La mattina Lombardi apre al Pd, il pomeriggio il M5S la silura in aula

Foto © Imagoeconomica, Stefano Carofei

Cosa c'è dietro al voto che oggi ha fatto vacillare la maggioranza in Regione Lazio. le due possibili chiavi di lettura. Ed un solo comune denominatore. I 5 Stelle si stanno scannando al loro interno. Ecco perché

Carlo Alberto Guderian

già corrispondente a Mosca e Berlino Est

Non può essere una coincidenza. Non può essere un caso. Al mattino Roberta Lombardi, potentissima capogruppo del Movimento 5 Stelle in Regione Lazio dichiara a La Stampa che “La nostra visione di Paese coincide con quella Dem. Ora costruire un progetto”. Al pomeriggio i suoi Consiglieri votano in Aula insieme al Centrodestra e rischiano di far saltare l’approvazione del Bilancio di Nicola Zingaretti. Non solo: alla votazione successiva escono dall’Aula e fanno mancare i numeri necessari per ritenere valida la seduta. (leggi qui Caos in Regione, la nuova maggioranza già vacilla).

Roberta Lombardi non era in Aula. In sua assenza, la truppa del Movimento a 5 Stelle è andata a briglia sciolta. Un messaggio alla capogruppo? Una ribellione alla sua linea politica?

Le due chiavi di lettura

Le possibili chiavi di lettura sono due. La prima vulgata accredita la spaccatura verticale che sta dividendo il MoVimento fino a far parlare di una possibile scissione: Luigi Di Maio ed i filo salviniani da una parte con Casaleggio; Roberto Fico, Roberta Lombardi e l’ala più ‘di proposta‘ dall’altra parte con Beppe Grillo.

Davide Barillari Roberta Lombardi © Imagoeconomica, Stefano Carofei

La seconda vulgata invece è meno politica e più concreta: i grillini in Regione Lazio si stanno scannando tra di loro. Come dimostra quanto accaduto nel pomeriggio via Facebook tra Roberta Lombardi ed il consigliere Valentina Corrado che alle Regionarie provò ad ottenere la candidatura a governatore al posto della sua attuale capogruppo. Valentina Corrado è tra gli scettici che non condividono il dialogo del M5S con il Pd; un’ala che ha il suo massimo esponente nel consigliere Davide Barillari che nelle settimane scorse ha organizzato a Bologna il raduno delle truppe anti dialogo. (leggi qui A Bologna i dissidenti del M5S annunciano: «Sorprese nella tana di Zingaretti»).

Il motivo del contendere

Sullo sfondo ci sono le trattative che dovranno portare nella giunta di Nicola Zingaretti due assessori indicati dal Movimento 5 Stelle.

In giornata si era diffusa la voce secondo la quale c’è in ballo anche la carica di Presidente del Consiglio Regionale, con l’attuale inquilino Mauro Buschini dirottato verso il super assessorato allo Sviluppo ed ai Finanziamenti Ue. Una voce che Alessioporcu.it aveva anticipato già nelle settimane scorse (leggi qui), rivelando anche il niet di Nicola Zingaretti su questa ipotesi. (leggi qui Rimpasto delle deleghe, due nuovi in giunta: ma Buschini resta Presidente).

Nicola Zingaretti

Oggi qualcuno del M5S ha fatto filtrare all’agenzia AdnKronos che «Erano partiti con l’idea di dare a Valentina Corrado la presidenza del Consiglio regionale. Oggi invece si parla di Roberta Lombardi». Un’indiscrezione che equivale ad un cerino acceso lanciato in un lago di benzina. Tanto che in serata deve intervenire Roberta Lombardi per smentire: «Nessuna mia candidatura a nulla». Linea Lombardi è quella di indicare due assessori ‘tecnici’ di area.

Ma tanto è bastato.

Lo scontro su Facebook

In giornata Valentina Corrado ha postato una frase di Luigi Di Maio, nella quale il capo politico del Movimento puntualizzava come l’alleanza per l’Umbria fosse un caso a sè. Un unicum che non gettava le basi per futuri automatismi in altre Regioni.

“Ha portato un po’ di chiarezza in un momento in cui i territori sentono vacillare le proprie convinzioni – il commento di Corrado – Soprattutto in Regione Lazio dove le dichiarazioni della capogruppo Roberta Lombardi, mai condivise con il gruppo, hanno contribuito ad alimentare un disorientamento collettivo”.

Valentina Corrado

È una chiara risposta all’intervista pubblicata questa mattina da La Stampa in cui Roberta Lombardi ha detto tra le altre cose che “serve un’alleanza non solo per sconfiggere l’avversario ma per costruire una visione di Paese che in tanti punti, almeno sulla carta, coincide con quella del Pd“. E a proposito delle Regionali ha sostenuto che “si valuterà caso per caso“.

Nel suo post Valentina Corrado spiega invece di non condividere né l’alleanza nazionale né quella per l’Umbria. E sottolinea, “in Regione Lazio gli elettori hanno premiato il Pd di Zingaretti ma un’altra importante fetta di cittadini ha dato fiducia al M5S. I cittadini del Lazio hanno già votato. Il nostro mandato è vincolato da ciò che abbiamo affermato in campagna elettorale. Non esiste nessuna decisione di gruppo o votazione Rousseau che possa derogare alla coerenza“.

Il vetriolo di Roberta

Al vetriolo la risposta di Roberta Lombardi: “Cara Valentina, è stato un piacere rivederti in Aula perché ho saputo che non sei stata bene. Peccato che le tue condizioni di salute ti abbiano impedito di partecipare alle ultime riunioni del gruppo e non hai potuto sentire dalla mia viva voce che non c’è alcuna opzione di alleanza con il Pd, in Consiglio regionale“.

Roberta Lombardi ai tempi in cui affondò Pier Luigi Bersani in diretta streaming

«Viceversa, come esponente nazionale del MoVimento, mi sono permessa una serie di valutazioni che hanno trovato e trovano anche oggi riscontro nelle posizioni di Grillo e nella linea di Di Maio».

L’affondo sta tutto nella parte finale. «Ti ricordo infine che la piattaforma Rousseau è lo strumento che ti è stato utile per diventare candidato portavoce ed è lo strumento di cui ci serviamo tutti per le decisioni che riguardano il MoVimento. Ci vediamo il 28 in assemblea regionale del M5s».

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