L’esordio grigio per i neo assessori di Paola Villa

Come si legge, dal punto di vista politico, la nomina dei nuovi assessori a Formia. Le opposizioni mirano sul voto al Bilancio. Il Pd di Moscardelli apre alla dottrina Bartolomeo

La grigia e deserta aula consiliare del comune di Formia è stata lo sfondo per la presentazione dei nuovi assessori nominati in Giunta dal sindaco Paola Villa. Niente folle, niente pubblico: il Covid e la seconda ondata di contagi hanno tolto buona parte della passione al dibattito politico. Così il sindaco ha presentato ai cronisti i neo assessori alle Politiche sociali ed ai Lavori Pubblici: la 44enne Maria De Tata ed il 54enne Giovanni  Melchionna, senza pubblico e senza aficionados. (Leggi qui La contromossa di Villa che spiazza quelli del Bajamar).

Sugli scranni dell’aula consiliare del comune sedevano soltanto due consiglieri comunali di maggioranza. A fare compagnia ai giornalisti silenziosi ed imbarazzati c’erano il segretario generale Alessandro Izzi, il neo capogabinetto del sindaco nell’ottima veste di responsabile del cerimoniale, Mario Taglialatela. Con loro, il dirigente dell’avvocatura interna Domenico Di Russo.

A bassa voce l’hanno dovuto ammettere, facendo fatica a circoscrivere la loro curiosità: «Siamo qui per capire chi sono i nuovi assessori. Non sappiamo davvero chi siano». Nulla sintetizza meglio il clima e lo stato d’animo dei vertici dell’ente comunale.

La sfida di Paola ai logoratori

La conferenza stampa di presentazione

La nomina dei due assessori è la risposta a bruciapelo di Paola Villa al vertice con cui tentare di logorarla e spingerla a gettare la spugna. Un vertice che aveva riunito all’hotel Bajamar tutte le opposizioni, tranne il Pd. (Leggi qui “Stressiamo Villa in consiglio e spingiamola a mollare”).

Alla nomina dei due nuovi assessori De Tata e Melchionna era seguito anche un rimpasto delle deleghe con una loro redistribuzione. Non concordata con la maggioranza. Sul punto Paola Villa è stata chiara dal giorno del suo insediamento: lei ne risponde ai cittadini – elettori. Lei decide sulla sua squadra di governo. I Gruppi possono non essere d’accordo e glielo dicono in Aula, con il loro voto. Cosa che puntualmente è accaduta in questi mesi, riducendo l’amministrazione alla bombola dell’ossigeno.

I segnali più evidenti mandati al sindaco: gli abbandoni dei consiglieri Antonio Capraro e Giovanni Costa; l’amletica posizione della lista di “Ripartiamo con voi” che ha ritirato dalla Giunta gli assessori dimissionari Pasqualino Forte e Alessandra Lardo ma sostiene la maggioranza. (Leggi qui “Ripartiamo” non stacca la spina a Villa. In consiglio la crisi va in stand by).

C’è un solco, nonostante quell’appoggio condizionato. L’ha evidenziato la pericolosa indifferenza che ha accolto nell’aula consiliare del comune i neo assessori De Tata e Melchionna.

Covid, tensioni e poco colore

Maria De Tata

Un po’ il Covid, un po’ il clima politico, questa presentazione dei nuovi assessori è stata grigia. Abitualmente le famiglie dei nuovi nominati sono tutte griffate dai capelli all’unghia dell’ultimo dito dei piedi. E invece i neo assessori, speranzosi che i cronisti chiudessero quanto prima i taccuini e gli operatori  tv le loro telecamere, avevano al fianco il sindaco di Formia. Ma non c’era nessuno della propria famiglia… che fosse un marito o una moglie, un’amante o un fidanzato.

L’unica eccezione, che non conferma la regola, è stata rappresentata dalla sola partecipazione del fratello dell’assessore De Tata, Antonio. Attento ed elegante ad evitare gli sguardi dei giornalisti. Questo per la circostanza, nota, di essere “un amico carissimo e di vecchia data” (ed elettore) del presidente del consiglio comunale Pasquale Di Gabriele. Il primo che in maniera lampante ha deciso di non essere in Aula. E di rimanere a lavorare nel suo studio legale di via della Conca, nell’ora della conferenza stampa. 

Con la presentazione dei due neo assessori Villa ha ribadito di aver respinto e resistito da una parte alle provocazioni di «tutte le  minoranze». E dall’altra di aver confermato un dato. Che le dimissioni dei tre migliori esponenti della sua ultima Giunta (Forte, Lardo e Paolo Mazza) rappresentano ormai il suo passato remoto.  Piangere sul latte versato non serve più nulla. E dal sindaco neppure una parola, o mezza, di ringraziamento per il lavoro svolto dai suoi tre ex assessori.

