L’anno dei tre manager e la sanità rivoluzionata

Il 2020 sarà ricordato come l’anno del Covid. Alla Asl di Frosinone si sono alternati tre direttori generali. I tre diversi ruoli di Stefano Lorusso, Patrizia Magrini, Pierpaola D’Alessandro. La rivoluzione nella Sanità durerà a lungo

Il 2020 è stato l’anno del Covid, ma anche dei tre manager che si sono avvicendati e passati il testimone alla guida della Asl. È stato pure l’anno della grande rivoluzione della Sanità locale. Il prossimo Atto aziendale, quando ci saranno le condizioni per farlo, rappresenterà un documento completamente nuovo e avulso da tutti i precedenti.

L’arrivo del virus

L’epidemia da Coronavirus è arrivata in Italia a Codogno. Era febbraio. Qualche giorno dopo, all’inizio di marzo, i primi casi anche in Ciociaria. Il direttore generale della Asl è Stefano Lorusso. Era arrivato a settembre prendendo il posto del commissario Luigi Macchitella.

L’arrivo del coronavirus è stato improvviso © Marco Cremonesi / Imagoeconomica

Lorusso aveva ripreso il dialogo con i sindaci e stava lavorando al nuovo Atto aziendale, riuscendo anche a far approvare all’unanimità, della conferenza dei sindaci, alcune modifiche. Da gennaio in poi tutti si attendevano l’urto della prima ondata della pandemia: nel Palazzo di Governo il prefetto Ignazio Portelli aveva riunito un Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica: le notizie disponibili in quel momento parlavano di un’influenza più forte del solito. Si attendeva l’ondata ma non come poi è arrivata.

Pochi giorni dopo quella riunione Stefano Lorusso si era trovato catapultato in prima linea. Aveva dovuto gestire la questione della comitiva di turisti cinesi della quale faceva parte la coppia trovata positiva al coronavirus: la prima in Italia e ricoverata subito allo Spallanzani. Il bus con il resto della comitiva aveva proseguito il tour andando in Campania ed aveva già prenotato l’albergo a Cassino per trascorrere la notte. Lì l’aveva bloccata il Direttore generale della Asl: fino a tarda ora ha discusso con Roma ed aveva evitato così che andassero in quarantena nell’hotel di Cassino. Aveva fatto in modo di mandare tutti allo Spallanzani.

Il covid come uno tsunami

Coronavirus, pazienti in Terapia Intensiva. Foto © Vince Paolo Gerace / Imagoeconomica

L’impatto del Covid in Ciociaria è stato come uno tsunami. Con le strutture ospedaliere completamente impreparata a fronteggiare un simile fenomeno: i ricoveri aumentano a dismisura e molti hanno bisogno delle terapie intensive, dove i posti sono pochissimi.

Tra marzo e aprile moltissime persone saranno ricoverate all’ospedale di Frosinone. Ma ad essere presi letteralmente d’assalto sono i Pronto Soccorso. Del capoluogo, ma anche di Cassino, Sora, Alatri. Cominciano ad essere contagiati anche medici e infermieri. In quel momento non c’erano i dispositivi di sicurezza che ci sono ora.

Nel frattempo il virus dilaga ovunque, anche nelle strutture sanitarie private. Stefano Lorusso, con il contributo determinante del direttore sanitario Patrizia Magrini, ha un’intuizione: trasformare il Fabrizio Spaziani di Frosinone in Covid hospital. In pratica: tutta la struttura si occuperà di pazienti covid, gli altri ospedali della provincia assorbiranno il suo carico di pazienti ordinari. E così fa: interi reparti vengono spostati ad Alatri e Frosinone diventa l’hub di riferimento per il Covid.

Terapia intensiva viene potenziata fino ad arrivare a venti posti,  Medicina diventa tutta Covid. E anche al Pronto Soccorso l’urgenza è interamente dedicata al Coronavirus. Lo Spaziani potrà contare in poco tempo su 110 posti letto per i malati della pandemia.

