L’eredità di Trump per il futuro dell’economia nel Lazio

Perché l'inquilino della Casa Bianca determina cambiamenti anche nell'economia del Lazio e soprattutto della provincia di Frosinone. Gli effetti delle scelte di Trump. E le strade sulle quali potremmo trovarci domani

Gli Stati Uniti d’America che Donald Trump ci consegna alla luce della vittoria di Joe Biden sono profondamente diversi da quelli che aveva ricevuto quattro anni fa. Torrice, Anagni, Piedimonte San Germano non sono rimaste estranee a questi mutamenti: con il resto del mondo hanno subito le conseguenze e goduto dei benefici di questo mandato. Il risultato che ci consegnerà in modo definitivo il nome del prossimo inquilino della Casa Bianca, non può lasciarci indifferenti.

Gli effetti di Trump

La Bristol Meyers Squibb

Il perimetro degli interessi industriali americani definito da Donald Trump non comprendeva l’Europa. Il tessuto produttivo della provincia di Frosinone ha avuto per anni la sua ossatura in marchi come Winchester, Klopman, Clipper Oil, Thompson, Squibb… Con gli anni del globalismo, parte di loro ha mutato i suoi interessi: cedendo gli asset ciociari ad altri importanti player.

Il trumpismo ha fatto il resto: le linee economiche dettate dal 45° presidente degli Usa non sono estranee alla decisione del colosso farmaceutico Bristol Myers Squibb di cedere i suoi impianti di Anagni. Questo per concentrarsi sulla modernissima ricerca genica facendola però in House, usufruendo così delle agevolazioni previste da Trump per chi riportasse a casa posti di lavoro.

Fca la flotta dei modelli

La trumpnomics, la politica economica trumpiana, nemmeno è estranea all’operazione che ha portato Fiat Chrysler Automobiles sulla strada che la condurrà a smettere in maniera definitiva di essere una company italiana. Tanto per fare una differenza: le politiche degli anni di Obama hanno agevolato la nascita del colosso Fca dalla fusione di Fiat e Chrysler, la trumpnomics ha reso più conveniente la nascita di Stellantis che si tradurrà in una sostanziale cessione del ramo industriale europeo ai francesi, conservando gli utili prodotti dal ramo americano.

Questo, con tutte le conseguenze dirette per altre realtà. Realtà come il gruppo industriale Prima (tra i principali elementi della catena supply), lo stabilimento Fca Cassino Plant (per il quale sarà necessario un riposizionamento della mission produttiva).

Senza metronotte con il manganello

Donald Trump ha ridefinito i confini geopolitici del mondo. Anche sotto l’aspetto militare. Riducendo all’osso i suoi interessi in Europa ha lasciato spazio libero allo sviluppo di realtà come la Turchia. E all’espansione dei loro interessi nel Mar Mediterraneo: cioè il mare di casa nostra; le truppe del presidente-sultano Erdogan sono affatto estranee alla definizione dei nuovi equilibri in Libia, che fino a qualche anno fa invece venivano dettati attraverso l’Italia.

Gheddafi era un allievo dell’Accademia di Modena, quando il satrapo di Tripoli iniziò a fare un po’ troppo di testa propria non piovvero dal nulla i missili lanciati sul suo palazzo da aerei americani. Il rais si salvò grazie ad una soffiata dei nostri Servizi che lo spedirono di corsa a rifugiarsi in una tenda nel deserto.

Recep Erdogan

Il dispositivo militare statunitense in Italia oggi è ridotto a poco più d’una rappresentanza. Chiaro segnale all’Italia ed all’Europa che è finito il tempo in cui avevamo il Metronotte con il manganello e l’aviazione ormeggiati tra Gaeta e Napoli. Un vigilante pronto a tutelare i nostri interessi ed i nostri confini.

Il trumpismo ci ha messo di fronte alla realtà: l’Italia di oggi ha un interesse strategico prossimo allo zero. Lo ha nella visione del mondo che ne hanno i nuovi Stati Uniti d’America. L’Europa di oggi, incapace di dare vita ad un’Unione Europea concreta, può giocare al massimo a fare la meta turistica per gli amanti delle antichità. Per di più in uno scenario mondiale nel quale ci sono player come la Cina.

