Il Pd prepara la rivincita nel nome di Nicola Zingaretti

De Angelis e Pompeo arrivano insieme alla riunione della direzione provinciale, mentre Buschini non smette un secondo di “messaggiare” al massimo della concentrazione politica. La Battisti tiene un profilo sociale. Il segretario regionale Bruno Astorre suona la carica: “Dai ragazzi, andiamo”. Ma tutti pensano alle primarie

Francesco De Angelis e Antonio Pompeo sono arrivati insieme alla riunione della direzione provinciale del Partito Democratico di ieri. Non per scelta, ma per caso. Però proprio quell’immagine dà l’idea di un partito che ha voglia di rimettersi in gioco in maniera unitaria, esaltando le differenze che pure ci sono. (leggi qui Astorre al Pd: «Il vento cambiato» (di C. Trento))

De Angelis è il leader di Pensare Democratico, l’area maggioritaria in Ciociaria, oltre che il presidente dell’Asi e il commissario del Consorzio industriale unico del Lazio. Innumerevoli volte ha dato prova di una capacità di mobilitazione e di aggregazione fuori dal comune e adesso è impegnato nell’ennesima prova, quella delle primarie. Con un obiettivo dichiarato: far ottenere più voti possibili a Nicola Zingaretti.

Antonio Pompeo è quello che ha preso in mano la corrente di Francesco Scalia, cambiandola però e allargando i confini: punta sul dialogo forte e privilegiato con gli amministratori. E si vede. Può essere quello che agisce sulla linea di confine, cercando di “attrarre” pure consensi che altrimenti andrebbero al centrodestra.

Mauro Buschini non smette un secondo di rispondere al telefono o di messaggiare. Lui è il capogruppo regionale del Partito, l’uomo di fiducia di Nicola Zingaretti, con il quale si rapporta almeno dieci volte al giorno. Sa che le primarie del 3 marzo saranno una sentenza senza appello. Per cambiare i Democrat non c’è alternativa alla vittoria di Zingaretti. Lui lavora 24 ore al giorno, 7 giorni alla settimana, soltanto per questo.

Sara Battisti è più rilassata, dal palco interviene sulla situazione della Unicoop, illustra il quadro completo, traccia tutti gli scenari possibili per i lavoratori. E’ l’anima sociale del partito, insieme a Stefania Martini e Alessandra Maggiani. E’ importante non perdere il contatto con il mondo reale. Non in questa fase.

Nella sala convegni del ristorante Memmina i presenti sono tanti. Le difficoltà del governo gialloverde spingono il Partito Democratico. Arriva Bruno Astorre, senatore e segretario regionale. Entra, stringe molte mani, poi sprona il popolo Dem: “Tutti in sala ragazzi, dai che il vento è cambiato”. Si accomoda sul palco, insieme al segretario provinciale Domenico Alfieri. Ascolta con attenzione tutti gli interventi, prende appunti. Le primarie non sono poi così lontane. Ma è evidente che il Pd valuta l’opzione di elezioni politiche anticipate, magari dopo le europee. Dipende dal congresso. “Deve vincere Nicola”, non scherziamo.

In provincia di Frosinone altre possibilità non si valutano neppure.

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