Nel frattempo però la curva dei contagi continua a crescere e Lorusso decide di aumentare il numero dei tamponi. Non aspettando che la gente si rechi in ospedale ma andando a cercare gli asintomatici nel territorio. L’operazione riesce e comincia ad andare meglio.

Infezioni al vertice della Sanità

Stefano Lorusso © Giornalisti Indipendenti

Ma Stefano Lorusso e Patrizia Magrini restano contagiati dal virus. Avranno bisogno di un periodo di ricovero. In quel momento la Asl viene guidata da Pierpaola D’Alessandro come direttore generale facente funzioni. Era stata voluta direttamente da Lorusso come direttore amministrativo. La D’Alessandro fa capire subito che quel ruolo le si addice.

Nel frattempo a Stefano Lorusso arriva una proposta impossibile da rifiutare: il ministro Roberto Speranza lo vuol come direttore dell’area tecnica al Ministero. I due sono amici, ma il punto è che Lorusso si è distinto per la gestione del Covid. Andrà via dopo aver dato l’input per cambiare l’impostazione della sanità locale. Dal 1° giugno è nella cabina di regia ministeriale che ha il compito di disegnare la sanità del dopo Covid.

Gli subentrerà come facente funzioni Patrizia Magrini, che vanta un’esperienza come pochi ed è stata direttore sanitario allo Spallanzani, al tempi della ricerca contro le malattie infettive.

L’arrivo di D’Alessandro

Pierpaola D’Alessandro

Nei mesi estivi il Coronavirus si vede pochissimo in Ciociaria. La Magrini gestisce la situazione con velocità di crociera, poi però, causa l’effetto rientro dalle vacanze, cambia tutto. E a settembre i casi riprendono. Fino all’esplosione di ottobre.

Lei capisce immediatamente che siamo di fronte alla seconda ondata e che il tracciamento è impossibile da effettuare con quei numeri. Ma non si perde d’animo, corre ai riparti e prova a cambiare ancora l’impostazione della rete ospedaliera. La Sanità locale regge l’urto.

Poi a novembre le decisioni della Regione in merito ai concorsi espletati nei mesi precedenti. Pierpaola D’Alessandro direttore generale della Asl di Frosinone, Patrizia Magrini direttore sanitario del San Giovanni Addolorata a Roma.

Effetto Pierpaola sulla Sanità

L’impatto della D’Alessandro sulla Asl di Frosinone non si era mai visto prima. Cambia tutto, completamente: ospedali di Frosinone e Cassino in assetto Covid, Sora ed Alatri ad occuparsi di tutto il resto. Coinvolgimento di Rsa e strutture private, medicina territoriale che diventa protagonista. I numeri di novembre, sia come contagi che come morti, sono impressionanti. Ma la sanità disegnata tempo di record dalla D’Alessandro costituisce una linea Maginot.

I neonati nel Nido di Cassino

Tiene il fronte anticovid e tiene anche quello della sanità quotidiana. L’ultima soddisfazione in ordine di tempo arriva a Natale. Nicola Zingaretti per fare gli auguri su facebook sceglie una foto che arriva dal Nido dell’ospedale Santa Scolastica di Cassino. I neonati sono tutti avvolti in una copertina rossa bordata di bianco ed in testa hanno un cappuccio rosso con il pon pon: sembrano tutti dei piccoli Babbo Natale. È il segnale di un clima diverso: in corsia, tra il personale, tra i pazienti.

Pierpaola D’Alessandro non si ferma un attimo e continua a modificare tutto. Quando la pandemia sarà terminata l’impianto della Sanità provinciale sarà pronto alle sfide del futuro. Si tratta ora di implementare il personale e i servizi.

Ma ora non c’è tempo. Bisogna preparare ed effettuare la stagione vaccinale. Pierpaola D’Alessandro naturalmente ha già varato il piano. Nei dettagli. E promette di caratterizzare tutto il 2021.

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