Sottosegretari, sperano Durigon e Mattia

Dopo la formazione del Governo si passa alla composizione della squadra dei Sottosegretari. Perché Durigon e Mattia hanno una possibilità in più

Andrea Apruzzese

Inter sidera versor

Il Governo ora c’è: presidente del Consiglio e ministri hanno giurato. Per i sottosegretari, ci vorrà ancora qualche giorno, metà o forse anche fine della prossima settimana. E sia tra i ciociari che tra i pontini c’è chi spera, anche se sarà forse complesso, a causa dei numeri, ridotti per legge.

Tra i primi che sperano, ovviamente, c’è Claudio Durigon (Lega), passato in questa occasione dalla Camera al Senato. Lui è già stato sottosegretario: al Lavoro e alle Politiche sociali, nella cui veste fu tra i principali autori della “Quota 100“, nel governo Conte 1 quando ha riformato le pensioni e mandato in soffitta la riforma Fornero.

Poi è passato all’Economia e finanze nel governo Draghi, fino all’agosto scorso, quando si dimise in seguito a una battuta, inerente l’intitolazione del parco Falcone e Borselino di Latina (già Arnaldo Mussolini per alcuni anni), durante un comizio politico. (Leggi qui Salvini telefona, Durigon si dimette: “Ma non sono fascista”. E leggi anche Perché Claudio Durigon non lascia ma raddoppia).

Per lui potrebbe aprirsi un nuovo sottosegretariato, o, forse, più probabilmente, una presidenza di Commissione di palazzo Madama. Anche se in questo caso si scontano comunque i numeri: dato il taglio del numero dei Parlamentari, anche molte commissioni sono state accorpate e il numero è diminuito. In una parola, meno posti per tutti.

Tre e di lungo corso

Nicola Calandrini con Giorgia Meloni

I tre senatori eletti in provincia di Latina hanno alle spalle un lungo curriculum. Claudio Durigon è stato a lungo nel sindacato, ha già una Legislatura d’esperienza fatta a Montecitorio, è stato due volte sottosegretario. Alla seconda esperienza è anche Nicola Calandrini di FdI, che nel corso dei suoi primi anni in Senato ha avuto una notevole attività d’aula. Non solo come presenze, ma soprattutto nella presentazione di disegni di legge e di interrogazioni. E veterano di palazzo Madama è anche Claudio Fazzone (FI), eletto fin dal 2006.

Allora cosa pone un passo avanti agli altri proprio Durigon? La volontà del Partito di collocarlo in una posizione nella quale mettere a frutto la sua competenza in materia di Lavoro. Centrale è la volontà del Partito. Proprio per questo Fazzone potrebbe scontare le tensioni accumulatesi in questi giorni all’interno del Partito di Silvio Berlusconi. Non perché si trovi nel fronte sbagliato: ma semplicemente perché in questo momento Forza Italia è attraversata da una silenziosa guerra civile.

Tutti e tre i senatori pontini, poi potrebbero però scontare un altro fatto: la circostanza che, secondo le indicazioni più accreditate, i sottosegretari saranno in maggior parte presi tra gli eletti alla Camera. Questo per un motivo di maggiore riequilibrio, dato che i deputati sono in numero maggiore: al Senato gli eletti di FdI, Lega e Fi sono 110, mentre alla Camera i deputati dei tre partiti maggiori della coalizione di centrodestra sono 230.

Mattia di corso lunghissimo

Aldo Mattia (Foto: Stefano Carofei © Imagoeconomica)

Nella pattuglia ciociara il più titolato per un ruolo da Sottosegretario è il frusinate Aldo Mattia. Capolista in Basilicata è una delle colonne della Coldiretti da dove è andato da poco in pensione. C’è il suo nome dietro a molti dei problemi risolti nelle federazioni regionali in Sicilia, Sardegna e Lazio. La Basilicata è stato il suo ultimo incarico, poi la pensione. E la candidatura.

Per molti non è un caso che la prima uscita di Giorgia Meloni dopo avere trionfato alle elezioni sia stata proprio alla convention nazionale di Coldiretti. E che le due ovazioni più grosse siano state per lei e per Aldo Mattia. Ha un patrimonio di esperienza infinito, conosce i problemi del comparto Agricolo di ogni regione d’Italia e le norme sulle politiche agricole sono state da sempre il suo pane quotidiano.

Per questo Fratelli d’Italia potrebbe volerlo al fianco di Francesco Lollobrigida, affiancando ad un ministro dall’alto tasso politico un sottosegretario dall’enorme patrimonio di competenza.

Un’occhiata alla Camera

I deputati Massimo Ruspandini e Paolo Pulciani

Se i sottosegretari dovessero arrivare principalmente da Montecitorio, per il territorio del sud Lazio potrebbe forse essere più complesso, se si dovesse guardare alla sola anzianità d’aula. Infatti il solo Massimo Ruspandini (FdI) di Frosinone può vantare una legislatura di esperienza, fatta a Palazzo Madama.

Sono alla prima esperienza il due volte sindaco leghista di Frosinone Nicola Ottaviani che però gode di moltissima considerazione in via Bellerio; e pure l’ex Coordinatore provinciale di Frosinone Paolo Pulciani (FdI). Stesso discorso vale per entrambe le elette pontine. Giovanna Miele di Latina, eletta per la Lega nel collegio plurinominale pontino e Sara Kelany di FdI, di Formia, eletta però come capolista al plurinominale Lombardia 2.

Se la prima era all’avvio della sua seconda esperienza da consigliera comunale del capoluogo (il 28 settembre si è dimessa come il resto del centrodestra dalla carica), la Kelany ha svolto la sua carriera politica internamente al partito, in particolare presso l’Ufficio studi di FdI, con particolare rifermento al programma. Nel passato più recente, oltre al caso di Durigon deputato, si ricorda anche quello di Maria Teresa Amici, deputata pontina, che fu tre volte sottosegretario con i governi Letta, Renzi e Gentiloni, tra il 2013 e il 2018.

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