Top e Flop, i protagonisti del giorno: martedì 5 ottobre 2021

Top e Flop. I fatti ed i protagonisti di martedì 5 ottobre 2021. Per capire cosa è accaduto e cosa ci attende nelle prossime ore

Top e Flop. I fatti ed i protagonisti di martedì 5 ottobre 2021. Per capire cosa è accaduto e cosa ci attende nelle prossime ore

TOP

DI STEFANO-TERSIGNI

Saranno loro a contendersi la fascia tricolore del Comune di Sora e lo faranno in un testa a testa che si preannuncia avvincente. Ma intanto hanno comunque fatto segnare una vittoria. (Leggi qui I mattatori e gli sconfitti, tutti i numeri del voto a Sora).

Luca Di Stefano poteva essere il candidato sindaco della Lega, ma poi le solite manovre interne al Carroccio hanno determinato altri scenari. E lui è uscito dalla Lega. Diventando il punto di aggregazione di una vasta coalizione civica, alla quale però guardano anche Pd e Articolo 1. Ma Luca Di Stefano ha condotto una campagna elettorale di proposte e di educazione. Sì, di educazione, come lui stesso ha voluto più volte sottolineare.

Eugenia Tersigni sapeva dal primo momento che avrebbe dovuto giocarsi l’accesso al ballottaggio contro il candidato sindaco del centrodestra. C’è stato un iniziale testa a testa, e poi un lento ma costante prendere il largo. E’ sostenuta da uno schieramento molto ampio, nel quale c’è pure il vicepresidente della Provincia Luigi Vacana. Ora può giocarsi tutto nel rush finale.

Le due proposte sono, per ampi tratti, speculari: portate avanti da due giovani, capaci di mettere in squadra vari elementi di esperienza senza averne però sudditanza, con una visione della città che la proietta su uno scenario regionale spezzando l’isolamento nel quale per anni Sora si è rinchiusa.. Per questo, comunque vada a finire, per Sora si profila un cambio importante. Perfino generazionale.

Lanciatissimi.

CIANFROCCA-PAVIA

Maurizio Cianfrocca ed Enrico Pavia

Il candidato sindaco del centrodestra Maurizio Cianfrocca è riuscito in una impresa di non poco conto: tenere sotto controllo la coalizione. E lo ha fatto in un momento di grande competizione interna tra Lega e Fratelli d’Italia. Con tutto quello che stava succedendo a Sora. C’è un particolare che va segnalato: il tanto temuto effetto del voto disgiunto non c’è stato. E adesso, proprio per questo, Maurizio Cianfrocca guarda con ottimismo al secondo turno.

Anche perché per il centrodestra si profila l’occasione storica di espugnare la roccaforte del Pd. Maurizio Cianfrocca ha fatto una campagna elettorale vecchia maniera: porta a porta, comizi, confronti, convincimento.

A cinque anni di distanza Enrico Pavia ha dimostrato ancora una volta di essere molto competitivo. Segno che la credibilità costruita in questi anni di municipio è solida. E non poteva essere altrimenti per uno degli allievi cresciuti nella scuderia (professionale e politica) del compianto senatore Romano Misserville.

Adesso al ballottaggio dovrà provare a fare intese per recuperare la distanza che lo separa da Cianfrocca. Ci proverà con quel che resta del centrosinistra guidato da Fabio Di Fabio? Difficile. Più probabilmente potrà provare accordi con singoli esponenti di altre coalizioni. Ma in ogni caso si batterà fino all’ultimo consenso.

Duello al sole.

FLOP

GIUSEPPE MORINI

Giuseppe Morini

L’ex sindaco di Alatri è stato scaricato dal Pd in modo plateale. Il segretario provinciale Luca Fantini ha parlato di voto disastroso per le responsabilità di chi aveva amministrato. (Leggi qui Il Pd scarica Morini: «È evidente il malcontento». Nemmeno un grazie).

Ma, al di là di questo, c’è un aspetto che va considerato. Da anni era apparsa chiara la frattura tra Giuseppe Morini e Mauro Buschini. Naturalmente era stata negata, ma c’era.

Giuseppe Morini però non si è minimamente preoccupato di provare a creare le condizioni affinché la sua Amministrazione potesse proseguire il mandato. Nemmeno quando è stato candidato il vicesindaco. Non è il primo, perché tra chi ha indossato la fascia tricolore scatta la sindrome del “dopo di me il diluvio”.

Però poi esistono anche le storie e i rapporti personali. Alla fine Giuseppe Morini è uno dei sindaci che ha guidato Alatri per più anni. In contesti di centrosinistra. Il fatto che il Pd non gli abbia riservato neppure un grazie (e viceversa) è davvero singolare.

Volano gli stracci.

ROBERTO DE DONATIS

Ma chi glielo ha fatto fare? L’ex sindaco di Sora si era reso conto subito che lui sarebbe stato il vaso di coccio tra quelli di ferro. Perché le coalizioni di Luca Di Stefano, Eugenia Tersigni e Federico Altobelli erano delle corazzate. Poteva tranquillamente restare a guardare ed evitarsi un risultato assurdo per chi ha amministrato la città.

Un risultato che ha detto una cosa sola: senza il sostegno di liste e coalizioni diventare sindaco è impossibile. La stagione degli uomini soli al comando è finita da un pezzo.

Semmai il ragionamento da fare con calma è per quale motivo quasi tutti hanno preso le distanze da Roberto De Donatis quando era sindaco. Costringendolo ad una mission impossible, che infatti è rimasta… impossibile. In politica la difficoltà più grande è capire l’esatto momento nel quale abbandonare la scena. Evitando che siano altri ad accompagnarti alla porta.

Sconfitto e isolato.

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