Pier Luigi Bersani

Tra D’Alema e Letta vietato dimenticare Zingaretti

La Ditta vuole rientrare nel Pd, ma il segretario nazionale critica “baffino di ferro” sull’analisi del renzismo come malattia. Però il dato di fatto è che è stata la vittoria di Nicola Zingaretti al congresso a rimettere i Democrat nel solco della sinistra sociale. Ecco perché il presidente della Regione Lazio giocherà ancora e sempre da protagonista nel confronto interno

Ddl Zan e Quirinale, alla fine arriva Renzi

I rapporti a destra tra Salvini e Meloni, gli obiettivi di Conte e le titubanze di Letta. La politica italiana è al bivio. La partita vera si giocherà in Parlameno, dove il leader di Italia Viva ha la stessa incidenza che aveva Maradona nel calcio. Ecco come e perché può ribaltare tutto.

Bersani-Meloni, il Rosso e il Nero di cui l’Italia ha bisogno

Lo scontro via social sulla gestione della pandemia ha evidenziato il bisogno di contrapposizione che c’è nella politica italiana. La leader di Fratelli d’Italia spopola nei sondaggi e vuole prendersi tutto, l’ex capo della Ditta non ha paura dell’impopolarità e presidia i confini della sinistra. Perché sono un esempio.

La mossa di Zingaretti: che lo renderebbe il nuovo Prodi

Si sta delineando lo scenario che l’ex segretario del Pd voleva prefigurare. Una nuova “Cosa” tra Dem, Cinque Stelle, Leu e altre forze e movimenti di centrosinistra. La corsa al Campidoglio sarà decisiva (anche se c’è il fattore Raggi). Ma a questo punto per il presidente della Regione Lazio il ruolo giusto potrebbe essere quello del “federatore”. Del nuovo Ulivo.

La profezia di Bettini e i sassolini di Bersani

La scelta di Zingaretti riapre vecchi ferite e spalanca nuovi scenari. La sinistra è spalle al muro. Goffredo Bettini sbarra la strada al ritorno del renzismo. L’ex segretario: “Zingaretti ha tre strade davanti: può dire ok sto qua, ok, non sto qua oppure sto qua a certe condizioni. Se scegliesse questa ipotesi spero che sia una cosa aperta”.

Quella Sinistra cittadina che il Pd neppure vede

A Frosinone c’è fermento nel campo dei progressisti, l’iniziativa di Marco Mastronardi, Fabiana Scasseddu e Daniele Riggi lo conferma. Ma c’è anche Stefano Pizzutelli. Il circolo del Pd però prosegue in solitudine senza rendersi conto che in questo modo sarà impossibile vincere le elezioni comunali.

Ma dove vai se i voti li hai

Dopo Giorgio Gori anche Irene Tinagli “punge” Zingaretti. Ma la storia dimostra che chi esce dal Pd rimedia fallimenti storici: Bersani e D’Alema, Renzi, Calenda. I Democrat però devono accelerare sull’economia. A livello locale non ha senso rinviare il congresso.

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