I protagonisti del giorno. Top e Flop del 3 luglio 2020

Top e Flop. I protagonisti della giornata appena conclusa. Per capire meglio cosa ci attende nelle prossime ore

TOP

ANTONIO POMPEO

I rifiuti di Roma stanno occupando i pochi spazi rimasti nella discarica di Roccasecca ad un ritmo 7 volte maggiore di quelli della provincia di Frosinone. A Roccasecca restano 13.000 metri cubi: se l’immondizia della Capitale continuerà ad essere conferita presso la struttura della Mad, significa che tra venti giorni tutti gli spazi saranno esauriti. (leggi qui Pompeo dice stop: “Non c’è più posto a Roccasecca per i rifiuti di Roma”).

ANTONIO POMPEO

Quando invece, senza i rifiuti di Roma, la discarica avrebbe potuto ospitare l’immondizia dei 91 Comuni ciociari fino al 2026. Una situazione assurda, perché significa che questo territorio potrebbe conoscere un’emergenza senza precedenti per responsabilità della incommentabile Amministrazione guidata dalla sindaca Virginia Raggi.

Ci ha pensato il presidente della Provincia Antonio Pompeo a sollevare il serio e grave problema, nel silenzio di tutti quanti gli altri. Ma quando è che il Comune di Roma si assumerà una qualche responsabilità? Quando Virginia Raggi ringrazierà la provincia di Frosinone per aver fatto da pattumiera della Capitale? Quando la Regione Lazio la finirà di soccorrere il Comune di Roma? E quando da questa provincia si tirerà fuori un pizzico di orgoglio?

La legge stabilisce che il ciclo dei rifiuti vada chiuso su base provinciale. Per quale motivo per Roma non vale? Ma soprattutto non sarebbe giusto sotto alcun punto di vista che a pagare il prezzo debbano essere i cittadini della provincia di Frosinone, che rispettano tutte le regole.

Antonio Pompeo ha avuto il coraggio di ribellarsi ai silenzi che avvolgono questa situazione pazzesca.

Ribelle.

ROBERTO DE DONATIS

Il sindaco di Sora è sulla buona strada per superare e “staccare” Francesco De Angelis e Mario Abbruzzese nella speciale classifica dei politici più trasversali del territorio. A Fratelli d’Italia ha detto che è pronto ad essere rieletto sindaco con i voti del centrodestra senza essere mai stato di centrodestra e senza la tessera di un partito della coalizione. (leggi qui De Donatis senza tessera punta a farsi rieleggere dal Centrodestra).

Come? Con la Piattaforma Civica, un contenitore che nelle intenzioni di De Donatis può tenere insieme tutti, dalla Lega al Partito Democratico. Gli è già riuscita quattro anni fa, ottenendo l’elezione, seppure al ballottaggio, ma comunque mettendo insieme pezzi di Pd con pezzi di Fratelli d’Italia e Forza Italia. Tutti senza simbolo di partito ed aggregati intorno al suo progetto amministrativo.

Chissà se nei prossimi mesi il sindaco di Sora proverà perfino a candidare esponenti di estrema destra ed estrema sinistra. Tanto chi se ne accorge? Già la volta scorsa si era giocato splendidamente la partita, ottenendo il sostegno del Psi di Gianfranco Schietroma (che ha provato invano a portarlo nel Partito) e di Mario Abbruzzese, allora incontrastato dominus di Forza Italia. Spaccando naturalmente il Partito Democratico e anche altre forze politiche.

Ma se davvero De Donatis riuscirà ad essere il candidato del centrodestra senza essere un uomo di coalizione, avrà compiuto un capolavoro senza eguali. Come quando Giotto superò Cimabue. Ha tutte le carte in regola per farcela. Massimo Ruspandini (Fratelli d’Italia), Francesco Zicchieri (Lega) e Gianluca Quadrini (Forza Italia) potrebbero dare il via libera. Roberto De Donatis ci crede davvero e a questo punto sogna il record.

Giuseppe Conte chi?

FLOP

ACETO-BIANCHINI

Bravissime, bellissime, competenti, con una collaudata esperienza di Partito. Sempre a destra. Federica Aceto e Ginevra Bianchini sono politiche in carriera a Ceccano. Entrambe di Fratelli d’Italia, hanno avuto un ruolo fondamentale la volta scorsa. Lo continueranno ad avere ancora in futuro.

Palazzo Antonelli Municipio Ceccano

Allora per quale motivo quel cattivone di Alessioporcu.it  le inserisce nel flop? Per un motivo solo: possono e devono aspirare a qualcosa di più che rappresentare la “cartina di tornasole” per i rapporti di forza in città tra Roberto Caligiore e Massimo Ruspandini.

Sulle preferenze personali di Ginevra Bianchini si conterà anche l’ex sindaco Roberto Caligiore, candidato a succedere a sé stesso dopo la parentesi del commissario. Su Federica Aceto si conterà invece il senatore Massimo Ruspandini. Il quale sostiene convintamente Caligiore, ma è dell’opinione che è sempre meglio far vedere chi è che comanda.

Caligiore ha capito che con il rancore non si va da nessuna parte e ha fatto finta di non capire che il pollice verso di Ruspandini determinò le dimissioni di massa.

Ginevra Bianchini e Federica Aceto sono politiche validissime. Andrebbero tolte da una conta politica in ogni caso imbarazzante. Se invece sono convinte che questa sfida sia importante, libere di andare fino in fondo. Ma non sarebbe una pagina esaltante.

Strumentalizzate.

VIRGINIA RAGGI

La sindaca di Roma è l’emblema del fallimento politico, storico, amministrativo e culturale del Movimento Cinque Stelle. Ha incarnato il “bluff” di una forza politica naufragata su ogni lato: reddito di cittadinanza, lotta alla casta, sviluppo del Paese, politica industriale. Ma quello che è successo a Roma è andato oltre.

Goffredo Bettini e Virginia Raggi

Si fa fatica a riconoscere la Capitale sinceramente. In questo precipizio politico i rifiuti rappresentano il biglietto da visita dell’incapacità di governo della giunta Raggi. Non ha ancora risolto il problema della discarica. Forse lo farà entro la fine dell’anno. Ma comunque dopo avere spremuto all’osso le province.

Alla sindaca non può fregare di meno che la provincia di Frosinone rischia un’emergenza immondizia per il fatto di essersi fatta carico del pattume capitolino. Ma quello che più indigna è l’arroganza politica di una sindaca che non ha mai sentito il bisogno di ringraziare le Amministrazioni ciociare che le hanno tolto sistematicamente le castagne dal fuoco.

Ora però basta. Se non è in grado di amministrare (e non lo è) vada a casa. Trovi l’orgoglio delle dimissioni.

Disastrosa.

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