Ritorno al futuro: il Pd rivede l’incubo irrilevanza

Senza più Zingaretti segretario il rischio è quello di tornare agli equilibri forzati degli anni del dualismo tra De Angelis e Scalia. Quando nessuno del territorio venne eletto parlamentare. E le ambizioni di Pompeo potrebbero essere frenate da una eventuale segreteria di Enrico Letta.

Simone Costanzo e Domenico Alfieri sono stati i segretari provinciali del Pd negli anni “renziani” del Partito, anni che hanno incrociato per un lungo periodo il dualismo tra Francesco De Angelis e Francesco Scalia. Costanzo non è stato però un Segretario di garanzia. È stato eletto sulla base di un’intesa tra la sua componente, AreaDem di Bruno Astorre, e quella di Francesco De Angelis, Mauro Buschini e Sara Battisti. Tanto è vero che proprio la nomina di Domenico Alfieri alla presidenza rappresentò in un certo momento il bilanciamento per la corrente di Scalia.

Luca Fantini e Domenico Alfieri (Foto: AG IchnusaPapers)

L’elezione di Luca Fantini, invece, pur se avvenuta in un contesto formalmente unitario, ha rappresentato una svolta di non poco conto. Fantini è stato leader dei Giovani Democratici, ha un rapporto forte con Nicola Zingaretti, conserva spazi di autonomia, ma comunque è vicinissimo politicamente a Mauro Buschini. Più che a Francesco De Angelis.

Il riposizionamento nel Pd

Il punto è cosa succederà ora, cioè come si metteranno le cose se domenica prossima il Pd volterà davvero pagina dopo le dimissioni da Segretario di Nicola Zingaretti. La storia dimostra che i livelli locali non sono mai stati sganciati da quelli nazionali. E in particolare in Ciociaria si sono vissuti dei momenti difficili. Non tanti anni fa, per esempio, la “ribellione” guidata da Sara Battisti.

L’area di De Angelis è sempre stata maggioritaria, perfino quando il capo decise di sostenere l’avventura di Ignazio Marino. Adesso però si entra in una fase nuova. Nella quale certamente le correnti continueranno a contare e a pesare tantissimo. Ma senza Nicola Zingaretti un riposizionamento è inevitabile. Antonio Pompeo, referente di Base Riformista, si sta muovendo. Dipenderà molto dai rapporti che le diverse correnti avranno con il nuovo Segretario. Se dovesse essere Enrico Letta per i renziani sarebbe complicato ritagliarsi spazi. Su questo non c’è dubbio. (Leggi qui Segreteria Pd, l’ipotesi di Letta. Ecco perché si può fare).

Antonio Pompeo

Rimane il fatto che in Ciociaria sia avvierà una discussione sul nuovo Partito. Il rischio è che si possa tornare alle difficoltà di qualche anno fa. Quando erano tutti renziani e si discuteva di chi fosse più renziano tra Simone Costanzo, Francesco Scalia e Francesco De Angelis, allora vicino a Matteo Orfini. Il risultato lo ricordano tutti: nessun parlamentare confermato, nessun ciociaro candidato in posizione eleggibile a Camera e Senato.

Con Nicola Zingaretti le certezze c’erano. Da domenica si aprirà una fase con molte incognite. Anche per i fedelissimi del Governatore del Lazio.

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