Pd operaio: riapre la sezione storica e non chiude le porte a nessuno

Il Pd Ceccano torna in possesso dei locali di via Salita al Castello: quelli che ospitarono il Partito Comunista e poi tutti i suoi eredi. Sono direttamente il segretario Giulio Conti, «un uomo del popolo», e gli altri dirigenti del Partito a rimetterli a nuovo. E, per l'unità del centrosinistra, si dicono pronti ad accogliere tutti: anche i dissidenti dem e qualche malpancista de Il Coraggio di Cambiare

Marco Barzelli

Veni, vidi, scripsi

Dal teorema dell’anima e del cacciavite fino al recupero dei valori di sinistra all’interno di un Campo largo: dalle priorità del Segretario nazionale del Partito Democratico Enrico Letta, «per riconnettersi con le esigenze popolari» come auspicato dal leader provinciale Francesco De Angelis, fino alla lezione impartita a Frosinone dal guru Goffredo Bettini.

È tutto condensato nel messaggio lanciato dal Pd di Ceccano attraverso la storica sezione locale del Partito Comunista e di tutti i suoi eredi: quella inaugurata negli anni Sessanta in via Salita al Castello. Ne hanno ripreso possesso e la stanno rimettendo a nuovo direttamente i dirigenti del circolo cittadino: spatole e stucco, pennelli e vernice, e tanto olio di gomito.

È il segnale lanciato dalla nuova segreteria operaia guidata da Giulio Conti: attivandosi in prima persona, ha restituito una casa al Partito Democratico rimasto senza sede. Quella nella sottostante Piazza 25 Luglio è out sin dal commissariamento del circolo conseguente alla doppia disfatta elettorale del 2020: la vittoria al primo turno del centrodestra e la mancata elezione di un consigliere comunale democrat.

Casa del Pd: aperta a tutti, nessuno escluso

Il segretario dem Giulio Conti (a dx) e uno dei dissidenti, Nicolino Ciotoli

Il quartier generale del Pd in via di rinnovo, però, viene proposto anche come spazio comune in cui sotterrare definitivamente l’ascia di guerra col resto del centrosinistra. «Perché l’unico avversario politico – puntualizza Conti – deve essere la destra sovranista». Ovvero l’amministrazione Caligiore bis trainata principalmente da Fratelli d’Italia e Lega. (Leggi qui Centrosinistra a Ceccano: Conti prova la via dell’unità e anche qui Caligiore bis: «Arroganza del potere? No, pragmatismo del centrodestra unito»).

Conti non chiude le porte a nessuno. Né ai dissidenti Dem che hanno boicottato il Congresso cittadino: come rivendicato con orgoglio dall’ex amministratore e dirigente di Partito Nicolino Ciotoli. Né ai malpancisti del coordinamento politico Il Coraggio di Cambiare: quello guidato dalla consigliera di opposizione Emanuela Piroli.

Il problema della primogenitura

È il nocciolo della discussione. Perché Emanuela Piroli è stata Segretaria del Pd a Ceccano, sfiduciata in quanto intenzionata a rottamare il circolo cittadino: come fece Renzi con il vecchio gruppo dirigente del Partito. Si è aperta così una frattura mai sanata, culminata nelle scorse Comunali quando lei ha guidato uno schieramento civico, di sinistra, ambientalista mentre il Pd ha candidato sindaco l’ex presidente del Consiglio Comunale del primo governo di destra in città. Lei ha preso i voti, i Dem non hanno eletto.

Emanuela Piroli

Il bivio oggi è qui: il ricostituito asse Pd-Psi non riconosce la leadership della Piroli. Ma la chiave di lettura fornita da Giulio Conti è diversa da quella che si potrebbe pensare: vuole un rapporto alla pari: né loro né gli altri devono rivendicare la primogenitura della potenziale ricostruzione della coalizione di sinistra unita. E avere, dunque, più voce in capitolo.

«Perché – mette in chiaro Conti – dobbiamo farlo tutti insieme». Senza che nessuno abbia un ruolo di secondo piano, al di là dal peso elettorale: perché il Pd, a differenza del Psi, non ha nemmeno un seggio consiliare. (Leggi qui Riecco l’asse Pd-Psi, ma non riconosce la leadership della Piroli).

