Salera, la Provincia non è prioritaria

Il coordinatore regionale di Pop sgombra la strada del sindaco di Cassino verso la candidatura alle Provinciali. “Fui io a decidere l'operazione a Sora: Enzo è estraneo”. Ma rivela: “La candidatura al dopo Pompeo? Non è una priorità”. A Frosinone "Potremmo appoggiare Stefano Pizzutelli”

Fabio Cortina

Alto, biondo, robusto, sOgni particolari: molti

«Enzo Salera è completamente estraneo a quanto accaduto nelle elezioni di Sora. Non ha sostenuto il candidato contrapposto a quello del Pd: sono stato io a farlo, nell’ambito di una scelta politica esterna al Partito Democratico dal quale noi di Pop siamo indipendenti»: Danilo Grossi è il braccio operativo del sindaco di Cassino Enzo Salera. È lui a togliere dal campo una delle polemiche che stava limitando la corsa di Salera verso la candidatura a presidente della Provincia.

Perché quell’episodio ha rischiato di compromettere la candidatura alla successione di Antonio Pompeo? Per una questione di affidabilità politica. Perché alle Comunali dello scorso autunno il Pd ha appoggiato ufficialmente Luca Di Stefano sostenendo la sua elezione con una lista civica. Ma il suo uomo più fidato era schierato sull’altro fronte, quello che ha portato al ballottaggio l’ingegnere Eugenia Tersigni. (Leggi qui Così Salera ha bruciato la candidatura alla Provincia).

Salera non c’entra

L’assessore Danilo Grossi

Danilo Grossi è coordinatore regionale di Pop, il movimento politico che in Regione Lazio esprime il Consigliere Marta Bonafoni. È alleato leale del Pd. Ma ne è indipendente. Ed in molte delle Comunali dello scorso anno ha appoggiato candidati diversi da quelli Dem. Non è accaduto solo a Sora ma anche a Pontecorvo. Grossi rivendica quella scelta e scagiona il suo sindaco.

«Non capisco quale sia il rapporto tra le elezioni di Sora e Salera» dice oggi Danilo Grossi che in questo caso si è sentito chiamato in causa in prima persona. «Salera non ha avuto alcun tipo di peso, né di rapporto con quella elezione. Non ha né partecipato alla campagna elettorale e né espresso una posizione pubblica. È per questo che proprio non capisco il collegamento». Il collegamento lo ha visto chi ha messo in discussione il possibile ruolo di Salera al timone della Provincia: lì ci arriverebbe solo con i voti del Pd compatto, se il tuo braccio destro scende in campo contro il Pd si apre un’anomalia.

Grossi rivendica quella scelta. Fatta «in maniera legittima ed autonoma da un movimento politico che è sì parte attiva della coalizione di governo cittadina, ma le cui scelte sono autonome rispetto ad essa».

La Provincia? Forse no

Enzo Salera

Un tema che rischia di diventare secondario. Danilo Grossi rivela che in questo momento per Enzo Salera l’elezione in Provincia è «Non prioritaria». Proprio come una spedizione. Una di quelle di cui potresti avere bisogno, ma per le quali puoi attendere evitando così di pagare un prezzo più alto. La candidatura di Enzo Salera alla carica di Presidente della Provincia non è in cima all’agenda del Sindaco di Cassino e neanche in quella del suo entourage.

La priorità di Salera, ad oggi, è quella di continuare a guidare la città: «Rappresentiamo un unicum nel centrosinistra provinciale e questo perché – sottolinea Grossi – abbiamo messo al centro il rapporto diretto con la gente, riuscendo ad aggregare personalità che hanno aderito al progetto pur essendo fuori dal centrosinistra ufficiale».

Le provinciali dello scorso dicembre – quelle che hanno rinnovato il Consiglio – sono state un pressure test per la coalizione che governa Cassino. Condotto sul nome del capogruppo Dem Gino Ranaldi. “A Cassino venivamo da esperienze come quella della consiliatura Petrarcone in cui pagammo le tante divisioni. L’obiettivo oggi era quello di raggiungere un risultato, anche in termini di rappresentanza della città e ci siamo riusciti”.

Non c’è quindi alcun terzo polo firmato Salera all’interno del Pd. È l’elemento chiave per allargare la strada verso la candidatura. Come ha dimostrato anche l’elezione all’unanimità di Simone Costanzo, diventato nelle ore scorse presidente del Consorzio dei Servizi Sociali. Perché Francesco De Angelis e Antonio Pompeo ormai hanno un patto d’acciaio; Salera può esserne funzionale solo se c’è piena sintonia. (Leggi qui Il patto al Bellaria e ora l’elezione: chi c’è dietro Costanzo presidente).

E ora Frosinone con Pizzutelli

Le elezioni a cui invece pensa Danilo Grossi sono quelle di Frosinone, verso cui POP ha una idea ben chiara. «Stiamo lavorando da tempo con Stefano Pizzutelli, il percorso fatto da Frosinone in Comune in questi cinque anni e la sua identità combaciano con le nostre caratteristiche».

L’Assessore cassinate ha sottolineato come il movimento abbia seguito il lavoro di Pizzutelli in tutti i tavoli convocati dal centrosinistra, che evidenziano quanto sia fragile la possibilità di avere una coalizione unitaria nel capoluogo. «Certo, l’unità del centrosinistra è quella che noi auspichiamo, ma troppo spesso in questa provincia essa è una chimera. Perdere questa occasione sarebbe un peccato, ma noi continuiamo a credere che il rapporto con la gente sia prioritario ed è per questo che seguiremo con attenzione le scelte di Stefano Pizzutelli e del suo gruppo”. 

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