I protagonisti del giorno. Top e Flop del 6 maggio 2020

Top e Flop.I protagonisti della giornata appena conclusa. Per capire meglio cosa ci attende nelle prossime ore

TOP

ALESSIO D’AMATO

Nel Lazio i decessi, il numero dei contagiati e i ricoveri negli ospedali è in calo da settimane. Mentre aumentano i guariti. La situazione regionale, per quanto riguarda la pandemia da Coronavirus, è stata costantemente sotto controllo. Sin dall’inizio, quando l’ospedale Lazzaro Spallanzani diventò un punto di riferimento nazionale.

Alessio D’Amato © Foto Imagoeconomica / Sara Minelli

L’assessore alla sanità Alessio D’Amato è uno che non ama la ribalta, che preferisce risolvere le situazioni. Eppure la gestione di questa vicenda comporterà dei riflessi pure sul piano politico.

Quando tutto sarà finito si dovranno tirare le somme su come sono state gestite le emergenze nelle varie regioni. Il Lazio ha sorpassato la Lombardia e questo porterà fieno nella cascina del Pd del segretario Nicola Zingaretti.

Turbo nel motore.

LAURA BOLDRINI

L’ex presidente della Camera ha ricordato a tutti la centralità del Parlamento. Con i fatti, oltre che con le parole. A “Circo Massimo”, in onda su Radio Capital, ha detto sullo scontro tra il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede e il consigliere del Csm Nino Di Matteo.

L’ex Presidente della Camera Laura Boldrini

«L’ho trovato sconcertante. È terribile questa modalità di attacchi pubblici in una trasmissione televisiva in diretta, si è oltrepassato il perimetro istituzionale. Le accuse sono state pesanti, è giusto che il ministro chiarisca la sua posizione. Ha cercato di farlo in tv, ma non era la sede appropriata».

Esisterà una differenza tra la tv trash e il dibattito politico e parlamentare. Occorreva il coraggio di una donna per ricordarlo.

La politica, prima di tutto.

FLOP

FRANCESCA GERARDI

A Sora ha dovuto interrompere la partita e rimettere il pallone al centro. Il dibattito per l’individuazione del candidato unitario del centrodestra alle prossime Comunali rischia di creare una lacerazione profonda. È diventato una sorta di autoscontro. Con Fratelli d’Italia che finge di agevolare il dibattito ma in realtà osserva a distanza e lascia fare i leghisti. Aspettando che la matassa si ingarbugli fino al punto di non ritorno. (Leggi qui Gomitate sul Carroccio a Sora: salta Abbate. Il round va a Ciacciarelli).

Il coordinatore provinciale della Lega Francesca Gerardi con Pasquale Ciacciarelli

La coordinatrice provinciale della Lega sta cercando di mediare con pazienza. E fino a questo punto è riuscita ad evitare che le prime scintille diventassero incendio non più domabile. In parte, anche lei sta facendo lo stesso gioco di FdI: lasciare che emergano tutte le aspirazioni interne, metterle in campo, dargli modo di rendersi conto quanto fiato ci sia realmente nei polmoni per affrontare una gara così impegnativa. Salvo poi recuperare ai margini della strada i campioni ormai senza più ossigeno.

Ora occorre un po’ di chiarezza. Nei mesi scorsi Francesca Gerardi aveva fatto capire di avere già il candidato, dicendo agli alleati “Chi vuole, ci segue”, lanciando di fatto Luca Di Stefano; salvo poi convergere su Francesco Abbate che è molto stimato nel Partito ma a Sora non ci abita. Sullo sfondo, lo scontro di potere con la nuova componente di Pasquale Ciacciarelli che non ha affatto intenzione di giocare un ruolo da riserva.

Massimiliano Bruni osserva e attende. Pronto a calare il nome del suo candidato quando la situazione nella Lega sarà diventata un suk ingovernabile.

L’ora delle decisioni è dietro l’angolo. Non più rinviabile.

Regina Tentenna.

ANGELA MERKEL

La Corte Costituzionale della Germania ha detto che il “Quantitative easing”, il programma di acquisto di titoli sovrani lanciato dalla Bce governata da Mario Draghi nel 2015 per far fronte alla crisi finanziaria, non è illegale, non è bocciato. Ma comunque la Bce ha tre mesi di tempo per giustificarsi e spiegare se sia ancora proporzionato alla situazione. In pratica sono stati messi dei paletti intorno ai margini di azione della Banca centrale europea. Aggiungendo incertezza nel periodo più incerto degli ultimi decenni.

La Cancelliera Angela Merkel

Scrive l’Huffington Post: «Tanto che da Bruxelles la reazione della Commissione europea è di profonda irritazione. E anche lo stesso consiglio direttivo della Bce risponde piccato, a sera.“Riaffermiamo il primato della legge europea, e il fatto che le decisioni della Corte europea sono vincolanti su tutte le corti nazionali. La Commissione rispetta l’indipendenza della Bce, e studieremo la sentenza in dettaglio”». Ma queste sono soltanto chiacchiere. La realtà è che c’è la regia della Cancelliera Angela Merkel dietro a tutto questo. L’obiettivo è ancora una volta “isolare” l’Italia. Con la prospettiva dell’orizzonte della Grecia.

Incorreggibile.

MATTEO SALVINI

Il Financial Times è tra i giornali più autorevoli del mondo. Il titolo dell’editoriale di oggi era questo: “L’astro nascente di Venezia offusca Salvini”. L’astro nascente è il Governatore del Veneto Luca Zaia. L’articolo cita un sondaggio del politologo dell’università Luiss Roberto D’Alimonte, secondo il quale mentre la Lega scende dal 34 per cento dei consensi ottenuti alle ultime elezioni europee a meno del 30 per cento, quelli personali di Zaia sono saliti attorno al 50 per cento.

Matteo Salvini © Imagoeconomica, Alessia Mastropietro

Un alto indice di gradimento, quello riscosso dall’esponente leghista, confermato anche da uno studio di Ilvo Diamanti pubblicato su Repubblica, che pone Zaia al primo posto nella classifica sull’apprezzamento dei leader con una percentuale che supera il 50 per cento.

Ma è la traduzione politica di questo ragionamento che mette all’angolo Matteo Salvini. La cui leadership è offuscata dall’interno della Lega. Non dagli avversari esterni.

Dai nemici mi guardo io, dagli amici mi guardi Dio.

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