Un calcio alla burocrazia: varata la Delibera che abbatte i tempi in zona Sin

Rivoluzione ad Anagni. Il Comune mette a punto con il Ministero una Delibera che riduce a 90 giorni i tempi d'attesa per le costruzioni industriali anche in zona vincolata dal Sin. Fortissimo impulso alle imprese. Sarà applicabile anche nei centri vicini ed in tutte le località d'Italia sotto Sin.

Si è stancato di aspettare. Di vedere le industrie che bussano alla sua porta e poi vanno via. Di assistere a progetti che poco alla volta si dissolvono davanti ai suoi occhi, portando via posti di lavoro ed economia per il territorio. Tutta colpa dei tempi. Troppo lunghi quelli necessari per le industrie che vogliono l’autorizzazione a produrre in provincia di Frosinone. Il doppio che in altre zone d’Italia, c’è chi ha aspettato cinque anni. Lo hanno denunciato i sindacati  (leggi qui), sulle responsabilità hanno litigato il presidente della Provincia Antonio Pompeo (qui le accuse alla Regione) ed il Governatore del Lazio Nicola Zingaretti (qui l’affondo di Zingaretti alla Provincia).

Daniele Natalia

Ora con un colpo solo il sindaco di Anagni assesta un calcio alla burocrazia. Manda all’aria tonnellate di carte, centinaia di timbri, anni di attesa. Almeno per la parte di sua competenza: si fa tutto in 90 giorni. In pratica nulla se si considera che il suo territorio è in piena Valle del Sacco, c’è dove è vietato anche piantare un filo d’erba se non si fanno prima gli esami per l’inquinamento. (leggi qui Le due grandi occasioni perse dalla politica per battere un colpo).

La Giunta Comunale di Anagni nelle ore scorse ha approvato una delibera che permetterà agli uffici comunali di rilasciare i titoli edilizi entro 90 giorni. Bisognerà preventivamente consegnare la documentazione necessaria ed il Comune (e gli altri Enti) avrà tre mesi per verificare quanto autocertificato.

«Questo – conferma il sindaco Daniele Nataliaconsentirà nel nostro territorio di sbrogliare la matassa e sburocratizzare i procedimenti che sembravano essersi incancreniti per la mancanza di direttive e per la paura di prendere decisioni realmente incisive».

Dove sta il problema nel quale si incagliano molte delle richieste? Nelle linee guida emanate dal Ministero dell’Ambiente nel 2017. Sono quelle relative al Bacino SIN 40, quello della Valle del Sacco. «Non contengono indicazioni precise né chiare procedure operative da seguire – spiega il vice sindaco Vittorio D’Ercoleper quel che riguarda il rilascio di titoli edilizi su terreni soggetti alla normativa SIN», cioè la normativa sui siti talmente inquinati da essere considerati di interesse nazionale.

Vittorio D’Ercole

Non solo. La Regione Lazio, qualche mese fa ha approvato nuove linee guida dettando alle amministrazioni gli indirizzi con cui applicarle. Procedure che possono essere applicate anche in zona SIN ma senza dare indicazioni precise sul rilascio dei titoli edilizi. «Assistiamo, pertanto, – sottolinea il vice sindaco Vittorio D’Ercolead un rimpallo di competenze tra gli organi preposti che demoralizza non poco gli investitori ed i privati proprietari dei terreni in quanto crea inevitabilmente uno stallo nell’avanzamento dei procedimenti edilizi». In pratica, si blocca tutto. Ed i progetti sfumano.

Gli uffici del Comune di Anagni si sono trovati più volte nell’impossibilità di evadere o concludere procedimenti. Proprio a causa dell’assenza di riscontro. In pratica: chiedevano i documenti necessari ma nessuno gli rispondeva. Da qui la necessità di stabilire modalità operative concrete nel rispetto dei termini di conclusione dei procedimenti dettati dalle leggi.

Nasce da qui la Delibera di Giunta che rivoluziona la procedura. E rischia di imporre un passo simile anche ai Comuni dell’intera Valle del Sacco. La delibera indica precise linee di indirizzo, nel solco delle linee guida nazionali e regionali, nel rispetto del Codice dell’Ambiente. «In questo modo – sottolinea il vice sindaco – possono essere rispettati i tempi di conclusione delle pratiche edilizie da parte dei nostri uffici. La deliberazione verrà discussa anche in consiglio comunale, risulta senza alcun dubbio un punto a favore dell’amministrazione Natalia, in quanto per la prima volta si stabiliscono direttive per degli uffici comunali in tale materia andando a colmare la carenza normativa in ambito SIN».

Come si è arrivati a scrivere il testo della delibera? Si sono messi per mesi intorno ad un tavolo il sindaco Daniele Natalia ed il vice, entrambi avvocati. Con loro, i tecnici dei settori comunali competenti. Insieme hanno dato vita ad un confronto giuridico e tecnico con gli uffici Ministeriali. Una volta definita la bozza hanno organizzato una Conferenza di servizi presso il Ministero dell’Ambiente.

La delibera ora deve passare in Consiglio

La risposta dei burocrati è stata quella che più ha sorpreso. Sono stati attivi, hanno suggerito indicazioni tecniche da far rispettare al soggetto che presenta la richiesta. Si sono resi disponibili ad aprire uno specifico tavolo settoriale per esaminare i tutte le pratiche che ad oggi non hanno avuto riscontro né da parte della Provincia di Frosinone né da parte del Ministero.

Con l’approvazione di questa delibera l’amministrazione Natalia si pone all’avanguardia in materia di politica ambientale e di programmazione economica sui territori. Crea in questo modo un modello da seguire a livello nazionale per altri amministratori delle zone SIN.

«Riteniamo – spiega il sindaco Daniele Natalia di avere fornito finalmente una risposta efficace ai territori che fino ad oggi hanno visto le possibilità d’investimento e sviluppo vincolate da una normativa pressante, restrittiva ed elefantiaca».

Restando all’interno delle normative vigenti in materia, è stato aperto così uno spazio importante sul fronte degli investimenti industriali.

Sottolinea il sindaco: «Siamo sempre stati assertori di una politica capace di salvaguardare tanto l’ambiente quanto gli investimenti sul territorio. Oggi è innegabile che la normativa SIN abbia più di qualche stortura da correggere, inevitabile in questa situazione apportare, con gli strumenti che abbiamo a disposizione come amministratori, qualche correzione. Il territorio di Anagni risulta essere ancora attrattivo, abbiamo il compito di consentire a chi vuole investire di farlo con serenità, se non si vuole fare questo allora si fallisce su tutta la linea».

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