I fronti del centrosinistra per vincere a Frosinone

Rimotivare tutte le truppe del Pd cittadino, recuperare il ruolo del Psi, ma anche provare ad ampliare la coalizione guardando all'interno dell'attuale consiglio comunale. E poi il valore aggiunto delle liste civiche. Solo così si potrà provare a riconquistare il capoluogo.

Manca poco più di un anno, che non è poi tanto considerando i tempi della politica ma pure il fatto che è dal 2012 che il centrosinistra di Frosinone non riesce a ritrovare l’unità.

Alle comunali si voterà tra il maggio e il giugno del 2022. Al momento non esiste neppure un’idea di coalizione. Tocca ai protagonisti provinciali e cittadini prendere l’iniziativa, altrimenti, si replicherà il film del 2017, quando la candidatura a sindaco di Fabrizio Cristofari venne sfiancata da mesi di “guerriglia”, culminate con la scelta aventiniana di Michele Marini. Ma prima di quel momento c’erano state le ipotesi di candidatura di Angelo Pizzutelli e Norberto Venturi, poi rientrate ma senza mai un chiarimento. (Leggi qui Pd, il “fattore Frosinone” che si allunga sulle elezioni).

L’errore da non ripetere

Gruppo Pd
Il gruppo Pd al Comune di Frosinone: da sinistra Angelo Pizzutelli, Alessandra Sardellitti, Norberto Venturi e Fabrizio Cristofari (Foto: Giornalisti Indipendenti)

I protagonisti di oggi non possono ripetere lo stesso errore. Non Mauro Vicano, un passato ricco di incarichi prestigiosi e importanti. Due su tutti: manager Asl e presidente della Saf.

Ha iniziato un confronto vero con Angelo Pizzutelli, capogruppo dei Democrat al Comune e da diverse volte il più votato. Ma non può bastare. Perché all’interno del gruppo consiliare di Frosinone ci sono esponenti da rimotivare (Norberto Venturi) e altri da inserire in un gruppo di primo livello (Alessandra Sardellitti).

Così come fondamentale dovrà continuare ad essere il ruolo di Fabrizio Cristofari, confermato alla presidenza dell’Ordine dei Medici, carica che ricopre ininterrottamente dal 1999.

Ma c’è pure l’intero circolo cittadino dei Democrat, guidato da Andrea Palladino. Stavolta dovrà essere della partita da protagonista. Se poi davvero si andrà avanti conte primarie, allora non c’è alternativa dalla necessità di chiarire quale ruolo intende recitare l’ex sindaco del capoluogo Michele Marini. Se partecipare oppure no. Ma bisogna chiarirlo immediatamente, altrimenti la melina si rivelerà fatale. Come la volta scorsa.

Il campo largo per Frosinone

Andrea Palladino, Stefano Pizzutelli e Marco Mastronardi

Tra i nomi che potrebbero partecipare alle primarie c’è quello di Andrea Turriziani, che potrebbe avere il sostegno di quell’area del Pd che si riconosce nelle posizioni dell’ex assessore Francesco Brighindi.

Tutto questo però non può essere sufficiente per provare a vincere le comunali del capoluogo. Il ruolo dei Socialisti di Gian Franco Schietroma e Vincenzo Iacovissi è prezioso e la coalizione non può ignorarlo.

Per quanto riguarda invece Italia Viva, bisognerà vedere le evoluzioni nazionali. Ricordando però che del Partito di Renzi fa parte nel capoluogo l’ex senatrice Maria Spilabotte. Quindi c’è tutto un mondo di centrosinistra che va da Stefano Pizzutelli a Daniele Riggi, passando per Fabiana Scasseddu. E c’è Leu, con Vittorio Vitali. Senza dimenticare l’attivismo di Demos, la formazione creata dal consigliere regionale Paolo Ciani e che a Cassino fa riferimento allo storico direttore di Exodus Luigi Maccaro.

Obiettivo Civiche

Dodici mesi non sono affatto tanti per ricostruire un tipo di coalizione del genere. Diverso invece il discorso per le liste civiche.

In questo senso l’obiettivo è di costituirne almeno 3 e provare intese con chi in questi anni ha fatto parte della maggioranza cheta sostenuto Ottaviani. A cominciare dal Polo Civico di Gianfranco Pizzutelli.

Vicano ci sta già lavorando. Anche con la civica di Carmine Tucci e Carlo Gagliardi.

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