Con “tutti” Conti intende anche chi lo ha disconosciuto come segretario e chi non vede di buon’occhio l’alleanza tra l’asse Pd-Psi e Il Coraggio di Cambiare. Da un lato, i civici Democratici per Ceccano e la mini corrente dell’ex sindaco Ds Maurizio Cerroni: ovvero chi l’ha fatto fuori e chi ha preso le distanze dall’ultima lista elettorale presentata senza simbolo, rispettivamente in appoggio e in contrasto alla candidatura di Marco Corsi sostenuta da Pd e Psi.

Conti non li cita espressamente ma parla chiaro: «A chi vuole stare all’interno del Partito abbiamo anche lasciato i posti liberi, sia nella Segreteria che nel Direttivo. Il Pd è un Partito aperto, di larghe vedute, e non può permettersi assolutamente di essere chiuso». (Leggi qui Pd Ceccano, la tregua armata è già finita).

I mal di pancia nella Casa Comune del centrosinistra

I consiglieri Emanuela Piroli e Andrea Querqui (Il Coraggio di Cambiare) davanti alla Casa Comune

Spostandosi dall’altro lato della centrale Piazza 25 Luglio, c’è la Casa Comune messa su da Il Coraggio di Cambiare: la coalizione formata dalle tre liste civiche che hanno supportato la corsa elettorale di Emanuela Piroli. Ovvero la “sua” Cives, Europa Verde-Democratici (fusione di Verdi e Articolo Uno) e la comunista Ceccano a Sinistra.

Conti ha riallacciato i fili del dialogo. «Ormai da un anno – spiega – ho contatti e rapporti costanti con Il Coraggio di Cambiare, in particolar modo con i consiglieri Emanuela Piroli e Andrea Querqui, perché ritengo che siano dei nostri».

Parla della già Segretaria del Pd Ceccano, che lui stesso aveva contribuito a defenestrare tre anni fa accusandola di autoritarismo. E dell’altro consigliere comunale che rappresenta con l’omonimo gruppo il coordinamento politico: che proprio nella Casa Comune ha già incluso altri Partiti di sinistra. Ma non ancora il Pd e il Psi: proprio perché non tutti sono d’accordo. (Leggi qui Ceccano, nasce ‘Casa Comune’. Il Pd? Cerca monolocale per single).

Quelle occasioni mancate

Il già capogruppo Dem Giulio Conti

Non sono mancate le occasioni che avrebbero potuto fare da collante tra l’asse Pd-Psi e Il Coraggio di Cambiare.

Tutto parte dallo scorso 6 ottobre: Conti lamentò che «nel mese di giugno 2018 il Consiglio comunale di Ceccano ha votato una mozione che ad oggi è stata completamente disattesa dall’amministrazione comunale». È il documento approvato all’unanimità, quando lui era capogruppo consiliare del Pd, affinché fosse attivato un tavolo interistituzionale sulla questione ambientale e convocato un Consiglio in materia con cadenza trimestrale.

Il seguente 15 ottobre il segretario del Pd è tornato sull’argomento. Auspicando che «i Partiti e le liste che compongono la minoranza consiliare in Consiglio comunale e che hanno interesse a perseguire l’alleanza e l’unità della coalizione di centrosinistra, nell’ottica di un percorso unitario che il nostro circolo ha posto come obiettivo primario, presentino una richiesta di Consiglio comunale aperto avente per oggetto lo stato di salute del nostro territorio, nonché una più ampia panoramica sull’inquinamento ambientale». Un segnale chiarissimo: per riallacciare i fili, per costruire la via del dialogo, partendo da elementi concreti e condivisi.

Pd: niente prevaricazioni, ma neanche in secondo piano

L’incontro pubblico organizzato da Il Coraggio di Cambiare

Un appello scattato a seguito della prima iniziativa pubblica de Il Coraggio di Cambiare: “Cosa succede in città”, il controbilancio del primo anno della seconda amministrazione Caligiore. I grandi assenti erano stati proprio il Pd e il Psi. Ma ora Conti tira fuori un retroscena per motivare l’assenza sua e del segretario socialista Antonio Ciotoli all’appuntamento: al quale, a detta sua, non sarebbero altrimenti mancati.

