Provinciali: la cena del Pd, il pranzo di Luca, il quadrato di Ruspandini

Verso la definizione della candidature per le Provinciali. Il Pd mette ordine e getta le basi per definire il suo nome. Mastrangeli è l'uomo da battere: altre quattro adesioni al suo manifesto. Il quadrato di Ruspandini su Sacco. Che incassa l'endorsement di Di Mambro. In attesa del tavolo del centrodestra: forse mercoledì

Vince chi perde. Le elezioni Provinciali di Frosinone 2022 sono un intrigante gioco di specchi: nel quale quello che vedi è vero ma è vero anche il suo contrario. Per comprenderlo non c’è bisogno di manuali della Filosofia. È sufficiente vedere cosa hanno fatto questa sera i vertici provinciali del Partito Democratico.

Conclusa l’ultima riunione sono andati tutti a cena ed hanno discusso di Calcio (vietato nominare il derby Roma – Lazio considerati i precedenti), commentato le ultime sul Congresso nazionale, cercato qualche inciucio sulle Regionali. Rilassati. Eppure dovrebbero stare con le mani tra i capelli, i volti tirati, i denti che battono tra loro. Perché?

La giornata del Pd

Stefania Martini

In apparenza quella appena trascorsa è stata una giornata sprecata. Perché la Delegazione varata domenica dalla Direzione Provinciale per individuare il candidato presidente della Provincia non si è riunita. Il Segretario Provinciale ha deciso di non farne parte (come da noi anticipato) ed i lavori sono stati aggiornati di ventiquattrore. Il tempo scorre ed il fronte Progressista è l’unico a non avere un nome.

Non è così. Il Presidente uscente della Provincia Antonio Pompeo, il sindaco di Cassino Enzo Salera, l’ex Segretario Provinciale Domenico Alfieri, il capogruppo in Provincia Enrico Pittiglio sono stati ufficialmente affiancati dal Presidente Provinciale del Pd Stefania Martini. Ciascuno di loro ha trascorso la giornata con il quaderno e la calcolatrice: per rispondere a due quesiti fondamentali.

Saranno quei due quesiti a designare il candidato. Gli interrogativi: quanti voti ponderati abbiamo? Chi tra i papabili candidati Presidente è in grado di portarci il maggiore valore aggiunto, drenando consenso agli altri?

I nomi? Ufficialmente, nessuno. Sta con i moduli pronti il sindaco di Monte San Giovanni Campano Emiliano Cinelli. Ma non è il solo.

La giornata di Luca Di Stefano

Enzo Salera e Luca Di Stefano

In questa fase nessuno smentisce che in lista ci sia anche il sindaco di Sora Luca Di Stefano. Che a domanda risponde: «Candidato alla Provincia? Certamente: ma nella provincia dai giornalisti»; una battuta per dire che sono tutte fantasie di chi scrive. Allora perché non smentisce? «Perché mi piace tantissimo tutta questa attenzione su di me: magari porta un po’ di attenzione anche sulla mia città e così alle feste di Natale riesco a portare qualche visitatore in più».

La realtà è diversa. Luca Di Stefano ha detto no ad una candidatura di parte, si ad una che sia chiaramente civica ed il più trasversale possibile. Con il sindaco di Cassino Enzo Salera ne ha parlato la domenica prima della celebre riunione al Teatro Manzoni che ha mandato all’aria il dialogo tra Pd e Fratelli d’Italia eleggere il sindaco di Roccasecca Giuseppe Sacco. In quell’occasione il sindaco di Sora ha detto al suo collega di essere indisponibile ad una candidatura del Pd: per metterlo in chiaro non si è nemmeno presentato ai lavori del Manzoni. (Leggi qui: Provinciali, la bomba di Pompeo: «Così il Pd ha segato le gambe ai candidati»)

Dice di non essere della partita. Ma nella sola giornata di lunedì ha incontrato a pranzo tredici sindaci. E non hanno parlato di calcio, a differenza della cena del Pd a fine giornata.

La giornata di Riccardo Mastrangeli

Riccardo Mastrangeli

Il sindaco di Frosinone è l’uomo da battere in questa tornata. Nella giornata di lunedì sono stati altri quattro i sindaci che hanno aderito al suo manifesto. Stanno con lui anche Pastena (Angelo D’Ovidio), Roccadarce (Rita Colafrancesco), Strangolagalli (Roberto De Vellis) e Sgurgola (Antonio Corsi).

Non ha voluto commentare le frizioni con Fratelli d’Italia e Forza Italia. Che domenica hanno ufficializzato il loro asse e la decisione di varare insieme un progetto di centrodestra, accusando Riccardo Mastrangeli di essersi candidato praticamente da solo. Al di là della risposta del coordinatore provinciale Leghista Nicola Ottaviani, al limite della provocazione è chiaro il motivo di quella fuga in avanti: né il coordinatore di FdI Massimo Ruspandini né il coordinatore di FI Claudio Fazzone avrebbero mai dato il placet. Giudicano inconcepibile che una Lega all’8% alle scorse politiche possa concentrare nelle sue mani Capoluogo e Provincia. (Leggi qui: Provinciali: rotture, concessioni e avvisi. Verso i nomi finali).

Il tavolo per cercare una sintesi, accettato domenica da Ottaviani? Ufficialmente, nessuno ne sa nulla. A Roma circola voce che possa tenersi mercoledì tra i livelli Regionali dei tre Partiti.

La giornata di Ruspandini

Inconcepibile. Per il deputato forzista è politicamente inconcepibile che la Lega di Nicola Ottaviani possa prendersi Comune e Provincia. Massimo Ruspandini non la chiede per il suo Partito: ne fa una questione di coalizione. E di rispetto per i piccoli Comuni. Per lui il nome giusto è quello del civico Giuseppe Sacco di Roccasecca. Che oggi ha incassato l’endosement intellettuale dell’ex consigliere comunale di Cassino Carmine Di Mambro.

È un endorsement di principio perché Di Mambro non vota. Ma ha testimoniato pubblicamente l’impegno del sindaco di Roccasecca a favore dei malati oncologici come lui.

Fare quadrato sul nome di Sacco è un’operazione rischiosa ed identitaria allo stesso tempo. Perché il sindaco di Roccasecca è stato lanciato da 12 sindaci del Cassinate ai quali poi se ne sono aggiunti altri tre. Conti alla mano è una candidatura competitiva, soprattutto ponderando i pesantissimi voti nel Comune e di Frosinone. Ma per vincere richiede molto impegno.

Gli onorevoli Ruspandini, Pulciani e Mattia

È però sul piano politico che l’onorevole Ruspandini vuole chiarezza. Sul fatto che sia stato Mastrangeli a compiere la fuga in avanti con la benedizione della Lega. E sul fatto che Fratelli d’Italia sia unito “in maniera granitica” sulla decisione di scommettere su Sacco. Proprio per dare un segnale di unità e collegialità, il deputato ha chiesto al sindaco di Ceccano Roberto Caligiore, al sindaco di Patrica Lucio Fiordalisio ed all’onorevole Paolo Pulcianidi coadiuvarmi in questo importantissimo frangente e per tutta la campagna elettorale delle elezioni provinciali”.

Se va a dama è un’apoteosi; se non gli riesce, in questo modo non è una sconfitta: ma la difesa di un principio. Che tra poco, alle prossime Regionali, varrà molto.

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