Giulio Conti: «Tonino faccia spazio ad Angelino». E poi chissà

Il segretario del Pd Ceccano ritiene inaccettabile che «Aversa se ne vada ogni volta dopo aver preso la presenza». Preferirebbe vedere entrare in Consiglio Stella: il primo dei non eletti della coalizione di Corsi. Lui è il secondo. Il portavoce civico del Partito democratico? Continua a complimentarsi con la Giunta di centrodestra guidata dall’ex alleato Caligiore. Soprattutto con l’assessore Del Brocco

Marco Barzelli

Veni, vidi, scripsi

La questione non è nuova né la sola. E la risolleva all’improvviso il Segretario del Pd di Ceccano Giulio Conti: «Non è normale che il consigliere Tonino Aversa se ne vada ogni volta dopo aver preso la presenza. È ora di finirla». Ce l’ha con il più votato (255 preferenze) della lista Marco Corsi Sindaco: la civica con la quale fece squadra il Pd alle scorse elezioni Comunali nel tentativo di sbarrare la strada della rielezione al Centrodestra guidato dal sindaco Roberto Caligiore (Fd). Aversa si è dichiarato indipendente sin dalla rielezione.

Il Caligiore 1 era stato affossato nel 2019 proprio da Corsi e Aversa, all’epoca esponenti di maggioranza, firmando le dimissioni in massa assieme all’opposizione. C’erano le firme di tutti gli esponenti di minoranza tranne l’allora consigliera Manuela Maliziola: rifiutò di fare al primo cittadino quanto fecero anche a lei quand’era sindaca. In entrambe le occasioni, tra i dimissionari, c’era anche Conti.

Marco Corsi e Tonino Aversa

Ora il non rieletto Giulio Conti non sopporta più «il fatto che Aversa non stia facendo il consigliere comunale, perché risponde all’appello e se ne va». A questo punto preferirebbe vedere in Consiglio il primo dei non eletti della coalizione di Corsi: l’inossidabile Angelino Stella, amministratore di lungo corso nelle precedenti amministrazioni di centrosinistra.

Il resto dell’attuale opposizione? «Resta, ma non brilla di certo – va a ruota libera Conti -. In Consiglio bisogna andare preparati e, magari, dopo una riunione interna al centrosinistra. Ognuno sta andando per conto suo». Eppure, fino a qualche tempo fa, pareva che le cose andassero un po’ meglio nel Campo Largo. (Leggi qui C’eravamo tanto spaccati: si riunisce il centrosinistra, il 49% dell’ex Stalingrado).

Conti contro Aversa

Giulio Conti, segretario del Pd Ceccano

Giulio Conti, al contrario di Tonino Aversa, non è riuscito stavolta a rientrare in Consiglio. O, meglio, il cane sciolto non è stato ammesso nella lista civica del Pd proprio per impedire di fatto che fosse rieletto alle Elezioni 2020.

Lui si è candidato lo stesso ed è risultato primo nella civica Città Nuova, di estrazione socialista, ma 187 voti non sono bastati. Sarebbero bastati invece per far scattare il seggio, soffiandolo al Psi, se fosse stato candidato con i Dem. Da oltre un anno e mezzo, in ogni caso, Conti non si perde un Consiglio comunale. Da poco più di uno, del resto, si è ripreso il Partito diventandone Segretario cittadino.

Ora non tollera più l’atteggiamento di «chi è stato eletto grazie ai voti di tutta la coalizione e non svolge il suo ruolo». Sul conto di Aversa dice ancora di più: «Non lo farebbe mai, ma dovrebbe dimettersi. Farebbe bene a far entrare in Consiglio il primo dei non eletti Angelino Stella».

Il secondo non eletto? Conti

Conti in versione pistolero

Chi è il secondo dei non eletti? Proprio Giulio Conti. Quindi, come si lascia scappare lui stesso, «se si dimettesse anche Corsi, entrerei pure io». Ma non vuole entrare in polemica con Corsi, che sulla carta resta portavoce civico del Pd Ceccano.

Ma è portavoce nel senso che, se condivide un’iniziativa del locale Partito democratico, si fa carico di farla approdare in Consiglio. Perché i civici Democratici per Ceccano, a costo di non rivedere il già capogruppo del Pd tra gli scranni consiliari, non ne hanno centrato neanche uno.

Conti però, con la più classica delle vendette servite fredde, ha rifatto suo ormai da mesi il Partito. È uscito dalla porta ed è rientrato dalla finestra. Apparentemente senza rancore. (Leggi qui  Pd operaio: riapre la sezione storica e non chiude le porte a nessuno).

