La rappresaglia di FdI si decide giovedì (se ci sarà)

Vertice a Roma per decidere le azioni di FdI dopo il ritiro della delega al suo assessore al Comune di Frosinone. Si vedranno Ruspandini, Trancassini e Lollobrigida. Il rischio che nessuno voglia voltare le spalle a Ottaviani

La rappresaglia dei Fratelli d’Italia se ci sarà verrà decisa giovedì mattina. A Roma si vedranno il senatore Massimo Ruspandini (presidente provinciale FdI di Frosinone), l’onorevole Paolo Trancassini (coordinatore regionale del Lazio), l’onorevole Francesco Lollobrigida (capogruppo a Montecitorio e numero 2 di Giorgia Meloni). Saranno loro a decidere se il Partito dovrà voltare le spalle al sindaco leghista di Frosinone Nicola Ottaviani e ritirare eventualmente la fiducia alla sua amministrazione.

Tutta colpa della decisione presa da Nicola Ottaviani che l’altro giorno ha revocato le deleghe da assessore ai Lavori Pubblici a Fabio Tagliaferri: indicato dal Polo Civico ma poi transitato in Fratelli d’Italia che lo vorrebbe candidare come sindaco tra otto mesi. A quel punto il Polo Civico ha reclamato il riallineamento della Giunta. (leggi qui Niente timeout, effetto opposto: Ottaviani cambia l’assessore). 

L’affronto e la debolezza

Massimo Ruspandini, Fabio Tagliaferri, Antonio Abbate

Per FdI è stato un affronto. La revoca del suo assessore è stata subito segnalata ai vertici regionali e nazionali del partito. Perché è stata letta come un’operazione ostile. Una nuova tappa del confronto interno al centrodestra tra Lega e FdI per conquistare la guida della coalizione, in ogni piazza ed in ogni contesto.

I rapporti tra i due Partiti sono già tesi dopo quello che è accaduto alle elezioni Comunali di Sora: la Lega ha fatto saltare la candidatura unitaria del sindaco designato da Fratelli d’Italia, l’unità è stata ritrovata solo quando è stato indicato un candidato espressione dell’Udc.

Fratelli d’Italia, senza una risposta politica, manderebbe un segnale di estrema debolezza. Quasi di subalternità. Che potrebbe avere ripercussioni al tavolo che dovrà decidere il nome del candidato sindaco da schierare per il dopo Ottaviani.

Il rischio per FdI

Il vero rischio però è la compattezza del Gruppo in caso di ritiro dell’appoggio alla maggioranza. Perché fino ad oggi nessuno dei consiglieri FdI ha manifestato l’intenzione di voltare le spalle al sindaco. E nessuno ha fatto le barricate per difendere Fabio Tagliaferri che in FdI è entrato appena lo scorso luglio.

Il rischio maggiore, sarebbe scoprire che il Gruppo sia più fedele al sindaco che alla sua bandiera.

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