L’inevitabile naufragio del centrodestra provinciale

Proprio la vicenda di Cassino mette in evidenza che nessuno parla con nessuno. Non soltanto in Forza Italia, ma pure nella Lega e in Fratelli d’Italia, che pure avevano chiesto dopo il 4 marzo un cambio di passo. E in caso di elezioni politiche anticipate le candidature sarebbero appannaggio dei soliti

Sicuramente il “caso Cassino” monopolizza tutte le attenzioni all’interno del centrodestra provinciale, ma comunque certi silenzi in questa fase sono perlomeno strani. A cominciare da quello di Forza Italia, dove nonostante incontri,  vertici e polemiche a distanza, la situazione non muta ormai da almeno due anni.

Da una parte ci sono Mario Abbruzzese e Pasquale Ciacciarelli, dall’altra Nicola Ottaviani e Adriano Piacentini.

Da una parte c’è il vicepresidente nazionale Antonio Tajani, dall’altra il coordinatore regionale Claudio Fazzone. Non in contrapposizione fra loro, ma semplicemente con ruoli diversi, che però in Ciociaria giustamente non esercitano.

Perché in Ciociaria dovrebbero essere i referenti locali a trovare una soluzione. Ma non è così.

Cosa succederebbe oggi se ci fossero elezioni politiche e regionali anticipate? La candidatura se la giocherebbero Mario Abbruzzese e Nicola Ottaviani, Pasquale Ciacciarelli e Adriano Piacentini. Gli altri, come Danilo Magliocchetti o Riccardo Mastrangeli, dovrebbero provare ad infilarsi negli spazi lasciati aperti da contrasti e contraddizioni. Senza considerare  i soliti “catapultati”.

La domanda principale neppure si fa: ma Forza Italia crede ancora nel centrodestra?

Non la fa la Lega di Francesco Zicchieri, che pure sta crescendo in termini di gruppi consiliari nei vari Comuni e di persone che aderiscono. Anche in questo caso, con elezioni anticipate chi troverebbe posto a parte Francesco Zicchieri e Francesca Gerardi?

Chi più di tutti dopo il 4 marzo 2018 ha chiesto una sorta di rivoluzione nel centrodestra è stato Massimo Ruspandini, senatore di Fratelli d’Italia. Poi però si è fermato, proprio dopo la disfatta delle provinciali.

Perché? La vicenda politica di Cassino mette in evidenza la difficoltà insormontabile che hanno le classi dirigenti locali dei partiti a intervenire. E’ una questione tra il sindaco Carlo Maria D’Alessandro e i consiglieri “dissidenti”. Ma allora la politica e i partiti a cosa servono?

Perfino alle ultime politiche e regionali, anche alle comunali il centrodestra ha dimostrato di esserci in Ciociaria, di essere maggioritario nel voto dei cittadini. Ma a livello di coalizione nessuno parla più con nessuno. Neppure all’interno del singolo partito.

Così il naufragio è inevitabile

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