A proposito di Corsi

Il consigliere comunale Marco Corsi, portavoce civico del Pd

C’è un antefatto. E non è il primo della serie. Marco Corsi, ormai nel campo largo di centrosinistra, continua a complimentarsi con la seconda Giunta Caligiore. Di centrodestra. Soprattutto, nell’occasione, con l’assessore Riccardo Del Brocco (FdI): assessore all’Ambiente, Decoro urbano, parchi e giardini, e valorizzazione del territorio comunale.

Corsi, in occasione dell’ultima seduta consiliare, gli ha fatto pubblicamente «i complimenti per la tempestività, la prontezza e la disponibilità quando accadono fenomeni indecorosi».

E, visto che si trattava di approvare il nuovo regolamento dell’Ecocentro di via Anime Sante, ha tagliato corto: «Quando c’è da regolamentare e mettere a posto mi troverete sempre al vostro fianco e favorevole».

I complimenti a Del Brocco

Riccardo Del Brocco, assessore comunale della Grande Ceccano, in quota FdI

A Ceccano c’è già chi scommette sul sostegno di Corsi a una potenziale candidatura a sindaco di Del Brocco per il post Caligiore. Bisognerà aspettare. Il primo cittadino puntava a una candidatura alla Regione Lazio, ma non verrà schierato. E ora dice a gran voce ai suoi concittadini che lui non si candida e resta a fare il Sindaco.

In quel Consiglio si è dovuto anche approvare il Piano per la transizione sostenibile della città: è il fiore all’occhiello rivendicato dal sindaco Caligiore, affiancato nell’opera dall’assessora all’Urbanistica Ginevra Bianchini.

È il Piano comunale di ripresa e resilienza, ormai avviato grazie al pieno recepimento della Legge regionale per la rigenerazione urbana e il recupero edilizio. L’Amministrazione Caligiore si vanta di essere la prima tra i Comuni della provincia di Frosinone con più di quindicimila abitanti. E anche Corsi batte le mani.  

Uno spirito libero

Le consigliere Emanuela Piroli (Il Coraggio di Cambiare) e Mariangela De Santis (Nuova Vita)

«Essendo uno spirito libero, abbracciai subito il progetto di rigenerazione urbana e per una questione di coerenza mi trovo ancora a suo favore e al fianco del sindaco – ha detto Corsi in sala consiliare -. Credo veramente nel miglioramento della qualità di vita dei nostri cittadini. Voto a favore perché quando una cosa è buona e giusta, non si vota per partito preso o in base al colore politico».

Un segnale di distensione da parte dell’ex presidente del Consiglio che ha contribuito a defenestrare il primo Caligiore, candidandosi poi invano a sindaco contro di lui. Non è mancato nemmeno l’appello al resto dell’opposizione: «Mi sento di chiedere ai colleghi di minoranza, come dovere morale, di pensare o ripensare a cosa si va a votare». Non li ha minimamente convinti: Emanuela Piroli e Andrea Querqui (Il Coraggio di Cambiare), Mariangela De Santis (Nuova Vita) ed Emiliano Di Pofi (Psi) si sono astenuti. Tonino Aversa si era assentato in corsa.  

Anzi, c’è stato anche il distinguo della Piroli, altra già candidata a sindaco: «Evito tanto miele, altrimenti poi dovete passare tutti da me in laboratorio – ha ironizzato il medico endocrinologo, prima di tornare seria -. Per il progetto di rigenerazione urbana non credo si possa parlare di tempestività, bensì di ritardi visto che in campagna elettorale si prometteva di attuare i primi punti in pochi mesi e sono passati quasi due anni». La leader del coordinamento politico Il Coraggio di Cambiare, la Sinistra del Centrosinistra fabraterno, si è guardata bene dal fare mezzo complimento alla Giunta di Centrodestra. Corsi, invece, anche qualcosa di più.

Non solo Corsi: Nuova Vita e Psi

L’ultima seduta del Consiglio comunale
Segretario Conti, cosa pensa del portavoce civico del Pd?

«Marco Corsi lo abbiamo sostenuto come candidato sindaco e ha dato la sua disponibilità a far parte del centrosinistra e farsi carico di battaglie giuste del Pd. Non è stato concordato nulla, ma anch’io avrei rivotato a favore della transizione sostenibile della città. Il Coraggio di cambiare chiedeva di spurgare Corsi. È chiaro che il Pd debba costruire le condizioni per stare tutti insieme. Corsi era isolato e il Partito democratico lo ha rimesso al centro della politica. Ho rispetto per le persone e lui rappresenta una Lista Civica importante».

