Formia, è il giorno della verità. E della finta sfiducia

A Formia è il giorno della verità. Alcune assenze strategiche potrebbero salvare il sindaco Paola Villa. Pronta la mozione di sfiducia. Ma non ha i numeri per buttare tutto giù e tornare alle urne.

Alla fine arrivò il giorno della verità. Senza alcuna prova d’appello. Il futuro della consiliatura al comune di Formia è appeso ad un filo: è legato all’esito del Consiglio comunale in programma alle ore 15 di lunedì 28 dicembre. Un Consiglio che ruota attorno all’argomento 21 di un’agenda chilometrica con 34  punti all’ordine del giorno. È il giorno della verità soprattutto per la carriera politica del sindaco Paola Villa. Se la sua risicatissima maggioranza non riuscirà ad approvare gli equilibri di Bilancio potrà raccontare un giorno di aver guidato Formia esattamente per 30 mesi. Non un giorno in più, non uno in meno.

Bastano 11 presenti

L’Aula del Consiglio Comunale di Formia

Una certezza c’è, l’unica. Svolgendosi in seconda convocazione, il Consiglio si farà. Basteranno 11 consiglieri presenti per rendere valida la seduta. Il ‘dopo’ è ricco di incognite, a poche ore dall’appello da parte del Segretario generale Alessandro Izzi.

La maggioranza, al momento, fa affidamento su 12 voti dichiarati. Il sindaco dal giorno delle sue dimissioni, il 30 novembre, è riuscita a recuperare solo uno dei consiglieri fuoriusciti dalla sua coalizione, Giovanni Costa. Troppo poco, al momento, per evitare lo scioglimento del Consiglio, l’arrivo del commissario prefettizio al Comune di Formia, il ritorno alle urne. (Leggi qui Costa torna a casa. A Villa ne servono altri 2. Forse li ha).

Al momento non c’è l’ufficialità di un documento politico, ma l’altro dissidente dato sulla via del rientro, il capogruppo di ‘Formia VinciAntonio Capraro, avrebbe deciso di rimanere all’opposizione.

Il ruolo di Forza Italia

Claudio Fazzone ed Eleonora Zangrillo

A decidere le sorti del sindaco Paola Villa resta soltanto il gruppo consiliare di Forza Italia. Il coordinatore regionale senatore Claudio Fazzone ha fatto sapere che gli azzurri non saranno mai la ciambella di salvataggio per la professoressa Villa. (Leggi qui Fazzone imposta la rotta: niente soccorsi a Paola Villa).

Per l’uomo forte di Forza Italia l’occasione è ghiotta per tornare anticipatamente al voto. E con essa la possibilità che il centrodestra possa riprendersi uno dei Comuni più importanti della provincia.

La capogruppo Eleonora Zangrillo nei giorni scorsi è stata considerata molto vicina alla sindaca; al punto da poter strappare con il Partito.

La mozione di sfiducia

Il gruppo di Forza Italia, tuttavia, è tornato a far parlare di sé per un’iniziativa  di cui è stato protagonista il giorno di santo Stefano il capogruppo di “Fratelli d’Italia-Formia con teGianfranco Conte.                                      

Ha approntato il testo di una Mozione di Sfiducia con la quale mandare a casa l’amministrazione comunale anche se dovesse superare la prova degli Equilibri di Bilancio.

Il sindaco di Formia Paola Villa con l’ex sottosegretario Gianfranco Conte. Foto © Andrea De Meo

All’ultima delle quattro pagine che compongono il testo ci sono tredici righe con gli spazi per le firme dei Consiglieri attualmente all’opposizione. I due esponenti della Lega (Antonio Di Rocco e Nicola Riccardelli), il capogruppo dell’Udc Erasmo Picano, i tre esponenti di Ripartiamo con voi Dario Colella, Ida Brongo e Lino Martellucci. Poi c’è lo spazio per le firme di Pasquale Cardillo Cupo e Gianfranco Conte di Fratelli d’Italia-Formia con te”), dei tre consiglieri comunali di Forza Italia (Eleonora Zangrillo, Gianluca Taddeo e Tania Forte). E, infine, per i capigruppo di ‘Formia Vinci’ e del Partito Democratico, Antonio Capraro e Claudio Marciano.

