Il senso del Pd per la “conta”: anche alle Provinciali

Sul tavolo l’idea di presentare due liste civiche in vista delle prossime provinciali. Senza simbolo. Una dell’area di De Angelis, l’altra della corrente di Pompeo. Sullo sfondo anche le manovre per le comunali

Corrado Trento

Ciociaria Editoriale Oggi

Ma una notizia un po’ originale non ha bisogno di alcun giornale, come una freccia dall’arco scocca, vola veloce di bocca in bocca”. Così cantava Fabrizio De André. La notizia in realtà non è soltanto originale, ma politicamente dirompente. L’indiscrezione è filtrata dalle strettissime maglie del riserbo. Alle prossime Provinciali per l’elezione dei consiglieri il Pd potrebbe presentarsi con due liste “civiche”. Senza simbolo quindi. Una di riferimento di Pensare Democratico, l’area di Francesco De Angelis, Mauro Buschini e Sara Battisti. L’altra della corrente Base Riformista di Antonio Pompeo.

I big ne stanno parlando e del tema è stato investito anche il segretario provinciale Luca Fantini.

I motivi dell’opzione

Antonio Pompeo e Francesco De Angelis (foto: AG. IchnusaPapers)

Ma perché i Democrat potrebbero presentare due liste civiche alle elezioni dei 12 consiglieri? Intanto per una “conta” che servirebbe a fotografare i rapporti di forza interni tra le due componenti.

La volta scorsa furono eletti 4 consiglieri: 2 dell’area di De Angelis (Massimiliano Quadrini e Vincenzo Savo), 2 di quella di Pompeo (Alessandra Sardellitti e Germano Caperna). Successivamente Germano Caperna è uscito dal Pd, aderendo a Italia Viva di Matteo Renzi.

Ma sullo sfondo si intuiscono pure altri motivi. Con delle “civiche” al posto del simbolo del Partito sarebbe più semplice candidare consiglieri e sindaci che non fanno parte del Pd, ma che magari alle elezioni comunali sono pronti a schierarsi in una coalizione di centrosinistra. E soprattutto a Frosinone Francesco De Angelis ha l’esigenza di effettuare delle “prove tecniche” affidabili e significative. Non è un mistero che De Angelis sia già proiettato alle elezioni comunali del capoluogo, in programma tra sedici mesi. Quindi nel 2022. Ha già iniziato il pressing nei confronti di liste come il Polo Civico o quella che fa riferimento a Carmine Tucci. Si tratta di liste civiche che dal 2012 fanno parte della maggioranza di centrodestra che sostiene il sindaco Nicola Ottaviani.

Contemporaneamente De Angelis ha “aperto” anche a sinistra, nella direzione di Stefano Pizzutelli (Frosinone in Comune). Ecco perché le provinciali potrebbero essere importanti sotto questo punto di vista. (Leggi qui “Caro Stefano”: De Angelis spalanca la porta a Pizzutelli).

Il Consiglio Provinciale

Naturalmente l’idea di una “conta”, perfino se soft e concordata, sta nei fatti. Tra Pensare Democratico e Base Riformista è successo in tante occasioni negli ultimi anni.

Diverso il parere di Antonio Pompeo. Il presidente della Provincia aveva auspicato un sostegno forte e unitario del Pd in questo ultimo scorcio del suo mandato da presidente.

Date e scenari futuri

Il 7 marzo 2021 scade il mandato dei 12 consiglieri provinciali. Da quel momento in poi, statuto alla mano, il presidente Antonio Pompeo avrà novanta giorni di tempo per convocare le elezioni. Che sono di secondo livello: vuol dire che alle urne si recheranno sindaci e consiglieri dei 91 Comuni.

Il mandato da presidente di Antonio Pompeo scadrà invece il 31 ottobre 2022. Avrà sempre novanta giorni di tempo per fissare le elezioni per la “successione”. Alla presidenza possono concorrere soltanto i sindaci, quelli che peraltro avranno davanti ancora almeno un anno e mezzo di mandato.

MASSIMILIANO QUADRINI

Il che vuol dire che l’indicazione della data sarà fondamentale. Soltanto per fare un esempio: i sindaci Massimiliano Quadrini (Isola del Liri) ed Enzo Salera (Cassino) sono stati eletti il 26 maggio 2019. Dunque il loro mandato terminerà il 25 maggio 2024. Gli ultimi diciotto mesi cominceranno a decorrere dal 24 novembre 2022. Sia Quadrini che Salera hanno il profilo politico per concorrere alla presidenza della Provincia. Ma per farlo dovranno augurarsi che Pompeo fissi subito le elezioni. È chiaro cioè che sarà fondamentale un accordo politico all’interno del Pd. (Leggi qui Sarà Pompeo a decidere il nome del suo successore).

Il dibattito interno al Pd

Sei mesi fa l’elezione di Luca Fantini alla segreteria provinciale Democrat avvenne nell’ambito di un’intesa unitaria. Frutto di una tregua armata più che di una pace vera, ma comunque un’intesa unitaria. Nel solco di un programma che si fondava soprattutto sul superamento dell’impostazione correntizia del partito in provincia di Frosinone.

Nessuno si illudeva che davvero potessero essere archiviate le correnti. Ma l’obiettivo minimo era quello di una sintesi equilibrata. Fra l’altro il Pd è reduce da una lunga stagione di divisioni, anche alle comunali. Come hanno dimostrato nei mesi scorsi i casi di Ceccano e Pontecorvo. Divisioni che hanno prodotto situazioni paradossali: a Ceccano (storica roccaforte del Pci-Pds-Ds) il simbolo del Pd non figurava nella scheda elettorale.

Luca Fantini

A questo punto toccherà al segretario provinciale provare a sbrogliare l’intricata matassa. Ma non sarà per nulla semplice. Il percorso è in salita. Ci sarà tempo fino a luglio per convocare le elezioni provinciali.

Saranno mesi di trattative e di mediazioni. Come sempre.

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