Un’altra Civica importante è Nuova Vita. E la consigliera De Santis spende sempre una buona parola a favore del Pd. Che dice a riguardo?

«A lei può piacere il Pd, ma magari non viceversa. Nuova Vita si schierò a favore di Caligiore e contro il Partito democratico alle elezioni comunali 2015. Non si può passare da destra a sinistra come se nulla fosse. Hanno supportato Caligiore, si sono fatti cacciare da Ruspandini, hanno sostenuto per due anni Emanuela Piroli come candidato sindaco e poi hanno appoggiato Marco Corsi».

Se è per questo anche Corsi è passato da Destra a Sinistra. Diverso?

 «Corsi ha fatto una vera e propria scelta di campo, più importante e significativa. È  stato candidato a sindaco da Pd, Psi e Civiche. E da allora si è messo a disposizione del Centrosinistra».

Politiche, Regionali, Centrosinistra

Francesco De Angelis, leader provinciale del Pd nonché presidente del Consorzio industriale del Lazio
Lo storico asse Pd-Psi continua a reggere soltanto a Ceccano, visto che a Frosinone ed Alatri si sono spaccati. Pensa che possa essere da esempio?

«Sì, perché abbiamo da sempre ottimi rapporti con i Socialisti e la questione Psi l’ho tirata fuori anche nel direttivo provinciale del Pd. Qualcuno non ne voleva nemmeno parlare delle problematiche con il Partito socialista. Invece no, parliamone eccome. A Ceccano quelli sono i nostri “cugini”. Ecco perché Ceccano potrebbe essere la capofila della ricostruzione del rapporto con i Socialisti a tutti i livelli».

Restiamo sul provincial-nazionale. A Frosinone e Latina il Pd vuole la candidatura alla Camera del leader della corrente maggioritaria ciociara: Francesco De Angelis, Pensare Democratico. Lei sta con Base Riformista, la corrente minoritaria del rinunciatario Antonio Pompeo. È d’accordo?

«È stata proposta una rosa di nomi e presa una decisione, ma senza discuterne in direzione provinciale e sicuramente dovranno darci spiegazioni. Forse c’è chi pensa che questo Partito siano fatto di soldatini. Chi si è assunto tale responsabilità, se ne assumerà anche le conseguenze in futuro. Io parlo di metodo, non di nomi. Se Francesco De Angelis verrà candidato ed eletto come deputato, io ne sarò molto orgoglioso. Ma sono di fatto mancate discussione e votazione in direzione provinciale».

Il dialogo manca anche nel Centrosinistra di Ceccano?

«Sì. Ed è per questo che dopo Ferragosto il Partito democratico promuoverà nuove riunioni per lavorare alla ricostruzione del Centrosinistra. Il Pd si pone come guida, ma siamo tutti importanti e fondamentali per raggiungere lo scopo. Chiaro che nessuno possa fare passi in avanti non concordati o, peggio, furbate. Chi ci vuole stare ci sta e chi non vuole si assume le sue responsabilità».

Anche un po’ di Centrodestra

Il sindaco Caligiore tra il senatore Ruspandini e il consigliere provinciale Maura
Cosa pensa della mancata candidatura di Caligiore alle Regionali?

«È più di un anno che gli sto dicendo che non verrà candidato alle Elezioni regionali. Per un motivo molto semplice: c’è già il senatore Massimo Ruspandini, che deve pensare prima alla sua ricandidatura al Parlamento, ed è impossibile portare due candidature a Ceccano nel Centrodestra».

Lei ha cercato di mettere zizzania anche tra Caligiore e Daniele Maura, consigliere provinciale di FdI e candidato per il Centro Ciociaria alle Regionali 2023. Non sono mancate le polemiche. Ora tutto a posto?

«Il presupposto è che Caligiore voleva essere per forza candidato, andando allo scontro con Ruspandini. Il Partito gli ha detto di No. Senza parlare del risentimento di alcuni consiglieri di maggioranza, che hanno preso voti porta a porta per la sua elezione a sindaco. Giustamente non si spiegano perché avrebbero dovuto sostenerlo anche come candidato al Consiglio regionale se lui pensa prima ai suoi interessi che alla città. Con le sue dimissioni loro sarebbero andati tutti a casa».

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