Ma non porterà ad alcuna caduta dell’amministrazione Villa: non la firmerà l’esponente Dem Claudio Marciano. Ne ha preso le distanze.                                                                                                                                      “Io non firmo proprio un bel nulla  – ha commentato –  Lunedì arriverà in consiglio l’assestamento di Bilancio ed il sindaco, dopo un mese di dimissioni e di consultazioni, dovrà dimostrare di avere la maggioranza politica per andare avanti. In caso contrario, dovrà prenderne atto e dichiarare conclusa, questa volta  in maniera irrevocabile, la sua disastrosa esperienza amministrativa”.

L’ago della bilancia

Eleonora Zangrillo e Paola Villa

Se la posizione del Pd sull’assestamento di Bilancio è chiara da un mese (“voteremo contro senza ‘se’ e senza  ‘ma’”), quella di Forza Italia rasenta ancora l’ambiguità e l’incertezza.

Ma Eleonora Zangrillo non vuole assumersi la responsabilità, politica e personale, di togliere da sola le castagne dal fuoco ad una maggioranza che lunedì sarà costretta a surrogare un proprio esponente, Gerardo Forte, per esclusivi motivi di salute. (Leggi qui Auguri a casa del Consigliere Il sindaco esce con le dimissioni).

Per questo motivo il capogruppo di Forza Italia ha chiesto di incontrare lunedì mattina, dopo la pausa Natalizia, i colleghi Taddeo e Forte, per decidere “insieme” cosa fare: sia sull’assestamento di Bilancio che sulla mozione di sfiducia.

Andare contro corrente rispetto alla linea dettata dal senatore Claudio Fazzone significherebbe essere costretti a lasciare Forza Italia. A chi conviene? A rischiare di più ed in prima persona sarebbero la stessa Zangrillo, attuale consigliere provinciale a Latina; e poi “mister preferenzeGianluca Taddeo che intende conservare gelosamente la potenziale candidatura alle prossime elezioni regionali che Claudio Fazzone gli ha promesso da tempo.

L’analisi di Eleonora

Questa mozione di sfiducia per i tempi con cui è stata proposta e presentata – ha commentato la Zangrillo – conferma che la forza dell’attuale sindaco di Formia è la debolezza dell’offerta politica della nostra opposizione. E condivido appieno la lucida analisi di Alessioporcu.it. Il giorno dopo le dimissioni del primo cittadino proposi di tenere un incontro per concertare una comune linea d’azione. Si sarebbe dovuta tenere il 5 dicembre scorso, 23 giorni fa, e nessuno degli amici invitati vi partecipò con motivazioni risibili. Ora mi si chiede di firmare una mozione di sfiducia che ha i suoi tempi tecnici. Lo Statuto prescrive la sua discussione non prima di dieci e non oltre trenta giorni dalla sua presentazione. Non mettiamo il carro davanti i buoi. Il sindaco dovrebbe intervenire ad inizio seduta e vediamo cosa propone per continuare o meno la consiliatura”.

Il consigliere Capraro ed il sindaco Villa

Insomma non sono bastati – secondo la versione della Zangrillo – 28 giorni per capire ancora se il sindaco di Formia abbia o meno i numeri per  governare la città.

Una difficile ma non impossibile salvezza del sindaco Paola Villa potrebbe  arrivare  da un voto di astensione in Aula (o in collegamento in remoto) o da improvvise e strategiche assenze.  Se dovesse verificarsi in extremis quest’ultima eventualità l’effetto sarà unico: impedire agli altri alleati, al consigliere Capraro, ai Costiani di “Ripartiamo con voi” e allo stesso Pd di raggiungere, a loro volta, quota 13 voti e di votare contro la delibera sulla salvaguardia degli equilibri di bilancio. E dunque di affossare definitivamente la maggioranza civica.

Sono ipotesi, al momento, tutte percorribili, che meritano il conforto,unico e determinante, dell’aula. Il tempo delle chiacchere è finito. La scelta è una soltanto: o di qua o di là.

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