Trump, il Dragone e Borgomeo

Donald Trump ha messo tutti di fronte ad un’evidenza: è la Cina il nuovo soggetto forte dell’economia mondiale. Sciocco chi non ci si confronta, destinato a fallire chi lo capisce in ritardo. Tanto per fare un esempio: solo la pandemia ha rallentato gli effetti dell’accordo sottoscritto dal gruppo Saxa Gres di Anagni con il dragone cinese. (Leggi qui Saxa Gres sulla via della seta: a Shanghai una firma che vale 30 milioni).

Cheng Bian Chairman gruppo Keda Clean Energy Ltd e Francesco Borgomeo, presidente del gruppo Saxa Gres

Il fatto che il presidente Francesco Borgomeo abbia commissionato le nuove presse per la Grestone di Roccasecca da un produttore italiano acquistato da capitali cinesi gli ha spalancato le porte. A cosa? Al più grosso mercato mondiale della ceramica. Riservando uno spazio non secondario nella rete di distribuzione d’un Paese con quasi 1,5 miliardi di consumatori.

Fondamentale ora per la provincia di Frosinone ed il Lazio sarà capire quale sarà la politica economica del nuovo inquilino, la linea geopolitica che vorrà dare al suo temibile arsenale. Il trumpismo ha reso gli Stati Uniti d’America più lontani dall’Italia. E ci ha lasciato soli, a parlarci addosso, perdendo tempo su polemiche da fontanile per nulla capaci di creare nuovo sviluppo e nuova occupazione. Non è detto che una presidenza Democratica cambi di molto la rotta: gli effetti sull’economia Usa ci sono stati. Al di là dei modi da cafone arricchito che Trump ha fatto vedere (unendo e dividendo, dicono oggi i numeri).

Competitivi per fatto nostri

Trump o Biden, il tessuto industriale della provincia di Frosinone del 2020 ha una carta da giocarsi. Paragonabile a quella che calò sul tavolo internazionale Giulio Andreotti quando inventò la Cassa per il Mezzogiorno ed industrializzò la Ciociaria.

Uno degli impianti di rigenerazione Itelyum

Quella carta sono le competenze che le nostre imprese hanno sviluppato nel settore della creazione di nuova materia prima partendo da cià che altri scartano. In questo periodo uno dei principali player green nel campo degli olii è Itelyum e sta a Ceccano: circa il 95% degli olii che gli vengono consegnati non finisce più nei fiumi o sotto terra ma viene rigenerato in nuovi prodotti oleari che tornano sul mercato. Allo stesso modo ad Anagni esiste uno dei pochi poli nazionali della manutenzione e rigenerazione Elicotteristica che fa capo al gruppo Beccidelli. La Saxa Gres, con un processo analogo a quello in suo da anni nei cementifici, recupera le ceneri d’altoforno e ne ricava nuova materia prima. Saf si prepara a trasformare il vecchio stabilimento dei rifiuti in una moderna Fabbrica dei Materiali. A Roccasecca il Comune ed il Cosilam stanno studiando la possibilità di creare una filiera basata sulla canapa per produrre imballaggi con cui sostituire la plastica.

Sono fattori che danno una nuova competitività alle aziende del territorio ed alle branch o rami industriali delle multinazionali. Sono elementi di convenienza e capacità competitiva. Che i decisori internazionali tengono sott’occhio. Perché conviene tenere una fabbrica in un territorio nel quale le materie prime e l’energia costano meno, dove lo smaltimento rifiuti costa meno. E magari le tasse ambientali costano meno: con l’economia circolare si riduce il consumo di CO2 e si pagano meno tasse).

È più conveniente tenere una fabbrica dove gli imballi costano meno, come avverrebbe con la canapa, “la nuova plastica” che costa meno ed evita la plastic tax.

Incapaci di vedere oltre il naso

In questo modo possiamo diventare protagonisti attivi, senza subire o aspettare le decisioni di altri. Ma indirizzandole con argomenti veri e forti, sotto il profilo della convenienza economica ma anche sotto il profilo ambientale ed etico sociale.

Fino a quando la nostra classe politica non sarà capace di vedere oltre i confini del proprio campanile, e continuerà a vedere con sospetto tardo – provinciale la proposta di fusione dei Comuni avanzata con coraggio dagli industriali, continueremo ad andare da nessuna parte.

E ad essere cannibalizzati dalla provincia di Latina in maniera sempre più veloce.

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