Antonio Pompeo prepara il futuro dopo Scalia

Pranzo a tre 'da Sellari' per Antonio Pompeo, Simone Cretaro e Lucio Fiordalisio. Hanno parlato del futuro del Pd. La strategia del presidente della Provincia: i sindaci al centro. Intanto, in un altro tavolo...

Con il seggio da Senatore della Repubblica o senza, farà poca differenza. Il giorno dopo le elezioni del 4 marzo inizierà un’altra storia per la componente Dem che fa riferimento al senatore Francesco Scalia.

 

LE REDINI A POMPEO

Se i voti degli elettori (e gli incastri del Rosatellum) gli lasceranno il seggio, il senatore continuerà il suo lavoro: o a ridosso del Governo (oggi è nella Presidenza della strategica Commissione Industria del Senato) o con un piede nel Governo (di lui Luca Lotti dice un gran bene e non lo vedrebbe per niente male con un ruolo da sottosegretario).

Se il Rosatellum non dovesse far coincidere le elezioni a scivolamento con le percentuali dei voti, Francesco Scalia continuerebbe a fare l’avvocato ed il professore universitario.

In entrambi i casi, il futuro della sua componente politica è deciso. Antonio Pompeo, presidente in carica della Provincia di Frosinone e sindaco di Ferentino, ne prenderà le redini. Con il senatore (o ex) a fare da padre nobile e da consigliere.

 

IL PARTITO DEI SINDACI

Da settimane ha ripreso i contatti con i sindaci: sia quelli Dem che quelli di area e non iscritti. Il progetto è quello avviato oltre un anno fa: ricostruire l’ossatura del Pd attraverso il ‘Partito dei Sindaci’ con la loro esperienza sul campo, fatta di sostanza e meno teoria.

Il primo risultato si è visto con l’ultima votazione suI caso Acea: i sindaci di centrosinistra hanno fatto blocco sulle posizioni tracciate da Antonio Pompeo; sul caso Saf è stato il niet irremovibile pronunciato dal presidente della Provincia ad obbligare Francesco De Angelis a cambiare candidati per la guida della società Ambiente: altrimenti Pompeo non gli avrebbe girato i voti dei sindaci necessari a concludere l’elezione. (leggi qui La guerra per la Saf si scatena dopo il voto a Federlazio)

Il prossimo congresso provinciale sarà il vero terreno di scontro: con l’obiettivo di determinare il risultato.

 

IL PRANZO A TRE

Un pezzo del futuro della componente Scalia, lo hanno costruito nelle ore scorse a tavola. Intorno ad una semplice bistecchina con insalata. Il presidente della provincia Antonio Pompeo ha pranzato nell’antica trattoria Sellari con il reggente della segreteria Pd Lucio Fiordalisio (sindaco di Patrica) e con il sindaco di Veroli Simone Cretaro.

Hanno parlato di amministrazione. dei loro Comuni. Ma anche (e soprattutto) di Partito. Il futuro oltre le Regionali – hanno concordato – passa attraverso i sindaci, il momento storico di Ds e Margherita è stato quando i sindaci sono stati messi al centro del progetto politico. Vogliono rifare la stessa cosa. A partire da subito. “Bisogna rilanciare il patto dei sindaci firmato in tutto il Lazio poco prima della candidatura di Zingaretti. Adesso. Il primo passo da fare è quello” ha detto Pompeo.

 

E L’ALTRO PRANZO

A pochi tavoli di distanza, nello stesso locale, in un tavolo altrettanto appartato, c’era l’assessore Regionale uscente Mauro Buschini. Che forse discuteva dello stesso tema: ma con altre persone e dall’altro fronte politico: quello della componente che fa riferimento a Francesco De Angelis.

Ad entrambi i tavoli mancava un commensale: il presidente provinciale del Pd Domenico Alfieri che in questo periodo è il reggente del Partito.

 

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