Il garbo istituzionale di Kristian

Giovanni Melchionna

A farlo ci  ha  pensato, ricorrendo ad una sufficiente dose di garbo istituzionale, il solo assessore al turismo Kristian Franzini. Cioè il fedelissimo del sindaco di Formia. Ringraziando per la conferma in Giunta «a nome dei colleghi Carmina Trillino, Orlando Giovannone, Biagio Attardi», ha  sottolineato la bontà dell’operato del solo assessore dimissionario all’urbanistica Paolo Mazza.

Forse per un pizzico di opportunismo. Perché da Mazza ha ereditato la pesantissima delega al Demanio. Che per una città di mare come Formia è equivalente (o quasi) a quella per la pianificazione urbanistica. Delega, che insieme alla Rigenerazione Urbana, il sindaco ha deciso di avocare a sé.

Spaesato e sincero è apparso il 54enne architetto Giovanni Melchionna. E’ originario di Ariano Irpino, in provincia di Avellino. Ma tra Formia e Gaeta ha cambiato diversi domicilii. E’ interessato a dare una mano per migliorare il volto, decisamente in affanno, del territorio formiano. Si occuperà di Lavori Pubblici, Mobilità alternativa e sostenibile, Viabilità e Trasporti.

Ma tra tanti inutili giri di parole è arrivato sempre ad una sola conclusione condita da tanta umiltà francescana: «Faccio l’architetto, è questo il mio mestiere». Evviva la sincerità.

De Tata subito “sul pezzo”

Paola Villa

Più dinamica l’auto presentazione dell’assessore alle Politiche sociali, Maria De Tata. A suo dire  il comune di Formia deve promuovere al più presto una serie di protocolli d’intesa con le forze dell’ordine. Deve farlo per fronteggiare più incisivamente fenomeni sociali come il bullismo e le varie forme di violenze contro le donne. Donne che, a causa del Covid 19, non ce la fanno più. L’ente deve anche effettuare una ricognizione degli anziani ma anche dei giovani e diversamente abili che hanno bisogno di aiuto.

L’essere stata sinora presidente dell’associazione antiviolenza “Mai più Vittima” potrebbe  agevolare il compito del neo assessore. A cui sono state conferite anche le deleghe alle Politiche della famiglia, Welfare, Sanità, Pari opportunità, Violenza di genere e, appunto, Servizi demografici e statistici.

Il fortino di quelli del Bajamar

Il Bajamar di Formia

Il tavolo politico del Bajamar intanto ha cerchiato sul calendario la data del 30 novembre. E’ il termine ultimo per l’approvazione della salvaguardia degli equilibri di Bilancio. E’ uno dei pochi argomenti, insieme al Bilancio di Previsione, che se non  dovesse approvato con maggioranza qualificata indurrebbe lo scioglimento anticipato del Consiglio comunale. Questo anche ricorrendo ad un’eventuale proroga Prefettizia di 20 giorni. E di questo adempimento sono a conoscenza il sindaco di Formia. Ma anche la componente Costiana di “Ripartiamo con voi”.

Componente che al momento con il consigliere Lino Martellucci mantiene il numero legale in commissione bilancio. Ma che non esclude di percorrere altre strade. Questo qualora intravvedesse all’orizzonti “progetti politico-elettorali alternativi”.

A credervi, più del capogruppo consiliare Claudio Marciano, è il segretario provinciale del Partito Democratico Claudio Moscardelli. Sta sostenendo la tesi dell’ex sindaco Sandro Bartolomeo. Tesi sul Pd di Formia. «Se non decide di far parte di una coalizione di larghe intese, anche con forze politiche di altri schieramenti, rischia di fare la fine del partito di Fondi. Partito che da 26 anni è all’opposizione».

La via Moscardelli anti Paola

Il senatore Claudio Moscardelli. Foto: Salvatore Contino

Nelle prossime ore il senatore Moscardelli è atteso a Formia per incontrare la sua componente in seno al circolo cittadino del Pd. Circolo in cui esprime il presidente, il primo dei non eletti della lista Gennaro Ciaramella.

Moscardelli nei giorni scorsi era stato durissimo nei confronti due sindaci civici, quelli di  Latina e di Formia, Damiano Coletta e Paola Villa. Aveva censurato un certo tipo di civismo. Non quello di Fratelli d’Italia a Terracina o del Pd a Minturno e a Sezze. Ma il civismo condito da tanta autoreferenzialità che rifiuta a aprioristicamente la forza dei partiti: «Le esperienze dei governi  di  Latina e Formia sono purtroppo fallimentari. La gestione delle Giunte – ha concluso il segretario provinciale del Pd – è quella di un fan club. Club all’interno del quale è inesistente l’incapacità nei rapporti di coalizione, i cui componenti diventano spaccati, inibiti, annichiliti e, peggio, asserviti».

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