Frosinone, un Everest da scalare. Nesta: “La squadra è capace di tutto”

[CALCIO-PLAYOFF] Semifinale di ritorno domani sera al “Nereo Rocco” di Trieste. Il Pordenone parte con i favori del pronostico dopo la vittoria per 1-0 al “Benito Stirpe”. Ai canarini servirà un’autentica impresa: vincere con due gol di scarto. Il tecnico giallazzurro recupera Capuano ma perde Tabanelli. Dovrebbe scendere in campo una squadra più offensiva con Ciano dietro le punte Dionisi-Novakovich. Tra i friulani tornano Bassoli e Strizzolo. Farà la differenza la freschezza atletica.

Alessandro Salines
Alessandro Salines

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La “remuntada” del Frosinone sarebbe un’impresa pazzesca. Roba da raccontare ai nipotini. Una favola sportiva. Della serie c’era una volta una squadra che per due volte ha ribaltato pronostico, risultato e destino in trasferta regalando ai propri tifosi emozioni indescrivibili. Al “Rocco” di Trieste nella semifinale di ritorno dei playoff contro il Pordenone i giallazzurri proveranno a portare a termine una missione che sulla carta sembra impossibile. Dovranno bissare il successo di Cittadella e fare ancora di più: vincere con due gol di scarto.

Una sorta di Everest se si considera anche il contesto. Ma non c’è scelta se si vuole continuare a sognare. Dentro o fuori insomma.

È la terza volta dopo le sfide con Pisa e Cittadella anche se stavolta la strada è ancora più stretta e le difficoltà sono maggiori. Tuttavia il Frosinone potrà sfoderare un’arma in più rispetto al Pordenone: l’incoscienza. I canarini infatti non avranno nulla da perdere e saranno liberi da lacci e lacciuoli. Al contrario i friuliani potrebbero fare calcoli pericolosi. Avranno due risultati su tre e potrebbero pure perdere con un gol di svantaggio. Il rischio di cullarsi sugli allori non è così remoto.

I sogni si avverano se si ha il coraggio di crederci

FROSINONE-PORDENONE

Il grande Walt Disney, uno dei padri dei film d’animazione ed inventore di personaggi mitici come Topolino, ha costruito i suoi successi su questa filosofia di vita. Per il Frosinone può essere la spinta per giocarsi al massimo le sue chance.

Insomma bisogna crederci fino a prova contraria. Ovvero fin quando il risultato del campo ti darà la possibilità. La squadra giallazzurra ha soprattutto il mestiere per cercare la “remuntada”.

D’altronde è stata una stagione vissuta sulle montagne russe e non è la prima volta che i canarini si ritrovano ad aggrapparsi alla speranza. E quasi sempre sono riusciti a cavarsela.

«Dopo quello che abbiamo fatto a Cittadella credo in tutto, questa squadra è capace di ogni cosa. Bisogna rimettere a posto le forze e le energie mentali. E andiamo a giocarcela là, ancora non è finita», ha tuonato Alessandro Nesta.

La carica di mister Nesta e Bardi

ALESSANDRO NESTA

Ma anche nello spogliatoio si è sollevato un moto d’orgoglio.

«Dispiace aver perso – ha detto il portiere Bardi, uno dei migliori della sfida dello “Stirpe” – Daremo l’anima per andarci a prendere il risultato. Partiamo con grande voglia e altrettanta determinazione. E quello che la farà da padrone sarà il nostro spirito di sacrificio. Sappiamo che sarà durissima, sarà una battaglia ma noi non molleremo fino all’ultimo. La voglia deve andare oltre la stanchezza e con grande impegno dobbiamo andare a giocare una grande partita a Trieste. Sono convinto che a fronte di una bella prestazione, possiamo ancora dire la nostra».

Si può fare. E se lo dicono i protagonisti…

La stanchezza il peggior avversario

FROSINONE-PORDENONE FOTO © MARIO SALATI

Già domenica la fatica si era fatta sentire nel Frosinone. Il Pordenone con quasi nove giorni di riposo ha dimostrato di essere più fresco e pimpante rispetto ai canarini che avevano giocato quattro giorni prima a Cittadella per 120’.

Tra l’altro Brighenti e soci si sono dovuti sobbarcare due viaggi lunghi e stressanti. I giallazzurri dunque dovranno battere la stanchezza. Dal 20 giugno si è giocato sempre. Questa sarà la dodicesima partita in nemmeno due mesi. Il Pordenone ha una gara in meno nelle gambe e quello stacco di oltre una settimana.

