De Angelis, Pompeo ed i nodi nel Pd dopo il voto

I due leader ed il risultato dei ballottaggi per il Pd. Stesso problema, toni diversi. Mentre restano irrisolti i nodi: dal dialogo con Psi e M5S alla pacificazione interna

Carlo Alberto Guderian

già corrispondente a Mosca e Berlino Est

Per una volta sono d’accordo. Anche se non sono in sintonia. Francesco De Angelis ed Antonio Pompeo, i leader delle due principali componenti Dem in provincia di Frosinone, guardano alle elezioni Comunali ed esprimono lo stesso concetto: sulla sconfitta di Alatri va fatta una profonda riflessione, dall’elezione di Sora bisogna trarre insegnamento.

Cambiano i toni: trionfalistici quelli del leader di Pensare Democratico e presidente del Consorzio Industriale Francesco De Angelis; più preoccupati quelli dell’uomo guida di Base Riformista e presidente della Provincia di Frosinone Antonio Pompeo.

Dal trionfo alla sconfitta

Francesco De Angelis non nasconde l’entusiasmo. Il 5-0 del Pd nelle grandi città è il segnale che il vento è cambiato. Non lo nasconde e vuole che sia chiaro a tutti. “Abbiamo trionfato! Il Pd esce rafforzato nelle coalizioni aperte al civismo”. Guarda al Partito ed alle prossime tappe che passano per il Quirinale e forse per un riassetto del Governo. “Il centrosinistra si è dimostrato vincente e il Partito Democratico ne esce non solo rafforzato, ma può rappresentare la forza politica in grado di guidare con capacità e passione una nuova coalizione”. Non getta le parole a caso sul taccuino. Mai. Se De Angelis parla di nuova coalizione significa che nel Partito se ne sta parlando.

Francesco De Angelis

Non sta nella pelle per il risultato di Roberto Gualtieri. Con lui ha condiviso gli anni al Parlamento Europeo: “conosco le sue capacità e la sua caparbietà. La città di Roma ha il sindaco ideale per un suo necessario rilancio e a lui faccio i miei migliori auguri di buon lavoro. Abbiamo bisogno di persone come Roberto”.

Poi il dato locale. Alatri è la città che il centrosinistra ha governato per dieci anni. Il Pd lì ha il suo Segretario Provinciale Luca Fantini e l’ex presidente del Consiglio Regionale Mauro Buschini, entrambi di Pensare Democratico; il candidato sindaco era Fabio Di Fabio di Base Riformista. È stata una catastrofe. Nei giorni scorsi il Partito ha preso posizione: all’ex sindaco Giuseppe Morini nemmeno un saluto. (Leggi qui Il Pd scarica Morini: «È evidente il malcontento». Nemmeno un grazie); il presidente Pompeo subito aveva replicato: «Abbiamo perso tutti».

L’insegnamento di Alatri e di Sora

Francesco De Angelis trova un punto di equilibrio. E dice: “Dobbiamo necessariamente aprire, sulla sconfitta di Alatri, una seria riflessione sulle ragioni di quel voto e sulla necessità di un cambiamento e un rinnovamento del Pd e del centrosinistra”.

È quello che chiede anche Antonio Pompeo. Sollecita una riflessione che coinvolga tutti, che abbia un obiettivo ben chiaro: individuare un metodo che impedisca di ripetere gli errori avvenuti in questa tornata. E che non sia una caccia alla streghe con il compito di individuare un colpevole al quale saricare la responsabilità.

Antonio Pompeo

Anche Sora insegna molto. Francesco De Angelis sottolinea l’ottimo risultato di Luca Di Stefano. Il Partito Democratico che aveva deciso di schierare un suo candidato ed una sua lista: le evidenze hanno dimostrato che sarebbe stato più efficace convergere ed allearsi, allargare il campo Dem ai civici. Così è avvenuto.

La vittoria alle amministrative di Sora dimostra che nel momento in cui ci si apre al civismo si hanno maggiori possibilità di intercettare le aspirazioni degli elettori per le loro città. Sora Democratica ha rappresentato tutto questo e mi auguro che sia solo il primo “esperimento politico” di questo tipo”. Il campo largo funziona. “In questo quadro – ha concluso De Angelis – la vittoria di Luca è un punto di partenza, oltre che di un segnale di rinnovamento e di fiducia verso le nuove generazioni”.

Antonio Pompeo condivide. Ma lancia uno spunto di riflessione: a Sora è il Pd ad essere entrato in una coalizione civica, il percorso dovrebbe essere l’opposto. E cioè dovrebbe essere il Pd ad aprirsi ai civici, allargando il suo campo e facendoli entrare.

I nodi in sospeso per Pompeo e De Angelis

Il nuovo municipio di Frosinone

Nessuno dei due leader però fa riferimento ai nodi lasciati drammaticamente intrecciati da queste elezioni. Il dialogo con il Movimento 5 Stelle è stato pressoché inesistente. A Sora i due schieramenti sono andati divisi ed il tentativo di dialogo non ha mai preso quota. Ad Alatri, che pure esprime un deputato alla seconda Legislatura, il M5S non ha nemmeno schierato una lista.

E poi la prospettiva. Che non c’è. Sempre ad Alatri, il Partito Socialista non è andato in coalizione con il Pd: gli ha rimproverato di voler costruire in 5 giorni quel dialogo che non ha intrecciato per cinque anni. (Leggi qui I Socialisti al Pd: «Basta errori e diteci con chi volete stare»).

Sono tutti temi che si riproporranno alle prossime Comunali di Frosinone, tra otto mesi. Se non ci sarà prima un confronto.

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