e in Calabria. Con il rischio che il Congresso poi venga scambiato per una conta, una divisione.

Con molta probabilità la conta ci sarà. «Non dobbiamo commettere l’errore di pensare che se un Congresso vede in campo più candidati non è automaticamente un Congresso unitario – spiega De Angelis – Un congresso può essere unitario anche se ci sono più candidati, si tratta di due opinioni a confronto. E non ce n’è una giusta ed una sbagliata: sono due strade alternative per raggiungere lo stesso risultato. Poi, una volta scelta la nuova classe dirigente, scelta la strada, è fondamentale che si torni tutti insieme, tutti a lavorare per battere la Destra che in questi mesi sta mostrando il suo vero volto”.

Il presidente della Provincia Antonio Pompeo è in silenzio da tempo sul congresso locale. Aspetta di capire cosa succederà, perché lui fa parte di Base Riformista di Luca Lotti, Lorenzo Guerini e gli ex renziani. Vogliono dire la loro anche sul piano nazionale, dove hanno già un possibile candidato alla segreteria, il sindaco di Bergamo Giorgio Gori. Con Pompeo c’è l’ex segretario del Pd provinciale Simone Costanzo. Sul quale resta da chiarire la posizione politica: fa ancora parte di AreaDem del segretario regionale Bruno Astorre? Pure Costanzo resta nelle retrovie.

Luca Fantini

È la stessa scelta strategica fatta da Luca Fantini, il Segretario regionale dei Giovani Democratici che in molti porterebbero a spalla fino alla scrivania di Segretario provinciale. Non parla di Congresso. Fino ad oggi non ha detto una sola parola. Meno ancora ha detto su una sua possibile candidatura. Scomoda per tutti: perché è quello che disse no un no molto pesante a De Angelis ed a Mauro Buschini nonostante fossero stati loro a scoprirlo e lanciarlo, non volle seguirli verso la sponda Pd di Matteo Renzi ma al Congresso votò per Andrea Orlando, restando schierato accanto a Nicola Zingaretti.

Fa bene a non dire di essere candidato alla Segreteria: ad oggi non è candidato. Ancora il congresso non è stato convocato. Quando venerdì fisseremo la data Luca deciderà. E decideranno anche altri. E si andrà ad un confronto vero: senza rete”.

Francesco De Angelis il passo di lato lo ha fatto da tempo, tirando fuori Pensare Democratico, la componente maggioritaria che fa riferimento a lui, dalla contesa congressuale, sia per quanto riguarda il segretario che la lista.

Rivendico quella scelta. Serve per sgomberare il campo. La guerriglia non ci serve, non serve più: l’avversario è fuori dal Pd, il nostro avversario è la destra”.

Mauro Buschini e Nicola Zingaretti

Mauro Buschini e Sara Battisti, entrambi consiglieri regionali (il primo è presidente dell’aula della Pisana) da mesi sostengono una tesi semplice. E cioè che il Pd ha bisogno di un segretario che stia sul campo h24. Per questo motivo l’idea di candidare il leader regionale dei Giovani Luca Fantini era stata accolta con interesse. Puntavano al congresso subito, invece arriverà dopo le regionali in Emilia Romagna e magari nel pieno della prova della verità a livello nazionale.

L’ultimo congresso provinciale del Partito Democratico si è celebrato oramai quattro anni fa. Da allora è cambiato tutto: nel Pd e nel Paese. Ecco il perché della fretta. Venerdì si vedrà se è una fretta concreta o se ancora una volta vince la melina.

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