Il 2021 in politica: dal campo largo al tramonto delle stelle

Il 2021 è stato segnato dalle scelte di Nicola Zingaretti. Che hanno determinato un'onda lunga nel Paese, nel Lazio, nei Comuni. Dove c'è stato il Campo Largo il Pd ha vinto. Come a Sora ed alle Provinciali. Il ruolo di Fazzone. La vittoria di Ottaviani. La sfida di Ciacciarelli. I Fratelli rissosi. Ed il tramonto delle stelle

Carlo Alberto Guderian

già corrispondente a Mosca e Berlino Est

Cambiare tutto affinché nulla cambi: è stato un 2021 gattopardesco come insegnava Giuseppe Tomasi di Lampedusa nel suo capolavoro, considerato tra i più grandi di tutto il Novecento. In quel testo i baroni siciliani ragionavano su come fare per sopravvivere al collasso del regime borbonico, riciclarsi nella transizione al Regno d’Italia, seguita alla spedizione dei Mille di Garibaldi. 

Alchimie che hanno studiato in tanti durante questo 2021 nel Lazio. L’arrivo d Mario Draghi al Governo ha fatto scattare la prima mobilitazione: tra quelli che erano convinti di un ministero per Nicola Zingaretti e quindi il ritorno alle urne alla Regione. Governo di unità nazionale, fatto: senza il governatore del Lazio. 

Ma l’allarme nei gattopardi non è cessato. Perché a quel punto hanno avuto la certezza che Zingaretti si sarebbe candidato a sindaco di Roma. Due indizi gli confermavano questa convinzione: le sue dimissioni improvvise dalla carica di Segretario nazionale del Partito Democratico e la formazione della prima giunta regionale in Italia dove Pd e M5S stessero insieme.

La storia racconta che a Roma è stato candidato Roberto Gualtieri. Ed ha vinto, sostenuto con forza da Zingaretti. Così come il centrosinistra ha mantenuto o conquistato nuovi Comuni, stravinto le elezioni regionali, riconquistato la prima piazza nei sondaggi con oltre il 21% di consensi.

L’onda lunga del campo largo

Luca Di Stefano

È il risultato di un campo largo teorizzato proprio dal governatore del Lazio, che aveva iniziato ad impostarlo, lasciando che a guidarlo fosse il suo successore Enrico Letta.

È lungo quest’onda che le elezioni comunali – spostate in autunno a causa del Covid – hanno visto vincere Damiano Coletta il candidato sostenuto dal centrosinistra al Comune di Latina, in una battaglia all’ultimo voto dove il centrodestra ha la maggioranza in Aula. A Sora c’è stata la più evidente dimostrazione di quanto sia efficace il campo largo: il giovane Luca Di Stefano è diventato sindaco quasi alla stessa età in cui lo diventò suo padre nel ’93, proprio perché aveva a disposizione un campo largo composto da civici e centrosinistra. Ad Alatri, dove è tornato a governare il centrodestra, quel campo largo non c’è stato, il ricambio generazionale non è stato avviato ed il centrosinistra è andato incontro ad una sconfitta epocale.

Le elezioni Provinciali di dicembre sono state la prova provata: a Frosinone il centrosinistra ora ha una maggioranza netta grazie al campo largo con i civici, mentre la frantumazione del centrodestra ha lasciato fuori per la prima volta nella sua storia Forza Italia. 

Per non parlare di Latina e Viterbo, dove il Pd e Forza Italia hanno dato vita ad un campo larghissimo. Vincendo.

La tela di Fazzone e De Angelis

Claudio Fazzone e Francesco De Angelis

Merito della visione del senatore Claudio Fazzone, coordinatore degli azzurri nel Lazio: è stato lui a tessere la tela. Ha il controllo di tutti i comuni chiave tra il cassinate ed il Golfo: a Formia ha vinto le Comunali il suo sindaco Gianluca Taddeo.

