Sfida “mondiale” a Pescara, Nesta può inguaiare Oddo

Trasferta a Pescara per il Frosinone. Tiene banco il confronto tra gli allenatori, campioni nel 2006 e compagni nel Milan che vinceva tutto. Il tecnico degli abruzzesi rischia la panchina.

Alessandro Salines
Alessandro Salines

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Il destino a volte è proprio crudele se mette di fronte due amici, compagni di tante avventure. Ed uno può decidere la sorte dell’altro. Ma il calcio come la vita non guarda in faccia nessun. E i sentimenti spesso finiscono all’angolo. D’altronde il famoso “mors tua, vita mea” non è stato inventato ieri. E così Pescara-Frosinone all’Adriatico diventa la sfida anche tra Massimo Oddo e Alessandro Nesta. Due Campioni del Mondo nel 2006 con la Nazionale di Lippi e compagni nel Milan di Ancelotti-Allegri che ha vinto trofei a iosa.

Una sfida cruciale per il futuro di Oddo, partito malissimo con il suo Pescara, ultimo con 1 punto nelle prime 4 giornate (solo 2 gol realizzati e ben 9 incassati).

PESCARA-FROSINONE DEL LUGLIO SCORSO. FOTO © MASSIMO MUCCIANTE

Un altro passo falso potrebbe essere fatale al tecnico degli abruzzesi pure se il presidente Daniele Sebastiani gli ha rinnovato la fiducia.

Oddo-Nesta, terza da allenatore

Sono coetanei (44 anni) ed hanno condiviso tanto da calciatori, tra l’altro entrambi difensori. A partire dalle squadre di club, Lazio e Milan. Oddo e Nesta hanno giocato insieme con la formazione rossonera per due stagioni e mezza tra il 2007 ed il 2011. Oltre che in nazionale. Fianco a fianco hanno disputato 62 gare (48 col Milan e 14 in azzurro). Grandi gioie, un rapporto solido continuato nel tempo. Il trionfo al Mondiale 2006 resta la vittoria più bella.

Ma Oddo e Nesta hanno anche vinto tutto o quasi (scudetto, Champions, Supercoppa italiana ed europea e Coppa del Mondo). Questo con i colori rossoneri. Poi hanno iniziato la carriera di allenatori e si sono incrociati a Perugia. Oddo nell’estate 2019 ha sostituito proprio Nesta destinato a Frosinone.

Alessandro Nesta. Foto © Mario Salati

All’Adriatico sarà il terzo confronto tra i due amici-allenatori. Il bilancio è in parità con una vittoria ciascuno. Nesta ai tempi del Perugia ha battuto Oddo che guidava il Crotone. La scorsa stagione invece il successo dell’ex terzino in Perugia-Frosinone. Ora Nesta può spingere nel baratro Oddo. Al contrario Oddo ha la chance di rilanciarsi. Al campo l’ardua sentenza.

Nesta ha parole dolci nei confronti del suo amico-rivale: «E’ sempre un piacere incontrarlo. Un ottimo allenatore – afferma il trainer in conferenza – Massimo è stato compagno di squadra, un gran bravo ragazzo. Debbo dire che noi ci seguiamo sempre. E poi sono curioso di conoscere anche che tipo di calcio propongono quegli ex compagni. Compagni diventati allenatori e con i quali c’è un rapporto duraturo nel tempo».

Parola d’ordine: continuità

Frosinone-Entella, Brighenti sul pallone, è mancato solo il goal

Se il Pescara è in crisi, il Frosinone arriva all’appuntamento in serie positiva (2 vittorie ed 1 pari). E dopo la gara dominata con l’Entella ma senza trovare il gol. La squadra giallazzurra è in crescita e sembra aver ritrovato delle certezze. Non caso Bardi è imbattuto da 303’. L’ultimo gol subito da La Mantia al 57’ di Frosinone-Empoli 0-2 del 26 settembre scorso. Da cui si sommano i residui 33’ di quella gara e le intere vinte a Venezia (2-0), in casa sull’Ascoli (1-0). Poi contro la Virtus Entella (0-0). A Pescara i canarini cercano continuità di gioco. E risultati per confermarsi nei piani alti di una classifica ancora tutta decifrare. (Leggi qui Riaccendere la fantasia di Ciano: la miccia delle punte).

Classifica con alcune “big” in ritardo come Lecce, Spal, Brescia e Monza. «Come tutti gli anni, prima che le squadre riescano ad esprimere tutto il loro potenziale trascorre un po’ di tempo – è il parere di Alessandro Nesta –. E’ fisiologico. Dobbiamo aspettare qualche settimana ancora prima di vedere la forza di ogni squadra».

