Pompeo rilancia: «Gli amministratori il valore in più»

Il coordinamento dei sindaci si confronta con Letta Il presidente della Provincia: «Ci sono le premesse per il nuovo corso»

Corrado Trento

Ciociaria Editoriale Oggi

«Con il coordinamento dei sindaci democratici ieri abbiamo incontrato in videoconferenza il segretario del Pd, Enrico Letta, al quale abbiamo ribadito l’importanza del ruolo degli amministratori sui territori. Gli abbiamo illustrato una serie di proposte che sottoporremo al presidente del Consiglio, Mario Draghi. Lo faremo affinché il nostro sia un Paese più veloce ma anche più semplice e semplificato. Insieme ai colleghi sindaci, abbiamo evidenziato come gli uomini e le donne che hanno sempre condiviso i valori democratici abbiano bisogno, ora, di un Partito costruito sui territori e sulle comunità più che su meccanismi correntizi. Ma anche che la nostra deve essere una spinta dinamica per la ricostruzione di un’identità plurale e responsabile». Così Antonio Pompeo dopo la riunione di ieri, in videoconferenza, con il coordinamento nazionale dei 60 sindaci Democratici di cui fa parte e il segretario del Partito Democratico, Enrico Letta.

Alla riunione hanno partecipato anche: i presidenti di Upi Michele De Pascale e Anci Antonio Decaro; i primi cittadini Matteo Ricci, rinconfermato coordinatore; Giorgio Gori, Dario Nardella e tanti altri. Sono stati illustrati i punti urgenti da sottoporre all’attenzione del Governo e del premier Mario Draghi, a cominciare dalle risorse del Recovery Fund.

Cosa chiedono i sindaci

Foto: Saverio De Giglio / Imagoeconomica

I sindaci, infatti, chiedono che l’anticipo del 10% (circa 21 miliardi di euro), che sarà assegnato all’Italia grazie al piano Next Generation, sia immediatamente distribuito ai Comuni su progetti strategici: investimenti green, sfida digitale, pari opportunità, tanto per citarne alcuni. E questo perché i Comuni sono il soggetto istituzionale che può spendere meglio e prima le risorse.

Nell’elenco c’è anche il capitolo relativo alle scuole, con la richiesta di un’operazione nazionale di controllo costante per la riapertura e tamponi rapidi per gli studenti; la tutela e la candidabilità dei sindaci (ogni sindaco deve avere la stessa possibilità di candidarsi al Parlamento, italiano ed europeo, che hanno i presidenti di Regione e le altre figure istituzionali); la riforma degli Enti locali (con il completamento della revisione del Tuel già avviato dal gruppo di lavoro guidato da Achille Variati).

E poi la rigenerazione urbana e un nuovo sviluppo delle aree interne (città più green e ripopolamento dei piccoli centri); le politiche sociali e la revisione del reddito di cittadinanza (investimento nelle azioni di contrasto alla povertà e potenziamento del reddito di cittadinanza per rispondere alla nuova emergenza).

Il Pd tiene per gli amministratori

Antonio Pompeo

Argomenta Antonio Pompeo: «Abbiamo inoltre sottolineato come il Pd a livello locale abbia tenuto perché hanno tenuto gli amministratori. Per questo abbiamo chiesto al segretario Letta di essere coinvolti nell’azione di ricostruzione del Partito. Lo stesso coordinamento dei sindaci democratici può essere un punto di forza per la nuova segreteria, “sfruttando” le tante idee e gli input che arrivano dai territori, attraverso il coinvolgimento diretto e continuo di chi opera quotidianamente nelle realtà locali».

«Un passaggio importante è stato quello sulla rappresentanza territoriale, dove sono i cittadini a scegliere i propri referenti e non i capicorrente, oltre alla necessità di superare le discriminazioni elettorali che penalizzano i sindaci».

Ha concluso Antonio Pompeo: «Siamo fiduciosi che con queste premesse possa iniziare davvero il nuovo corso del Pd che può contare su competenza, rappresentatività e ricchezza di contributi dai territori».

Lo scontro interno

Francesco De Angelis e Antonio Pompeo

Sul piano politico provinciale, relativamente agli assetti interni e ai rapporti di forza ai Democrat, Antonio Pompeo sta portando avanti la sua linea. Continua a sottolineare il ruolo degli amministratori e non delle correnti.

Nei giorni scorsi Pompeo aveva detto che non si è vista una linea di discontinuità nell’azione del segretario provinciale Luca Fantini. (Leggi qui Pompeo rilancia: «Un Pd nuovo anche in provincia»).

Il quale invece ha ribadito il contrario. E anche Francesco De Angelis, leader di Pensare Democratico, ha affermato che a suo giudizio in Ciociaria l’opera di cambiamento del Pd è già iniziata. (Leggi qui Il “cacciavite” di Fantini e le primarie delle correnti).

In realtà il punto alla fine è sempre lo stesso: per il presidente della Provincia la gestione del partito in Ciociaria resta sbilanciata a favore di Pensare Democratico di Francesco De Angelis, Mauro Buschini e Sara Battisti.

Proprio il segretario nazionale Enrico Letta ha utilizzato l’espressione “anima e cacciavite”, per evidenziare come il Pd abbia bisogno sia di ritrovare la passione politica di saldare tutte le correnti in una vocazione unitaria. Per Francesco De Angelis il cacciavite c’è, mentre si è persa l’anima. La sensazione è che per Antonio Pompeo nel Pd manchi anche e soprattutto il cacciavite. (Leggi qui De Angelis: «Il cacciavite c’è, manca l’anima»).

Il congresso provinciale si è svolto a fine luglio, con una impostazione unitaria. Ma sul piano politico sembrano passati anni.

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