Lega e FdI ad un passo dalla rottura a Frosinone

Se il Partito di Giorgia Meloni non insiste sulla richiesta di verifica, incassa una sconfitta politica molto pesante. Ma il sindaco e coordinatore provinciale della Lega Nicola Ottaviani non intende procedere lungo quella strada. Nessuno può perderci la faccia, ma non esiste un’ipotesi di uscita onorevole per entrambi. Si va allo scontro.

Il pallino nel centrodestra a Frosinone è nelle mani di Fratelli d’Italia. Cosa farà il partito di Giorgia Meloni? Accetterà il no alla verifica del sindaco (e coordinatore provinciale della Lega) Nicola Ottaviani rinunciando a procedere lungo quella strada? Oppure al contrario proverà ad insistere, mettendo in conto anche lo scontro con il primo cittadino e leader locale del principale partito alleato? (Leggi qui Partita a scacchi sul filo dei nervi).

Il gruppo consiliare ha chiesto la verifica di maggioranza e la firma di un documento di fedeltà al centrodestra in vista delle amministrative del 2022. Motivando la richiesta con due argomenti: innanzitutto il fatto che il Polo Civico potrebbe non far parte della coalizione visto che Gianfranco Pizzutelli si appresta ad essere nominato da Nicola Zingaretti presidente dell’Asp Frosinone.

Ottaviani e Ruspandini

Il secondo tema è quello delle proporzioni tra la consistenza numerica dei gruppi consiliari e la rappresentanza in giunta. In questo modo Fratelli d’Italia ha detto che sia i Partiti alleati (Lega e Forza Italia), sia le liste civiche (Lista Ottaviani, Lista per Frosinone) sono sovra rappresentati.

L’allergia di Ottaviani ai rimpasti a Frosinone

Nicola Ottaviani è allergico ai rimpasti e non cambierà idea adesso. Neppure sul patto di fedeltà. Ha risposto che o la verifica si fa ad ogni livello e in tutti i Comuni, oppure non è possibile prevederla soltanto a Frosinone. (Leggi qui Frosinone, nessuno risponda a Fratelli d’Italia).

Fratelli d’Italia a questo punto deve decidere. Se fa cadere la cosa, incassa una pesante sconfitta sul piano politico. Se insiste deve mettere in conto la rottura e probabilmente perfino l’uscita dalla maggioranza. Aprendo una crisi importante, considerando che Frosinone è il capoluogo di provincia. E che quindi la spaccatura tra Lega e Fratelli d’Italia non resterebbe senza conseguenze.

da sinistra PAOLO PULCIANI, MIMMO FAGIOLO, MASSIMO RUSPANDINI

Una terza via non si vede al momento. Nei mesi passati il senatore Massimo Ruspandini aveva fatto capire che assessori del calibro di Fabio Tagliaferri e Antonio Scaccia potevano rappresentare un valore aggiunto per Fratelli d’Italia. Poi quelle piste si sono raffreddate.

Adesso, alla luce degli esiti della (mancata) verifica di maggioranza, il partito di Giorgia Meloni non può tergiversare. Il consigliere Mimmo Fagiolo è per insistere sulla richiesta di verifica. Ottaviani ha chiuso le porte. Ma la questione è tutt’altro che chiusa.

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