Piazza Pulita in Consiglio a Cassino: fuori i dissidenti

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Un primo verdetto delle urne a Cassino c'è già stato. Bocciati tutti i dissidenti che portarono alla caduta dell'amministrazione D'Alessandro. Lo stesso accadde nel '97 con Fanelli

Carlo Alberto Guderian

già corrispondente a Mosca e Berlino Est

Mario Abbruzzese o Enzo Salera: un verdetto è già stato pronunciato dagli elettori a prescindere da chi vincerà il ballottaggio del 9 giugno e diventerà sindaco. Nel prossimo Consiglio comunale di Cassino non ci sarà traccia di quasi tutti i dissidenti che hanno firmato la mozione di sfiducia, determinando la caduta anticipata dell’amministrazione di Carlo Maria D’Alessandro. (leggi qui Bye bye Carlo Maria: dimissioni in massa. Fine del governo D’Alessandro)

Robertino Marsella il 18 febbraio era il capogruppo della Lega, soprattutto era il più convinto sostenitore delle dimissioni in blocco con cui mettere fine a quell’esperienza. Ora è fuori dalla Lega, sconfessato dal coordinatore regionale Francesco Zicchieri: si è candidato nella lista del Polo Civico, a sostegno di Giuseppe Golini Petrarcone e contro il blocco di centrodestra. Ha ottenuto 161 preferenze: non sarà in alcun caso nel prossimo Consiglio

Rossella ed i dissidenti

Rossella Chiusaroli al momento della crisi era la capogruppo di Forza Italia. A lei faceva riferimento la fronda che per mesi aveva tenuto sulla graticola Carlo Maria D’Alessandro, tenendo alta la tensione politica ed arrivando spesso sull’orlo della rottura. Lei aveva proposto più volte la fine anticipata della Consiliatura, ritenendo che non ci fossero i margini per una ricomposizione politica. Sospesa da Forza Italia e deferita ai probiviri, contava di rientrare attraverso l’alleanza tra i coordinatori regionali Claudio Fazzone (Forza Italia) e Francesco Zicchieri (Lega) che doveva candidare a sindaco Massimiliano Mignanelli. Il progetto è naufragato appena messo in acqua: Mignanelli allora ha fatto rotta su Petrarcone e Chiusaroli si è candidata con lui nella lista Cassino nel Cuore. Ha ottenuto 450 voti: è seconda e non bastano per rientrare in Consiglio Comunale.

Altro dissidente di Forza Italia era Gianluca Tartaglia, delegato ai problemi cimiteriali. Pure per lui è scattato il deferimento ai probiviri. Stesso percorso di Chiusaroli e stesso approdo nella civica di Mignanelli. È arrivato settimo con 112 voti. Resta fuori dal prossimo Consiglio Comunale.

Lega decimata

L’ultimo a firmare fu Claudio Monticchio, esponente della Lega deferito ai probiviri durante la consiliatura perché giudicato troppo vicino alle posizioni politiche di Mario Abbruzzese. I paradossi della politica hanno fatto in modo che chi all’epoca lo ha deferito ora sia fuori dalla Lega. Invece lui è stato riabilitato ed è l’unico ricandidato tra gli esponenti storici di Noi con Salvini. Si è piazzato 18° all’interno della lista della Lega, raccogliendo la miseria di 27 voti. Non è stato rieletto.

Non ha partecipato alla tornata elettorale Dino Secondino, all’epoca presidente del Consiglio Comunale e schierato con i dissidenti di Chiusaroli. Nemmeno si è candidato l’avvocato Antonio Valente, esponente di Noi con l’Italia che appoggiava i dissidenti. Il che li esclude in automatico dalla composizione della prossima Assise.

Come nel ’97

Una bocciatura su tutta la linea. Ricorda quella che gli elettori fecero quando cadde l’amministrazione del sindaco Paolo Fanelli nel 1997. (leggi qui Crisi infinita al Comune di Cassino, D’Alessandro potrebbe ispirarsi a Fanelli).

Anche in quel caso, buona parte dei Consiglieri che firmarono la sfiducia al loro sindaco non vennero rieletti. Ed un’intera generazione venne decimata.

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