Il dialogo con il leader della componente maggioritaria Pd Francesco De Angelis è stato centrale per riuscire a creare una serie di condizioni elettorali non immaginabili in precedenza.

Il risultato principale è la nascita del Consorzio Industriale del Lazio, nato dalla fusione di tutti i 5 consorzi esistenti fino a poche settimane fa. La nuova realtà è la più grossa ed economicamente potente in Italia.

Quello delle aggregazioni è un progetto di ampio respiro che durante l’anno ha visto perfezionare la fusione tra le Camere di Commercio di Frosinone e Latina: ora la nuova Camera è l’ottava in Italia per peso economico; a guidarla è Giovanni Acampora dopo una conta dominata dalla tattica.

Dalla Bellaria Dem al Carroccio agitato

Nicola Ottaviani

Il 2021 è stato l’anno che ha visto il ritorno al dialogo tra le due anime Dem in provincia: Antonio Pompeo leader di Base Riformista e Francesco De Angelis di Pensare Democratico sono tornati a fare squadra. La prima dimostrazione plastica si ha con la cena che li vede insieme al Bellaria di Castelnuovo Parano. Lì viene deciso il presidente del Consorzio dei Comuni per i Servizi Sociali.

Quell’alleanza sarà fondamentale in vista dei prossimi appuntamenti: su tutti le Comunali di Frosinone del 2022. Il sindaco Nicola Ottaviani si prepara ad uscire dopo 10 anni di governo del capoluogo. Il 2021 è stato l’anno dell’affermazione di Ottaviani come Segretario della Lega. Ha mandato una chiaro segnale a tutti nel momento in cui alle Provinciali ha presentato 12 candidati su 12 posti disponibili, come a dire “eccoli, gli amministratori della Lega: con me ci sono mentre due anni fa non fu possibile fare la lista ”; ha eletto il suo uomo alla Provincia, partendo da un Comune minuscolo come Vicalvi.

L’anno ha messo in evidenza la contrapposizione interna con le varie altre sensibilità: cosa normale in un Partito. Dove è evidente il ruolo di co-protagonista sostenuto da Pasquale Ciacciarelli. Anche lui ha mandato segnali forti in questo 2021: il suo candidato è stato il più votato alle Provinciali; a Sora senza il suo benestare la coalizione del centrodestra non è riuscita a prendere il largo alle Comunali ed ha dovuto cambiare pèure il candidato sindaco.

La crescita dei Fratelli ed il tramonto delle Stelle

Massimo Ruspandini, Fabio Tagliaferri, Antonio Abbate

Nei Fratelli d’Italia c’è stata la crescita esponenziale del Partito, determinando la necessità di una figura forte come quella del senatore Massimo Ruspandini per governare il dibattito interno ed evitare che finisse in una faida tra correnti.

FdI aggrega, attrae, ma il 2021 ha messo in evidenza che una cosa è un Partito identitario ed altro è un Partito fatto da diverse anime. Come dimostra la situazione di Frosinone dove il Gruppo (legato ad Alfredo Pallone) ha una visione diversa da quella del coordinatore cittadino Fabio Tagliaferri. Rischia di essere un problema alle prossime Comunali.

Nel corso dell’anno si ritaglia un ruolo il vice presidente provinciale Gabriele Picano. Che inizia ad allargare la sua area, aggregando consiglieri, compiendo operazioni di portata Provinciale come il contributo all’elezione di Ambrosetti in Provincia. O il ritorno di FdI in Aula a Cassino.

Forza Italia sparisce dal palazzo della Provincia ma anche dalle percentuali. Ha un ruolo sempre più marginale. Non poteva essere altrimenti. Durante l’anno sono andati via elementi storici con la loro credibilità ed il loro consenso. Una parabola fisiologica ma solo fino ad un certo punto.

Simile a quella del M5S che in provincia di Frosinone esprime 3 parlamentari un capogruppo regionale, un sottosegretario. E zero sindaci, segno dello scarso radicamento sul territorio.

Il 2022 dovrà sciogliere tutti questi nodi. 

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