L’ultima partita ha messo in mostra un Frosinone aggressivo e pimpante che ha schiacciato l’avversaria per tutti e 90 i minuti. E’ mancato solo il gol. Un particolare non da poco. Un difetto che i ciociari si portano dietro dalla stagione scorsa. Si fatica a segnare. Serve maggiore lucidità. Troppa imprecisione. «I ragazzi sono delusi e arrabbiati nel modo giusto – rivela Nesta –. Tutti hanno avvertito il rammarico di non aver portato a casa la vittoria. La squadra è consapevole che sta accrescendo la qualità di gioco e la padronanza del campo. Ha imparato a non far uscire l’avversario dalla propria metà campo. Passi in avanti sono stati fatti e sappiamo che dobbiamo compierne altri».

Partita indecifrabile

ANCORA UN FRAME DI PESCARA-FROSINONE DI LUGLIO . FOTO © MASSIMO MUCCIANTE

Malgrado la classifica e la differenza di punti il match si presenta equilibrato. Il Pescara si gioca tanto e non lascerà nulla d’intentato per uscire dal tunnel della crisi. I recuperi di Maistro e Galano regalano fiducia. Troverà comunque un Frosinone sereno che in trasferta arriva da 4 successi di fila se si considerano i playoff.

«E’ normale ricevere le critiche quando le cose non vanno, ma in questo momento occorre compattezza – sostiene Massimo Oddo –. Non cerco alibi, è un Pescara troppo brutto, la responsabilità è solo mia. Fa piacere ricevere la stima del presidente nonostante questa situazione. Le sorti degli allenatori sono legate ai risultati. Per fortuna che abbiamo recuperato Galano e Maistro. Il Frosinone è una squadra forte, dalle grandi qualità e con giocatori di valore. Oltre che guidata da un allenatore che conosco benissimo».

Nesta è consapevole delle difficoltà e per questo alza la guardia: «Quando vai a Pescara non puoi sottovalutare la gara. E’ impossibile quando ti trovi di fronte gente come ad Galano e altri. La Serie B è talmente livellata che non puoi prendere sottogamba nessuno. Puoi sbagliare partita perché l’avversario ti sorprende. Ma farlo perché hai sottovalutato l’avversario è impossibile». Per il Frosinone poi è una trasferta storicamente ostica e non vince a Pescara da 14 anni. Nei 9 confronti in Abruzzo il bilancio è di 4 vittorie biancazzurre (ultima 2-0 nella Coppa Italia 2016/17), 4 pareggi (ultimo 1-1 nella Serie B 2019/20). Poi 1 successo ciociaro (2-0 nella Serie B 2006/07). Nelle ultime 5 sfide al Cornacchia padroni di casa sempre in rete (10 gol totali).

Le scelte dei due tecnici

Alessandro Nesta Foto © Emiliano Grillotti

Nesta sta messo meglio di Oddo che recupera Galano e Maistro. Tuttavia non potrà contare su elementi di livello come Nzita, Asencio, Bellanova, Antei, Di Grazia e Ceter. Il tecnico giallazzurro invece ha ampia scelta in tutti reparti. E dovrà solo valutare la tenuta fisica dei suoi giocatori alla terza partita in una settimana. «Questa è la prima volta nella stagione in corso che giochiamo tre partite in 8 giorni – osserva Nesta –. I giocatori non sono ancora abituati al ritmo di impegni così ravvicinati. Ma qualcuno dovrà pure giocarle». Oddo dovrebbe passare al 3-5-2. Fiorillo in porta Drudi, Bocchetti (uno degli ex) e Jaroszinki, in difesa. Masciangelo e Maistro esterni. Omeonga, Valdifiori e Busellato in mezzo al campo. Bocic e Galano in attacco.

Nel Frosinone tanti dubbi. Scontato il modulo (3-5-2) in difesa dovrebbe rientrare Curado con le conferme di Ariaudo e dell’ex Capuano. Turno di riposo per Brighenti. Sulle fasce Salvi o Zampano a destra (altro ex) e Beghetto o D’Elia a sinistra. In cabina di regia potrebbe toccare di nuovo a Maiello. Per lui sarebbe la terza partita in una settimana. Le alternative sono Vitale e Kastanos mentre il neo arrivato Carraro non è ancora pronto. Mezzali Rohden e Tabanelli o Kastanos. Ma qualche chance potrebbe averla anche Tribuzzi. Out Ardemagni per una cervicalgia, in attacco non mancano le alternative.

Potrebbe partite la coppia Ciano-Novakovich. «Tutti gli attaccanti devono capire che sono importanti – continua Nesta –. Pochi allenatori possono permettersi di avvicendare due punte al 60’ con altre due dello stesso livello. Abbiamo cinque cambi. Quindi c’è la possibilità di far entrare chi rimane fuori dall’inizio. E dal 70’ in poi ci troviamo a giocare un’altra partita, farlo con due punte fresche è un grande vantaggio. Bisogna solo capire il meccanismo».