I dolori del giovane Samuel: «Via da Forza Italia per un vaffa… di Mario»

Samuel Battaglini rompe il silenzio. E replica a quelli che in questi giorni hanno commentato il suo passaggio in Fratelli d'Italia. L'abbandono di Forza Italia per un vaffa... di Abbruzzese in pubblico: "Non mi ha mai chiesto scusa". Il niet della Lega.

di Samuel BATTAGLINI

Vice Presidente Nazionale Anci Giovani

Fratelli d’Italia

*

Gentile Direttore,
non sono solito scendere in polemica, specialmente quando farlo equivale a sparare contro la Croce Rossa.

In questo caso però, viste alcune inesattezze che ho avuto modo di leggere, mi trovo costretto a farlo.

La nostra provincia, eccezion fatta per gente come Daniele Natalia (sindaco di Anagni), Nicola Ottaviani (sindaco di Frosinone), Tommaso Ciccone (sindaco di Pofi) e pochi altri, tanto per citarne alcuni, essendo da sempre governata da incapaci e miracolati con personaggi in cerca di occupazioni al seguito, piuttosto che concentrare l’attenzione su un gruppo di giovani, lavorativamente già realizzati, amministratori comunali e quindi portatori di quei famosi consensi che nei Partiti hanno completamente rubato la scena alle idee, preferiscono denigrarli nel becero tentativo di affossarli attraverso un gossip di bassissimo livello.

Via da Forza Italia per un vaffa… di Mario

Detto questo, vorrei chiarire alcuni aspetti. Ho lasciato Forza Italia non per alto tradimento ma perché, credendo prima di tutto nei rapporti umani, non potevo restare in un Partito in cui il massimo referente sul territorio, nonché in quel momento mio riferimento politico, si permette di fronte ad oltre cento amici, di mandarmi a quel paese (ed evito di dire altro) solo perché avevo dimenticato di mettere sul tavolo i suoi fac-simile.

Ho nonostante tutto continuato la campagna elettorale anche a sostegno del suo candidato alle Regionali (ed i voti, non pochi, lo testimoniano) aspettando un suo messaggio di scuse.

Morale della favola, le scuse non sono mai arrivate ed il candidato, nel frattempo eletto, sono riuscito a sentirlo forse tre volte dal 4 di marzo ad oggi.

Tutto questo mentre a livello nazionale Forza Italia ha sempre più le sembianze del Pd.

La Lega locale ha deciso

Il mio accostamento al partito di Salvini invece, che non nascondo, è stato frutto di un’amicizia che da anni mi lega all’attuale Sottosegretario Armando Siri.

La scelta personale e del gruppo, alla fine, è stata dettata dalla rappresentanza dei Partiti sul nostro territorio.

I miei Fratelli d’Italia

Da una parte FdI ha dimostrato con l’ elezione al Senato di Massimo Ruspandini di rispettare la provincia, mentre dall’ altra, la Lega, è rappresentata da personaggi che sono passati dal Pd al Carroccio senza problemi, cosa ovviamente lecita ma non in linea con il mio modo di vedere le cose.

Venendo appunto a Massimo Ruspandini, non trovo cosa ci sia di così strano nel non averlo sostenuto alle comunali di Ceccano, visto e considerato che il nostro candidato, Filippo Misserville è non solo un amico, ma in quel momento anche espressione di Forza Italia.

Ho letto poi di una petizione che avrei indetto in ANCI contro Ginevra Bianchini, petizione che ricordo bene, ma che mi fu proposta proprio da un suo concittadino, che presumibilmente ricopre anche il ruolo di cattivo informatore ed al quale dissi che da me la petizione non sarebbe mai partita, se non altro per questioni di stile.

Le amnesie di Roma

Quello stile e quel rispetto di cui parla Adriano Roma dimenticando, forse, che dentro al suo e mio ex Partito, non è consuetudine utilizzare. Sia quando si tratta di scelte, sia quando si tratta ascoltare, sia quando si dice che “se ne va gente ininfluente e senza voti”.

Il discorso ovviamente è coerente, visto che contano solo i voti e non le idee.

D’altronde Adriano mi capirà, visto che anche lui abbandonò Forza Italia, dopo essere stato consigliere regionale e segretario provinciale, per approdare in NCD, quando tutti pensavano che Berlusconi fosse politicamente morto.

Piacentini l’assente

Infine, ma non per ultimo, Piacentini ha ragione quando dice che la gente è libera di uscire dal Partito di cui è coordinatore provinciale e dal quale noi, tutti, non abbiamo ricevuto mai, in questo mesi, nessuna chiamata.

Se fosse successo, forse, ancora potremmo parlare, tutti insieme, all’interno del Partito.

**

Risponde Alessioporcu.it

La gioventù è un difetto del quale si libererà molto presto‘ disse un cinico cardinale Stefan Wyszyński ad un giovane Karol Wojtyla che aveva appena appreso della propria nomina a vescovo.

Anche Samuel Battaglini ha le stigmate della gioventù: ispirano l’ardore politico, al quale segue l’amarezza nel momento della delusione. (Con il tempo, una scorza inizia a rendere impermeabili a quasi tutto).

Proprio al fine di mitigare lo sconforto, ci permettiamo di proporre un paio di chiavi di lettura al giovane Battaglini.

La prima. Se si aspettava le scuse da Mario Abbruzzese, ha fatto bene a non attendere ulteriormente: sarebbe come ordinare al Monte Cacume di presentarsi al proprio cospetto e poi aspettare che lo faccia davvero. Maometto, nonostante fosse il Profeta, si risolse ad andare lui dalla montagna.

La seconda. La Lega non l’ha voluto perché a patrocinare la sua adesione fu il viatico di tale Denis Verdini. In altri tempi, Samuel sarebbe stato passato per le armi con il concreto sospetto che si trattasse di una spia che tentava di infiltrarsi. A livello locale, Mimmo Fagiolo che lo conosce bene, alla sola ipotesi di averlo sul Carroccio è corso a spalancare le porte alla più acerrima nemica politica di Battaglini: Denise Caprara ex sindaco di Patrica. Il passo successivo: “Samuel, quando vuoi puoi entrare” ha avuto un gusto politicamente sadico.

Una terza, l’aggiungiamo fuori sacco. È vero, fu Riccardo Del Brocco (noi facciamo sempre nomi e cognomi) a parlare della petizione. Non è vero però che sia un cattivo informatore. Talvolta si lasciano tracce e confidenze che con il tempo si dimenticano. E tornano indietro come boomerang.

I migliori auguri per la futura carriera tra i Fratelli d’Italia.