È quanto lo ha stizzito e spinto a riprendere i consiglieri di centrosinistra: oltre al duo Piroli-Querqui, Marco Corsi (Ceccano Riparte), Mariangela De Santis(Nuova Vita) ed Emiliano Di Pofi (Psi).

«L’assenza di dibattito in Consiglio Comunale, soprattutto per i grandi temi che attanagliano la vita della nostra città – aveva dichiarato nei giorni scorsi – sta giocando un ruolo favorevole per questa maggioranza, latente su più fronti e che in più occasioni ha dimostrato la propria incapacità amministrativa».

Ma si proceda per gradi: dalla primogenitura della ricostruzione del centrosinistra alla non richiesta del Consiglio ambientale fino all’assenza all’incontro pubblico de Il Coraggio di Cambiare.

Parola di Giulio

Nicola Zingaretti e Giulio Conti
Segretario Conti, prima ancora che all’unità, il suo è un appello a mettere da parte tutti i dissapori e le controversie del passato. Non tutti, però, sembrano pronti a sotterrare l’ascia di guerra nell’immediato. Per qualcuno, evidentemente, lei e Antonio Ciotoli risultate ingombranti nella Casa Comune.  

«Sin dal Congresso ho messo in chiaro che il Partito Democratico avrebbe fatto un lavoro di ricucitura del centrosinistra, ma non c’è assolutamente l’intenzione di rivendicarne la paternità né di prevaricare sugli altri. L’unico obiettivo è ricreare tutti insieme un campo largo in opposizione alla destra sovranista di Ceccano: il nostro unico avversario politico. Ovvia però, malgrado non abbia oggi alcun seggio consiliare per via di spaccature interne, l’importanza del Pd. Che è Partito di governo a livello nazionale, regionale e provinciale. Ed è chiaro che abbiamo una responsabilità, quella di dialogare con tutte le altre forze politiche e metterci a disposizione del centrosinistra».

La prima occasione utile per cementare il centrosinistra sarebbe stata senza dubbio la richiesta del Consiglio comunale incentrato sull’ambiente. I consiglieri comunali non l’hanno presentata e lei si è risentito pubblicamente.

«La posizione del Pd e del Psi era chiara: affrontare la questione ambientale in Consiglio comunale, l’unico organo deputato alla rappresentanza degli interessi dei cittadini. La controproposta è stata quella di fare un sit-in, secondo noi inutile, perché il centrodestra non avrebbe acconsentito. Ma in tal caso, l’avremmo gridata ai quattro venti la violazione dell’indirizzo politico dato dalla mozione. Vista la perdita di tempo, il Partito democratico e il Partito socialista hanno reputato di incontrarsi per iniziare a lavorare. Ed entrambi sono concordi nel voler colloquiare con tutti. Per questo il prossimo passo del Pd sarà quello di fissare a breve una riunione con Il Coraggio di cambiare. Una riunione per rimettere in moto l’intero centrosinistra. Le porte della sezione storica del Pci-Pd sono spalancate, aperte a tutti, nessuno escluso».

La proclamazione della nuova dirigenza del Pd Ceccano
La seconda opportunità di vedere un centrosinistra unito sarebbe stata quella offerta dall’iniziativa de Il Coraggio di Cambiare. Era presente la consigliera di Nuova Vita De Santis e ha messo in chiaro che avrebbe preferito un evento organizzato dall’intero centrosinistra. Corsi, assente per motivi lavorativi, ha concordato. Perché il Pd e il Psi hanno deciso di non partecipare?

«Ai fini di una riunione del centrosinistra, proprio perché non volevamo prevaricare sugli altri, avevamo proposto a tutti un’autoconvocazione. Poi abbiamo appreso dell’organizzazione dell’incontro pubblico. Ma non da Il Coraggio di Cambiare bensì dalla federazione provinciale del Pd. È lì che è stato inviato via mail l’invito alla partecipazione e non direttamente a noi. La sera precedente avevo incontrato il loro coordinatore Salvatore Raoni (Verdi Europei, ndr) e non mi era stato detto assolutamente nulla. Ci saremmo andati sia noi che i Socialisti, ma le prese in giro non le tolleriamo. È per questo che abbiamo disertato l’incontro. Se hanno problemi all’interno della Casa Comune, io non lo voglio neanche sapere. Li risolvano loro, com’è giusto che sia».        

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