Se il nuovo Pd riparte dalla gestione dei rifiuti

Foto: © Imagoeconomica, Mastrulli

Nella Direzione provinciale del Pd di ieri sera è emersa chiaramente la dimensione governativa di un Partito che ha nella classe dirigente il proprio punto di forza. Ma non ne è consapevole. Eppure non c’è altra strada per il rilancio.

Il collante del Partito Democratico è la sua classe dirigente, anche e soprattutto in provincia di Frosinone. Lo hanno ricordato ieri, nel corso della riunione della direzione provinciale, Francesco De Angelis e Marco Di Torrice, quest’ultimo ex fedelissimo di Francesco Scalia e mentore di Antonio Pompeo. (leggi qui «Ci tocca governare»).

Il problema è che quella che dovrebbe rappresentare una ovvietà, non sempre emerge nitidamente. Anzi.

Al Governo nazionale ci sono Lega e Cinque Stelle e il Carroccio guida molte Regioni con una coalizione di centrodestra. Ma non dalle nostre parti. Perché, come ha ricordato Francesco De Angelis, “dalle nostre parti alla Regione governiamo noi, alla Provincia pure, in più dei 50 dei 91 Comuni anche”. Per non parlare della Saf, del Consorzio Asi e di tanti enti intermedi.

Su questa posizione si sono ritrovati tutti. Il segretario provinciale Domenico Alfieri ha detto subito che non potevano esistere alternative al senso di responsabilità sulla questione del trattamento dei rifiuti di Roma. E da sindaco di Paliano ha perfino aggiunto: “I rifiuti entrano nell’impianto di Colfelice, poi escono e arrivano a Colle Fagiolara, a Colleferro. Il paradosso è che dovrei perfino essere contento, visto che in questo modo l’impianto di Colleferro si riempirà prima e quindi poi sarà inutilizzabile”.

Ma il senso di responsabilità ha rappresentato il filo conduttore degli interventi del presidente del Consiglio Regionale Mauro Buschini, del consigliere regionale Sara Battisti, del presidente della Provincia Antonio Pompeo.

Dal dibattito di ieri è emerso chiaramente che la dimensione del Pd è quella del governo, non dell’opposizione. Specialmente in provincia di Frosinone. Poi sul piano nazionale è diverso ed infatti gli amministratori locali dei Dem hanno letteralmente fatto a pezzi i Cinque Stelle e l’operato della sindaca Virginia Raggi. Anzi, hanno chiesto a Zingaretti di valutare la possibilità di protestare sotto il Campidoglio.

Ieri era chiaro a tutti che soltanto l’unità vera potrà consentire al partito di crescere e tornare competitivo anche per il Governo nazionale. Lucio Fiordalisio, sindaco di Patrica, ha aggiunto che “basta con i troppi “signorsì” a Roma”. Aggiungendo: “Con meno “signorsì” oggi avremmo un deputato, un senatore e un europarlamentare”. Francesco De Angelis ha annuito.

Sostegno incondizionato a Zingaretti dunque, ma pure voglia di contare maggiormente. Il Pd riparte così.

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