Abbruzzese si dimette: «Scorretti, sleali e senza palle»

Il presidente assediato si dimette dal Cosilam. Denuncia l'operazione 'politicamente scorretta' condotta da una 'politica sleale', rappresentata da chi non ha gli attributi.

Carlo Alberto Guderian

già corrispondente a Mosca e Berlino Est

Nessuna difesa ad oltranza, niente sacchetti di sabbia alle finestre o fortificazioni, né trucchetti giuridici e cavilli legali. Mario Abbruzzese lascia la presidenza del Consorzio Industriale per lo Sviluppo del Lazio Meridionale – Cosilam. Si è dimesso questa sera.

Il presidente dimissionario del Cosilam, Mario Abbruzese

Lo ha annunciato ai sindaci dei Comuni che fanno parte dell’Ente ed ai soci privati. Gli ha scritto una lettera lunga poco più di due pagine. Nella quale ha messo in chiaro una serie di concetti: per lui il Cosilam non era una poltrona politica, l’ha occupata senza prendere uno stipendio, chi lo ha messo in condizione d’andare via ha compiuto – dal suo punto di vista -un’operazione politicamente scorretta.

L’operazione scorretta

Giovedì i consiglieri d’amministrazione del Cosilam avevano rassegnato in massa le dimissioni. Compiendo così una manovra che rendeva ingovernabile l’ente.

Non decretava l’automatica decadenza anche del presidente: ma ne segnava il destino in ogni caso, perché dopo il primo CdA andato deserto per assenza dei componenti, la Regione Lazio avrebbe dovuto prendere atto della situazione e nominare un commissario.

Questa sera, dimettendosi, Mario Abbruzzese ha staccato la spina risparmiando all’ente una lunga agonia.

Mario Abbruzzese e Gianluca Quadrini

La manovra del CdA dimissionario in blocco porta la firma politica del sindaco di Cassino Enzo Salera e del vice coordinatore regionale di Forza Italia Gianluca Quadrini. Il primo ha afffermato la sua dimensione provinciale nel tessere un’operazione politica in cui ha unito in modo trasversale forze politiche contrapposte e non solo cassinati. Il secondo ha vendicato nel modo peggiore la sua mancata candidatura alla Regione Lazio imposta da Abbruzzese un anno e mezzo fa.

(leggi qui tutti i dettagli dell’operazione politica: Abbruzzese via dal Cosilam: Salera fa scattare la trappola).

La lettera di addio

In mattinata c’era stato un ultimo tentativo del consigliere regionale Pasquale Ciacciarelli per togliere l’assedio dal Cosilam e lasciare in carica Mario Abbruzzese. Ma chi doveva dare una risposta politica non ha mandato segnali agli assediati. (Leggi qui: “Togliete l’assedio ad Abbruzzese: conviene a tutti”).

Allora il presidente ha preso la carta intestata e scritto il suo addio. Consapevole che tutto il clima intorno a lui gli è ostile. È il primo aspetto dal quale Mario Abbruzzese vuole sgomberare il campo.

«La mia storia, umana prima che politica, contrariamente a quanto il “vulnus locale” mi addebita, è sempre stata improntata alla massima collaborazione con tutte le Istituzioni. Indipendentemente da quale fosse la coalizione politica che le governasse. E ciò in quanto ho sempre ritenuto che la collaborazione tra gli Enti a tutti i livelli fosse indipendente dalle campagne elettorali, dal rancore politico e dalla necessità di dover occupare una poltrona, calpestando gli avversari politici ed assegnando loro l’aberrante ruolo di nemici».

La politica sleale

La sede del Cosilam di Cassino

Rinfaccia alla Politica di non essere stata leale. Perché anche lui avrebbe potuto rovesciare il Cosilam quando il centrodestra vinse le elezioni comunali a Cassino nel 2016. Cassino è la città con la maggioranza relativa delle azioni pubbliche, imbastire un patto con i sindaci di centrodestra gli sarebbe stato facile.

«Ma così non è stato, proprio per quelle motivazioni e per quel rispetto istituzionale espresso prima, allorquando un Consiglio di Amministrazione di un ente intermedio venga nominato all’unanimità dei soci»

La gestione manageriale

Ci aveva creduto nel Cosilam, Mario Abbruzzese. Voleva realizzare una serie di opere con le quali chiudere la sua lunga carriera politica ed essere ricordato per quelle.

«Ho cercato di dare prospettive future, oltre che risolvere i problemi che si presentavano quotidianamente e, è bene sottolinearlo, a titolo gratuito».

«La mia visione futura del Cosilam prevedeva un impegno straordinario per rilanciare questo territorio, rimettendolo al centro dell’azione amministrativa, con una visione strategica del Lazio meridionale attraverso una tempestiva programmazione di grandi progettualità».

Mario Abbruzzese

E di seguito ricorda le opere messe in cantiere nel corso di questi mesi. Per la prima volta Mario Abbruzzese ammette che era vera l’anticipazione fatta da Alessioporcu.it sulla fermata Tav a Roccasecca (leggi qui Prossima fermata Tav, Roccasecca: Ferrovie dicono «Ok, fate lo studio»). Lo rivela ai sindaci, scrivendo che «per la prima volta una fermata Tav del lazio Meridionale è oggetto di un tavolo di confronto istituito con Reti Ferroviarie Italiane». All’epoca negò la notizia, oggi alcuni collaboratori rivelano “lo disse per proteggere il segreto che si era impegnato a mantenere con RFI”.

E poi indica l’avvio dell’iter per la realizzazione del casello autostradale di Roccasecca al servizio dello stabilimento Grestone, con la partecipazione del presidente del gruppo Saxa Gres Francesco Borgomeo. Il finanziamento delle aree industriali energeticamente avanzate Apea, il rilancio delle opere per il Distretto del Marmo.

Politicamente scorretti

Esce di scena nel suo stile, Mario Abbruzzese: lanciando un guanto di sfida. «Lascio tutto questo a voi in eredità nella speranza, o meglio, nella certezza che sappiate continuare su questo binario». Come a dire: io ho avviato tutto questo, fatemi vedere se siete capaci di andare avanti.

Ha un sassolino nella scarpa e se lo toglie. «Come avrete capito, io non sono attaccato alle poltrone. E questo comportamento, lasciatemelo dire politicamente scorretto, messo in atto da due forze politiche importanti sul territorio ma non più maggioritarie, tende ad allontanare ancora di più i cittadini dalla buona politica».

Il sindaco di Cassino Enzo Salera

L’affondo finale è nel capoverso successivo: quando accusa i suoi avversari di non avere gli attributi e non averlo sfidato in campo aperto.

Mario Abbruzzese scrive di sperare che il Cosilam a questo punto non diventi una pedina di scambio da dare a qualcuno. Insomma di sperare «che lo stesso non diventi una poltrona oggetto di spartizione politica conseguente al vile atto, e questo lo dico nella convinzione che le dimissioni cosiddette di massa siano un atto messo in pratica da chi non è in grado di alzarsi in assemblea consiliare e esporre, in corretto italiano, una mozione di sfiducia nei confronti del Presidente o dell’intero Consiglio di Amministrazione».

«Avrei gradito un atto di questo tipo, perché sarebbe stato politicamente più corretto, e soprattutto sarebbe stato un atto da uomini».

E ora il Bilancio

Mario Abbruzzese esorta i soci ad approvare il bilancio di previsione: un atto che è stato condiviso da tutti i consiglieri.

Invece, con ogni probabilità, glielo smantelleranno.

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