I protagonisti del giorno. Top e Flop del 18 agosto 2020

Top e Flop. I protagonisti della giornata appena conclusa. Per capire meglio cosa ci attende nelle prossime ore

TOP

NICOLA ZINGARETTI

In una lettera al quotidiano La Stampa ha ridato al Pd le parole che mancavano, individuando i temi sui quali il Partito dovrà insistere in futuro. Perfino indipendentemente dal fatto di essere al Governo o all’opposizione. (Leggi qui Le parole che mancavano al Pd. E che ora Zingaretti ha messo in chiaro).

NICOLA ZINGARETTI

Ma Nicola Zingaretti, segretario Democrat, tra tutti ne ha individuato uno in particolare di tema. Quello della scuola. Rilevando: «Non lo dico per mettere una bandierina polemica, piuttosto per continuare a svolgere come Pd un ruolo di allerta e anche di proposta in un settore che coinvolge milioni di persone».

«Tra operatori, insegnati e soprattutto famiglie. Sarebbe intollerabile dopo mesi di lockdown far perdere anche solo un’ulteriore ora di lezione, nell’incertezza o con una apertura a singhiozzo interrotta quasi subito da una nuova pausa del lavoro scolastico dovuta alle elezioni regionali e referendarie del 20 settembre. È stato un errore non ascoltare il Pd quando ha proposto di collocare i seggi elettorali in luoghi specifici per non pesare ulteriormente sul ciclo delle elezioni».

Sulla scuola e sulla cultura si è fondata per decenni l’egemonia gramsciana della sinistra italiana. Sulla scuola questo Governo si giocherà molto. Ma il Pd davvero tutto.

Poi la chicca-siluro a Salvini. Ha sostenuto Zingaretti: «La scelta di formare questo governo da parte del Pd è stata lungimirante, ora tanti tifosi di allora fischiettano, ma io la difendo. Anche se non vanno nascoste le difficoltà, le contraddizioni e anche i prezzi che noi abbiamo dovuto pagare in nome della salvezza della Repubblica. Ma senza questo governo, per esempio, non avremmo potuto fronteggiare la pandemia: Salvini l’avrebbe gestita come Trump o Bolsonaro».

Zingattacco.

LINUS

Con un lungo e semplice post ha messo in mutande il Governo Conte e squarciato il velo di ipocrisia che c’è sull’argomento. Linus non è solo il re dei dj, ma anche il direttore di RadioDeejay. Si è occupato della questione della chiusura delle discoteche decisa dal Governo.

Il dj Linus

Il suo lungo post è più potente di qualsiasi editoriale. Va letto tutto. Ha scritto Linus: «E così, da oggi, quando peraltro non conta quasi più niente, le discoteche torneranno a restare chiuse. Ho dovuto mordermi la lingua in queste settimane per evitare di infilarmi in polemiche di cui proprio faccio volentieri a meno, ma adesso che è stata presa la decisione posso chiedermi… Ma quale imbecille di politico, governatore, sindaco o questore poteva pensare che si potessero aprire e non avere assembramenti?!?».

Poi: «I gestori delle discoteche non sono esattamente una categoria al di sopra di ogni sospetto, ma come puoi pensare che la gente in un locale non faccia quello per cui c’è andata, cioè stare insieme? Perché le avete fatte aprire, eravate ubriachi o interessati?».

Infine: «A Ibiza, capitale delle discoteche europee, hanno avuto il coraggio di tenerle chiuse, qui ogni zona poteva decidere in funzione dei casi della regione. Perché nei locali al mare (gli unici aperti) si sa che ci vanno solo i ragazzi del posto, non i turisti.“I ragazzi hanno diritto di vivere”, dicono i paraculi. I ragazzi hanno migliaia di altri modi per divertirsi».

«Correndo qualche rischio, certo, perché è assurdo pensare di chiudersi in un bunker. Ma è stupido favorire i problemi. “Il settore è in crisi”. Certo, e ovviamente mi dispiace, ci ho passato buona parte della mia vita, ma a parte Amazon conoscete qualche attività che non abbia avuto problemi da questa situazione.

Premier subito.

FLOP

GIUSEPPE CONTE

Sui social è diventato virale un video in cui il premier parla dell’emergenza legata all’immigrazione clandestina e commette due strafalcioni “tosti”. Inciampando nel congiuntivo che fa cascare così tanti politici.

GIUSEPPE CONTE

Dice Conte: «Non possiamo tollerare che arrivano dei migranti addirittura positivi e vadino in giro liberamente».

In realtà però il congiuntivo è il minimo, perché alla fine capita anche ai migliori. Può succedere perfino ad un avvocato colto, raffinato e glamour come il presidente del consiglio. Quello che lascia allibiti è la sostanza del pensiero.

Ma perché qualcuno può tollerare che delle persone che arrivano in Italia positive al Covid vadano in giro liberamente? Magari però è successo davvero, che non si sia riusciti a controllare tutti, che in diversi si siano allontanati dai centri di accoglienza senza avere fatto il tampone.

A meno di un mese dalla riapertura delle scuole il Governo Conte non riesce a dare la sensazione di avere la situazione sotto controllo. Ondeggiando tra linea dura e scaricabarile nei confronti delle Regioni. La chiusura delle discoteche fuori stagione ne rappresenta un esempio da manuale.

Leggerezza da brividi. Altro che congiuntivite.

VIRGINIA RAGGI

La sindaca di Roma sta progettando la strategia per la rielezione. La Repubblica l’ha svelata. Spiegando: «La bozza c’è già. L’inquilina del Campidoglio e il suo staff per ora ipotizzano il tridente: tre liste per supportare la sindaca e provare a sfondare a sinistra. La prima sarà ovviamente quella del Movimento. Poi sotto con la lista Raggi. E, infine, con una terza in cui inserire cronisti, scrittori, attivisti antimafia e antifascisti».

Virginia Raggi © Carlo Lannutti / Imagoeconomica

«Nelle prime due si dovrebbero dividere i fedelissimi, dal capogruppo Giuliano Pacetti all’assessore Antonio De Santis. Nella terza, invece, si punta ad attrarre nomi in grado di pescare consensi lì dove attinge il Pd. “Roma ha una solida tradizione antifascista e democratica”, ha ribadito Raggi al Tg3». 

La strategia della Raggi è quella di rivolgersi all’elettorato di sinistra andando quindi ad invadere il campo del Pd. La sensazione è che alla fine tutto questo possa far saltare perfino ventilati accordi nazionali.

Ma quello che sorprende è il fatto che la sindaca Virginia Raggi si muova come se in questi anni non fosse successo nulla, come se a Roma fossero stati risolti tutti problemi. Dalle buche all’individuazione di una discarica.

Alice nel paese delle meraviglie.

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