Cronache Ceccanesi – Dai dissidenti alla strana coppia, lo strano straniero e Corsi in Provincia

Le cronache dalla Contea. Il gruppo dei dissidenti (e noi lo avevamo detto da tempo). Lo strano straniero. Il do ut des tra Comune e Provincia che spiazza il senatore...

E nacque il gruppo dei dissidenti…

«A me, nessuno ha formalizzato ancora nulla» tuonava al telefono nei giorni scorsi il sindaco di Ceccano, Roberto Caligiore. Negando così le tensioni all’interno della sua lista, anticipate da Alessioporcu.it (leggi qui Ceccano: vince la puzza. Strappo in aula e nasce il nuovo Gruppo. E alle provinciali…e leggi anche qui Sette mesi da senatore, sette mesi senza vice sindaco)

Negava le fibrillazioni, gli incontri al La Fontaine di Frosinone (leggi qui Dalla fumata nera alla possibile soluzione: Savoni in giunta con l’equilibrio fragile). E pure i pugni sulla sua scrivania (leggi qui Il vicesindaco è Sodani (e l’avevamo detto): ma non sapete dei pugni…)

 

Nasce il gruppo dei dissidenti‘ titolava questa mattina la collega Luana Compagnone sulla pagina di Ceccano di Ciociaria Oggi. Annunciava che Fiorella la bionda Tiberia, Colombo il plurilaureato Liburdi e Roberto il furioso Savy hanno sancito lo strappo con la Lista Caligiore e la fine definitiva della civica che portava il nome del sindaco: la più votata delle scorse comunali.

O ci avevamo visto giusto o quello che scriviamo è falso ma si avvera entro poco tempo.

 

La lista ha già perso due consiglieri (il primo a fare le valigie è stato il capogruppo Angelo Aversa, uomo di fiducia del sindaco), un assessore (l’unica eletta della giunta) e il primo dei non eletti.

I fuoriusciti ci tengono a mettere in chiaro che escono ma «restando leali alla maggioranza». E «valuteremo di volta in volta se votare o meno in aula». Come a dire: stavolta vi facciamo ballare la rumba.

Il sindaco Caligiore è avvisato.

 

Lo straniero che non è straniero

È di qualche giorno fa uno spiacevole fatto di cronaca avvenuto in città: un richiedente asilo, ospite in una struttura gestita dalla cooperativa Diaconia, è venuto alle mani in pieno centro con il dipendente d’un distributore di carburanti.

In città è divampata la polemica contro gli immigrati. Il vice capogruppo della Lega a Montecitorio Francesco Zicchieri ha espresso solidarietà e vicinanza al benzinaio, il senatore Massimo Ruspandini ha protestato vibratamene, il sindaco Roberto Caligiore ha energicamente ottenuto l’allontanamento del cittadino africano che è sotto tutela umanitaria.

E in serata Caligiore ha tenuto una riunione per parlare dello Sprar (la convenzione tra Comune e prefettura, per l’accoglienza dei migranti, a cui Ceccano ha aderito) coinvolgendo anche le terze e quarte file.

Però: nessuno ha visionato i filmati che invece i carabinieri hanno esaminato (senza prendere provvedimenti a carico del cittadino di colore). Lo straniero, si è scoperto, ha la patente (ma vuoi vedere che è uno che sta da queste parti da un bel po’…). Anche perché ha una compagna Ceccanese, dipendente della stessa Coop. E presto diventerà anche padre.

Sicuri che fosse proprio straniero, straniero?

 

La strana coppia

Rino Liburdi e Luigi Compagnone si fanno vedere sempre più spesso insieme. Politicamente sono agli antipodi, uno in Forza Italia, l’altro con i Socialisti di Schietroma ed un passato nel PCI e DS.

Ufficialmente collaborano su alcuni progetti di respiro europeo per via delle rispettive professioni: uno è avvocato, l’altro architetto.

Qualcuno (Giulio Conti, capogruppo Pd) è pronto a scommettere che ci sia altro… specie in vista del 2020.

Convergenze parallele.

 

Corsi alla Provincia

Il presidente del consiglio Ceccanese, in una delle tante riunioni di maggioranza per trovare la quadra fece sobbalzare i due sindaci della città (quello eletto Roberto Caligiore e quello che gli ha spianato la strada Massimo Ruspandini). Motivo del sussulto: aver avanzato la sua candidatura alla Provincia. Con una lista civica o quella di Alfredo Pallone, suo rifermento politico.

Questo ha gettato nel panico il senatore che ha un accordo per sostenere Daniele Maura nella lista di FdI. E se il presidente d’aula dovesse candidarsi, il senatore si troverebbe nella dolorosa situazione di Salomone che minacciò di dividere in due con la spada il bambino per darne metà ciascuna alle due donne che lo reclamavano.

Caligiore è preoccupato perché che teme l’ascesa di un’altra figura politica.

Ma pare che alla fine nella retromarcia sul rimpasto, Marco Corsi abbia avuto il lascia passare per palazzo Iacobucci, in Piazza Gramsci a Frosinone.

Do ut des.

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