Tregua armata nel Pd: ma durerà poco

La prospettiva. Faccia a faccia tra Luca Fantini e Antonio Pompeo. Riprende quota la lista unitaria. Ma Buschini gela gli entusiasmi

Corrado Trento

Ciociaria Editoriale Oggi

Tregua armata nel Partito Democratico. Per la celebrazione del congresso. Ma la resa dei conti, in realtà, appare soltanto rinviata. Ieri pomeriggio Luca Fantini, candidato alla segreteria provinciale del Pd, ha incontrato a Ferentino Antonio Pompeo, presidente della Provincia e leader di Base Riformista.

Un faccia a faccia lungo, al termine del quale si è deciso di riprendere il cammino congressuale nel solco della lista unitaria. Il che significa che Fantini ha dato assicurazioni a Pompeo sia sulla composizione della segreteria politica che sul versante delle “caselle”  dell’organigramma. Con la conferma dell’ attribuzione della vicesegreteria e della presidenza alla componente di Antonio Pompeo e Simone Costanzo. Mentre la Tesoreria e l’Organizzazione saranno espressione di Pensare Democratico.

Va detto che sin dall’inizio Pompeo ha detto di considerare in quota Pensare Democratico Luca Fantini.

COSTANZO, DE ANGELIS, POMPEO. FOTO © GIORNALISTI INDIPENDENTI

Oggi dovrebbe esserci l’incontro finale tra Luca Fantini, Francesco De Angelis e Antonio Pompeo. Al termine del quale l’iter congressuale ripartirà. Con la celebrazione delle assemblee dei 74 circoli e con il congresso provinciale del 31 luglio.

In mattinata Antonio Pompeo era stato a Roma, per incontrare Alessandro Alfieri, coordinatore della corrente di Base Riformista. Ad ogni modo la sensazione è che si sia arrivati ad una tregua armata per consentire l’elezione unitaria del nuovo segretario, che peraltro è un fedelissimo di Nicola Zingaretti.

Nessuno tocchi De Angelis
DE ANGELIS, BUSCHINI E BATTISTI

Mauro Buschini, presidente del Consiglio Regionale del Lazio e tra i leader di Pensare Democratico, spiega: «Io penso che sia stato un grave errore guastare il clima unitario che si era generato. Anche perché era stato il frutto di un lavoro molto importante. Detto questo, noi abbiamo fatto tutto ciò che andava fatto per garantire l’ unità e per sostenere la candidatura alla segreteria provinciale di Luca Fantini. Non guardando mai a logiche di componente, ma sostenendo un progetto politico, che poi è quello di Nicola Zingaretti. Ma è evidente che non potevamo e non possiamo permettere che chi ci ha messo la faccia con generosità e altruismo, come Francesco De Angelis, possa essere oggetto di polemica».

Chiaro il riferimento a Francesco De Angelis. Il ragionamento di Buschini è questo: il leader di Pensare Democratico da novembre ripete che il congresso doveva superare la logica delle correnti e l’impegno unitario andava in questo senso. Dunque lo “strappo” di Antonio Pompeo e Simone Costanzo è inspiegabile.

Continua Buschini: «Ripeto: considero sbagliato aver rotto quel clima unitario che si era costruito. A questo punto che succede? Che si va avanti con il congresso. Da parte nostra non c’è alcuna volontà di prevaricazione nei confronti di altri. Ma va rispettato il lavoro di chi in questi mesi si è impegnato per costruire un percorso unitario e costruttivo. Di sintesi. Un’ultima cosa: tutti noi ricopriamo ruoli politici ed istituzionali. Il che vuol dire che dobbiamo avere chiaro il concetto che è fondamentale avere chi ricopre ruoli politici all’interno del Partito. Per la gestione dello stesso, che è una cosa importante, fondamentale e difficile. Chi ricopre il ruolo di direzione politica merita rispetto».

MAURO BUSCHINI

Dichiarazioni, quelle di Mauro Buschini, che non vanno esattamente nella direzione di una “pace” ritrovata.

Dopo la celebrazione del congresso si capiranno meglio gli equilibri e soprattutto i futuri scenari all’interno dei Democrat. A questo punto è stato deciso anche di bloccare la raccolta di firme sul documento di Mauro Buschini e Sara Battisti. Un documento di “rotturanei confronti dell’area di Pompeo e Costanzo.

Il “contrordine compagni” ha una data di scadenza: il 31 luglio. Per il resto la resa dei conti è soltanto rinviata. In autunno. O perfino prima. 

Scalia resiste alle “tentazioni”: «Non rientro»

FRANCESCO SCALIA. FOTO © PAOLO CERRONI / IMAGOECONOMICA

«La residenza? L’ ho mantenuta a Ferentino. E poi non torno in politica, ho fatto una scelta di vita». L’ ex senatore Francesco Scalia taglia corto a proposito del “ martellamento”  di indiscrezioni.

L’ ultima delle quali lo vedrebbe in corsa per la candidatura a sindaco di Sora. Ma c’ è pure chi prevede un suo ritorno in campo alle prossime elezioni di Ferentino. O di Frosinone. Per non parlare di chi tratteggia scenari di un ritorno attivo nel Partito.

Rileva Francesco Scalia: «Non c’ è alcuna possibilità di un mio rientro in politica. E men che meno di una candidatura a sindaco di Sora o di un altro Comune».

Quindi prosegue: «Due anni fa, dopo le elezioni politiche del 4 marzo 2018, ho preso la decisione di chiudere una fase della mia vita. I presupposti e le motivazioni non sono cambiati».

Alle politiche di due anni e mezzo fa Francesco Scalia fu candidato fuori provincia e in  posizione non eleggibile. Una circostanza che non ha dimenticato e che ha fatto notare anche a Matteo Renzi, allora leader del Partito Democratico. Sottolineando proprio il fatto che il Pd non aveva tenuto in considerazione né il lavoro svolto nella precedente legislatura né le istanze del territorio.

Infatti i Democrat non hanno eletto parlamentari della provincia di Frosinone. Pur avendo allora tre parlamentari uscenti. Chiosa Scalia: «La stagione politica del sottoscritto è terminata».

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