Le evidenze del Consiglio maratona sul Bilancio

Nove ore di consiglio Comunale. Il Bilancio passato con 12 voti a favore (compresi Naretti, Necci e Vecchi) e 5 contrari (compreso Cardinali in evidente contraddizione). Ma le evidenze politiche sono ben più grandi. Eccole.

Franco Ducato

Conte del Piglio (ma non) in Purezza

Al netto delle polemiche, inevitabili visto la durata di oltre 9 ore, e dei momenti di stanchezza, anche questi quasi scontati viste le lungaggini e gli stop, il Consiglio Comunale che ieri sera (anzi, questa mattina, visto che è finito quando mancavano 20 minuti all’una di notte) ad Anagni ha approvato, tra le altre cose, il Bilancio di previsione ed il piano triennale delle opere pubbliche, ha messo in evidenza almeno cinque cose molto importanti

La disinvoltura dell’assessore al Bilancio

La seduta del Consiglio Comunale di Anagni

La disinvoltura del neo assessore al Bilancio. Gliel’hanno riconosciuto tutti, a partire dall’opposizione, compresa la Tagliaboschi (anche se poi lo ha seppellito di critiche): la capacità di Giuseppe De Luca di reggere la discussione è stata obiettiva. Lontani i tempi in cui l’allora neo assessore al Bilancio Carlo Marino tendeva ad avere qualche piccola indecisione, subito aspramente rampognata.

Il De Luca assessore al Bilancio è stato chiaro, preciso, competente, ed anche comprensibilmente emozionato vista l’importanza della posta in gioco. (Leggi qui Il Bilancio in Consiglio: assesso’ ma chi te l’ha fatto fa’).

(Tra parentesi, grazie assessore anche per la citazione con la quale ha voluto onorarci; ma le assicuriamo che non è stata mai nostra intenzione quella di descriverla come un piagnucoloso; anzi, la riteniamo un elemento importante della nuova amministrazione). 

Dall’altra parte, è stato evidente l’isolamento dell’ex assessore al bilancio Carlo Marino, «retrocesso» a Commercio, Cultura e Tempo Libero. In alcuni momenti l’isolamento è stato anche fisico al tavolo della giunta. Al di là delle attestazioni di stima da parte del sindaco Daniele Natalia, un po’ di scollamento è apparso evidente.

Il Cardinali dal sapore aspro

È palese l’ormai l’inasprimento dei rapporti tra la sua ex maggioranza e l’ex assessore ai Lavori Pubblici Alessandro Cardinali. L’ancora consigliere (ma fino a quando?) di Fratelli d’Italia ha battibeccato in più di una circostanza con quelli che fino a qualche settimana fa erano i suoi sodali di coalizione. Come ad esempio la guardia del corpo di Marino, al secolo Luigi Pietrucci, che gli ha ricordato con toni piuttosto aspri come fino a qualche giorno fa le riunioni di maggioranza vedessero Cardinali piuttosto critico nei confronti di quella stessa opposizione che adesso invece ha abbracciato con toni da Che Guevara ( “abbassare le tasse ai più fragili”, “assumersi le responsabilità politiche”) della destra anagnina.

Alessandro Cardinali e Valeriano Tasca

L’altro elemento notevole, questa volta tutto in maggioranza, è il rientro stabile ed assodato del consigliere di Forza Italia Pierino Naretti. Era stato era già stato dato per scontato, nei giorni scorsi; e la concessione di una subdelega più lunga che pesante qualche giorno fa aveva fatto percepire tutto. Ma ieri, l’ex malpancista che aveva fatto capire che avrebbe votato con Natalia soltanto se fosse stato davvero convinto si è fatto vedere (non sentire) soltanto momento di alzare il braccio per votare sì a tasse e Bilancio.

Informalmente in maggioranza

Da ultimo, il consiglio comunale formato maratona ha visto l’ormai stabile, se non formale, ingresso in maggioranza del duo di Idea Anagni composto da Guglielmo Vecchi ed Antonio Necci.

Simboliche, in questo senso, le parole pronunciate alla fine dal “bell’Antonio” (cit. Vitaliano Brancati); “ci piacciono i vostri progetti e siamo pronti a proporne di nostri” ha detto senza nessun problema quello che, almeno a livello formale, sarebbe ancora un consigliere di opposizione. Posizione che rafforza, casomai ce ne fosse bisogno, la compattezza della maggioranza di Natalia. Che prudentemente si è da tempo dotato di due ruote di scorta.

Non dovrebbero servire, ma hai visto mai.

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