Durigon avvia l’operazione distensione

Inizia il confronto interno alla Lega dopo le scintille dei giorni scorsi, seguite al voto di Sora e di Alatri. Durigon incontra Gerardi. Assente Zicchieri. La sottile mediazione. Parola d'ordine: distensione

Parola d’ordine: distensione. Se poi sia stata efficace potranno dirlo solo i prossimi giorni. Perché al chiarimento interno nella Lega dopo il voto delle scorse Comunali questo pomeriggio è andata solo l’onorevole Francesca Gerardi; il suo collega Francesco Zicchieri era impegnato a Montecitorio; mentre il coordinatore provinciale Nicola Ottaviani non è stato chiamato: si è assunto l’onere direttamente l’onorevole Claudio Durigon di smussare gli angoli tra i due parlamentari ed il vertice del Partito in Ciociaria. (Leggi qui Durigon affronta gli incendi di Frosinone già martedì).

I nodi sul Carroccio

Francesco Zicchieri e Francesca Gerardi

Sia Francesca Gerardi che Francesco Zicchieri sono stati nel passato al timone del Carroccio in provincia di Frosinone. Avevano impostato una rotta, tracciato un percorso politico ed amministrativo.

Che stato cambiato quando al loro posto è salito sul ponte di comando Nicola Ottaviani: viene da lontano, negli anni Novanta discuteva con Claudio Vitalone plenipotenziario di Giulio Andreotti; matrice democristiana, scuola di Partito, primi passi nel Movimento Giovanile: non poteva mantenere l’impostazione che avevano dato alla Lega i suoi due predecessori: gente della Seconda Repubblica.

Gerardi & Zicchieri hanno lasciato fare, hanno taciuto nel rispetto dei ruoli e delle gerarchie. Ma hanno presentato il conto appena è stato chiaro che i risultati sono andati nella direzione che dicevano loro. A Sora è diventato sindaco Luca Di Stefano, cioè il candidato sul quale avevano scommesso; ma lo è diventato da Civico, dopo essere sceso dal Carroccio; la Lega nemmeno è arrivata al ballottaggio. E poi Alatri: uno degli assessori di Nicola Ottaviani ha appoggiato il candidato contrapposto a quello schierato dalla Lega.

Non è tempo di tensioni

Matteo Salvini e Nicola Ottaviani

Claudio Durigon ha lavorato quasi un’ora con la lima. Riconoscendo che si poteva anche parlare dei temi sollevati da Gerardi e Zicchieri. Ma che non si poteva farlo senza considerare i numeri esibiti direttamente a Matteo Salvini da Nicola Ottaviani: rispetto a 5 anni fa i voti sono aumentati, ci sono più Consiglieri leghisti, il partito può contare su un numero maggiore di amministratori. (Leggi qui “Bravo Nicola”: Salvini mette fine alla fronda nella Lega).

L’onorevole Gerardi ha fatto notare che cinque anni fa la Lega in provincia di Frosinone non esisteva e si chiamava ancora Noi con Salvini: troppo facile paragonare i numeri di oggi con quelli vicini allo zero.

Su questo ha fatto leva Claudio Durigon: i numeri di oggi sono il risultato del lavoro di tutti. È da lì che bisogna ripartire.

La deputata ha chiesto maggiore considerazione per i parlamentari, Claudio Durigon ha assicurato che ci lavorerà. Ottenendo in cambio la promessa di un raffreddamento della tensione.

Quell’assenza che pesa

Claudio Durigon con Matteo Salvini e Francesco Zicchieri (Foto: Imagoeconomica / Carlo Lannutti)

Un’altra tappa sarà il confronto con il vice capogruppo di Montecitorio Francesco Zicchieri. Il rapporto tra lui e Claudio Durigon ricorda tanto quello che ha contraddistinto Antonello Iannarilli e Alfredo Pallone nella Forza Italia che veleggiava al 40%: una settimana litigavano, una si tenevano il muso, una si abbracciavano. E tanti, nel mentre approfittavano. Fino a quando l’allora coordinatore regionale del Popolo del Libertà Alfredo Pallone tuonò in tv a Teleuniverso Nessuno osi mettersi in mezzo tra me ed il mio amico Antonello iannarilli, quello che accade tra di noi è questione unicamente nostra”.

Il termometro tra Durigon e Zicchieri in questo periodo segna Freddo gelido. Colpa di una diversa visione politica: da tempo Zicchieri sostiene che bisogna abbandonare le posizioni sovraniste per posizionarsi su una visione più moderata.

Il chiarimento è questione di tempo. Matteo Salvini è stato chiaro: la parola d’ordine deve essere distensione. (Leggi qui La frusta di Salvini: “Chi attacca i coordinatori andrebbe espulso”).

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