Presidenza della Provincia: la partita di Pompeo. E quella di Ottaviani

Le elezioni provinciali di ottobre saranno un crocevia importante per la politica del territorio. Per le alleanze che produrranno. Per le conseguenze che determineranno. Saranno una partita doppia. Per Antonio Pompeo e Nicola Ottaviani.

Si vota il 31 ottobre per il presidente della Provincia (e noi lo avevamo detto ieri mattina). I sindaci e i consiglieri dei 91 Comuni sono i grandi elettori, mentre il sistema elettorale è quello del voto ponderato, che attribuisce cioè maggiore “peso” alle preferenze espresse dagli amministratori dei centri più grandi.

A Frosinone, Cassino, Anagni e Ceccano governa il centrodestra, a Ferentino, Alatri, Veroli ed Isola Liri il centrosinistra. Attenzione però: se una coalizione ha la maggioranza, questo non vuol dire che a livello di Consiglio i rapporti siano sbilanciati. Intanto perché ci sono le opposizioni e poi perché dappertutto ci sono malumori, accordi trasversali e “franchi tiratori”.

Il fatto che per il rinnovo dei consiglieri si voterà a gennaio (leggi qui Provincia, si vota il 31 ottobre e solo per il presidente) consentirà a tutti i concorrenti alla carica di presidente di promettere indistintamente una possibilità a chi intende concorrere per uno scranno all’interno dell’ente di piazza Gramsci.

Mai come in questa occasione, però, a fare la differenza sarà la chiarezza.

Antonio Pompeo si presenta forte di un numero importante di sindaci e amministratori di centrosinistra che guardano a lui come ad un punto di riferimento. Inoltre, stavolta non dovrà disputare alcun “derby” interno (nel 2014 lo vinse contro Enrico Pittiglio) e si concentrerà su schieramenti civici trasversali.

Il più importante sarà guidato dal vicepresidente Massimiliano Mignanelli. L’altro vedrà insieme il presidente d’Aula Luigi Vacana insieme alle forze che fanno riferimento al filosofo Biagio Cacciola.

Resta da vedere con chi decideranno di schierarsi le truppe socialiste di Gianfranco Schietroma: se in una propria lista oppure in coalizione con altri. La volta scorsa si allearono con i civici di Vacana, contribuendo alla sua elezione; resta da vedere se e quanto se ne siano sentiti rappresentati durante questo mandato.

 

Nel centrodestra i punti da chiarire sono molteplici. Il più importante di tutti è quello della rivalità all’interno di Forza Italia tra Mario Abbruzzese e Nicola Ottaviani. (leggi qui Forza Italia, un leader è di troppo: Nicola e Mario alla guerra santa. In silenzio) Sarà quest’ultimo lo sfidante di Pompeo? Difficile.

Il sindaco di Frosinone non è attratto dall’ipotesi e difficilmente si metterà nelle condizioni di farsi dire che lui una chance per una candidatura diversa l’ha già avuta quando si tratterà di concorrere per le politiche.

C’è però un altro punto. Ottaviani rimarrà in Forza Italia soltanto se percepirà che davvero il partito vuole svoltare nella direzione di una maggiore apertura agli amministratori e nella scelta irreversibile del partito unico del centrodestra.

Ipotesi che non sembra essere nelle priorità di Antonio Tajani, vicepresidente nazionale di Forza Italia. Per il resto Lega e Fratelli d’Italia stanno valutando perfino opzioni in solitaria.

Non è escluso che Lega e Cinque Stelle possano provare un esperimento politico alle provinciali, anche se in Ciociaria non hanno molti amministratori. Sarebbe però un segnale.

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