Due fattori da non trascurare. La variabile sarà proprio la tenuta atletica al di là della tattica e della tecnica.

Proprio per questo il tecnico giallazzurro dovrà essere bravo a mettere in campo la formazione che fornirà maggiori garanzie a livello fisico. E poi servirà una gestione dei cambi sicuramente diversa da quella di domenica quando Nesta ha effettuato solo 3 sostituzioni sulle 5 disponibili

Il Pordenone sulle ali dell’entusiasmo

FROSINONE-PORDENONE. FOTO © MARIO SALATI

I neroverdi sono carichi a mille. La finale è ad un passo ed il sogno-serie A si avvicina. Il tecnico Attilio Tesser dall’alto della sua esperienza cerca di tenere tutti con i piedi per terra. «Sarà come entrare in campo per il secondo tempo di una gara lunga 180 minuti – osserva l’allenatore dei “ramarri” – Siamo appena a metà. Dovremo farci trovare pronti ripetendo la prestazione fatta all’andata. Ricca di concentrazione, determinazione e dello spirito di squadra che ci ha sempre contraddistinto».

«La vittoria di Frosinone ci deve dare convinzione, ma unita alla consapevolezza che in 95 minuti dovremo essere sempre feroci e tenere la guardia alta. Affrontiamo una formazione di grande valore. Il vantaggio non ci deve portare a stare in difesa. Dovremo invece attaccare, andarli a prendere, senza paura. Con grandissima umiltà e rispetto dell’avversario».

Venticinque i convocati per la sfida del “Rocco”. Recuperano il difensore Bassoli e l’attaccante Strizzolo. Ancora out il centrale Barison. Tesser disegnerà il Pordenone con il tradizionale 4-3-1-2. Previsto qualche cambio. Bassoli dovrebbe riprendere il suo posto al centro della difesa accanto a Camporese. Sulla fascia sinistra potrebbe tornare il terzino De Agostini con Almici sul fronte opposto. Confermato il trio di centrocampo: Burrai sarà il play, Pobega e Misuraca le mezzali. Sulla trequarti chance per Tremolada, autore del gol-vittoria allo “Stirpe”. In attacco Candellone o Bocalon agiranno al fianco di Ciurria. 

Nesta sfoglia la margherita

PORDENONE-FROSINONE I CONVOCATI

Il Frosinone ritrova il difensore Capuano ma perde il centrocampista Tabanelli che nelle ultime due gare era andato in panchina e sembrava sulla via della guarigione. Tanta sfortuna per la mezzala arrivata a gennaio dal Lecce e che doveva rappresentare un valore aggiunto nella corsa alla serie A. Si è fatto male alla caviglia a Venezia l’8 febbraio ed è rientrato dopo il lockdown. Tre partite e poi di nuovo ko sempre a causa della caviglia. Non ha più giocato. Neppure convocato per Trieste. Fuori causa anche D’Elia.

Trapela poco sulla formazione. I dubbi non mancano, le scelte saranno effettuate a poche ore dal fischio d’inizio. Di sicuro qualche sostituzione verrà effettuata e non è escluso un cambio di modulo. L’allenatore giallazzurro potrebbe schierare una squadra più offensiva. I canarini infatti devono vincere e segnare. Certo l’equilibrio non dovrà mancare. Un gol del Pordenone sarebbe la condanna definitiva. Due reti si possono anche segnare in una manciata di minuti. 

Ipotesi 3-4-1-2

E così il Frosinone potrebbe schierarsi con il 3-4-1-2. In difesa dovrebbe essere confermato il trio Brighenti, Ariaudo e Krajnc. Non è da scartare comunque il rientro di Capuano sul centrosinistra.

Sulle fasce Salvi potrebbe tornare a destra mentre a sinistra toccherebbe a Beghetto per dare maggiore spinta. Haas e Rohden saranno i due interni con Ciano dietro le punte Dionisi e Novakovich, uscito domenica malconcio. Lo statunitense stringerà i denti.

Non è al meglio Maiello che dovrebbe andare in panchina. Ipotesi più remota la difesa a quattro utilizzata nei finali contro il Pisa e il Cittadella ed anche domenica dopo il gol di Tremolada. Paganini sembra destinato ad iniziare tra i rincalzi ma la sua duttilità potrebbe tornare utile in un cambio di sistema di gioco.