Quel Cesanese che si fa saggio con la gioventù…

Affile e MIchael Formiconi, un binomio che stana tutta la magia dei rossi celebri ciociari. E la trova nella scelta di non farli invecchiare troppo. Perché trovano presto struttura, carattere e scopo.

Marco Stanzione
Marco Stanzione

Non invitatemi mai a bere...

Quando mi metto in macchina e ho il giorno libero mi sento particolarmente felice, sono quasi due anni che vado girando cantine e l’euforia è sempre la stessa. Immagino la mia automobile alla vista del cartello “Strada del vino Cesanese” che iniziare a scodinzolare con le quattro frecce, oppure a parlare come faceva Kitt con Michael Knight. Il Cesanese piace anche a lei! 

Cantina Formiconi, dal 2003 fra i filari

Michael Formiconi al lavoro fra i filari

Oggi vi porto tra le colline che circondano Affile, piccolo comune in provincia di Roma, mi attende Michael Formiconi, giovane vignaiolo titolare dell’azienda che porta il suo nome. Ho conosciuto Michael ad una degustazione di Cesanese organizzata dall’Ais Frosinone. In quella occasione si degustavano 3 tipologie di Cesanese da 3 territori diversi, Piglio, Olevano Romano e, appunto, Affile. Dopo la degustazione mentre eravamo intenti a dare l’assalto al buffet gli parlai di questa rubrica e gli dissi che prima o poi sarei andato a trovarlo. Ogni promessa è debito! 

Michael è un vignaiolo giovane e ma tra le vigne ci è cresciuto: «L’azienda è nata nel 2003, all’epoca ero davvero un ragazzino, ma è stato proprio quello il periodo in cui ho capito che questo è il mestiere che volevo fare. E’ stata dura, lo è tutt’ora ma la soddisfazione che ti dà bere un tuo prodotto ha davvero pochi eguali!». L’impegno di Michael è dunque partito già dalle scuole superiori. E, nonostante la breve tentazione di recitare al teatro lo abbia impensierito ogni tanto, ha lasciato che il vino vincesse questa battaglia. «Ci ho pensato a volte, recitare mi piaceva tantissimo ma la passione tramandata dai nonni è stata più forte! (ride)».

Rompere con il passato ma senza esagerare

Una passione, quella di Michael, che sposa tradizione ed innovazione

Passeggiando tra le vigne insieme al socio e cugino Damiano, scopro dei giovani con obiettivi chiari, fieri del loro  modus operandi. Tuttavia allo stesso tempo consapevoli di vivere e coltivare un territorio per certi versi ancora inesplorato ma ricco di grandi talenti, soprattutto di “nuova generazione” come loro. Mi fanno esempi di altri produttori della zona che stanno lavorando in modo egregio e questo è segno di grande umiltà e rispetto

«Le vigne erano dei miei nonni, contadini veri, loro facevano vino per berlo in famiglia o alle feste, io quando ho preso in mano tutto ho voluto dare un’impronta diversa. Volevo imbottigliare e fare vino di qualità, sostanzialmente una rottura con il passato vitivinicolo dei miei nonni. Senza però mai dimenticare il loro rigore e i loro insegnamenti, per me tutt’oggi fondamentali». 

Dunque primo impianto nel 2005 e prima vendemmia due anni dopo. Oggi l’azienda punta tutto, chiaramente, sul Cesanese. Quando conobbi Michael alla degustazione Ais ci disse che l’azienda preferiva mettere in commercio i vini dopo cinque anni dalla vendemmia. Questo per berli nel pieno della loro maturazione.

All’epoca non capii questa scelta, perso nella degustazione, mentre ascoltavo e prendevo appunti.

L’impostazione fortunatamente è un po’ cambiata e Michael ha dato finalmente una sterzata a questa tendenza. Non che i vini assaggiati all’epoca (Cisinianum 2012, Capozzano 2010) non fossero buoni. Anzi, se sono qui ad Affile è proprio perché mi piacquero. Ma un Cesanese non ha bisogno di molti anni, e infatti oggi assaggiamo annate più recenti. E siamo pure fortunati a trovare un paio di bottiglie in cantina, Michael ha già finito tutto! 

Cesanese di Affile DOP “Cisinianum” 2018: beva pronta ed eleganza
IL capozzano con l’Enea ed il Cisinianum

Il vino d’entrata di Cantina Formiconi è quello che probabilmente li rende più orgogliosi, Cesanese d’Affile nella sua massima espressione. Rosso rubino, tende leggermente al granata, carico, abbastanza consistente, note olfattive di frutta matura. E con esse sorprendenti sentori floreali, tipo il geranio.

In bocca è caldo, si riconoscono le note fruttate percepite al naso, abbastanza sapido e di buon corpo, bella acidità e tannino piacevole.

Un vino che esalta tutte le qualità dell’uva Cesanese, un’eleganza strepitosa che va a braccetto con la facilità di bevuta. Cisinianum, che piacere averti conosciuto più giovane e snello! 

Cesanese di Affile Riserva DOP “Capozzano” 2015: da meditazione
Cantina Formiconi, il Capozzano

Michael non si arrende e riesce a trovare una bottiglia della riserva 2015. Gioia per il mio cuore. Come la 2010 della degustazione, la 2015 si conferma un vino complesso ma estremamente piacevole per accompagnare pranzi duraturi e luculliani.

«La riserva di solito la apro a Natale o durante le feste quando i pranzi sono lunghi, come quelli delle vendemmie dei miei nonni». Cinque anni di vita, che partono da una vendemmia tardiva per finire ad un affinamento in barriques non di primo passaggio.

Ne consegue un prodotto che al naso si fa apprezzare per le note fruttate dolci, spezie tipo cannella o liquirizia, ma anche cioccolato o frutta sotto spirito.

In bocca è asciutto ed avvolgente, caldo, morbido. Ostenta tannino vivido, intenso e con una buona persistenza. Ottimo anche come vino da meditazione, da degustare ed apprezzare con la dovuta calma. 

Un cin cin con Michael Stipe & co.

Michael mi ha invitato a passare in zona tra qualche mese, mi ha promesso le nuove annate e qualche bottiglia da parte. Altrimenti io cosa vi racconto? Consiglio di bere i vini di Cantina Formiconi con “Texarkana” dei R. E. M. in sottofondo. “Out of Time” è un gran disco che ho rispolverato di recente ed è bello come assaporare di nuovo Cisinianum e Capozzano.