Nasce la coalizione progressista. E candida la dottoressa Gemmiti

Alla fine, anche la coalizione di centrosinistra ha scelto la prima via: correre da soli con Maria Paola Gemmiti candidata a sindaco di Sora. Addio a tentativi di allargamento ad altre coalizioni. Se ne riparlerà al ballottaggio. Ecco come cambiano gli equilibri e le possibilità di arrivare al secpondo turno.

Maurizio Patrizi

Rem tene, verba sequentur

Un faccia a faccia durato oltre tre ore per prendere la decisione che era nell’aria da alcuni giorni e che sarebbe dovuta arrivare già venerdì con una riunione rinviata all’ultimo minuto a lunedì sera. Il patto di ferro fra il Partito Democratico e Insieme Si Può ha portato i suoi frutti: una coalizione di cinque liste con la dottoressa Maria Paola Gemmiti candidata sindaco.   

IL PASSO INDIETRO DEL PD

La fumata bianca è arrivata dopo una serie di rotture. Innanzitutto quella con Si Può Fare di Mario Cioffi che aveva intuito in anticipo il ruolo determinante di e Insieme Si Può nella scelta finale. (leggi qui Mentre il centrosinistra si spacca Di Stefano annuncia la candidatura).

Maria Paola Gemmiti e Maria Paola D’Orazio

Rottura a cui è seguita quella con il Movimento Cinque Stelle: che rimprovera al resto della coalizione il silenzio con cui ha risposto alle sue richieste. (leggi qui Il silenzio e poi le chiusure: ecco perché M5S ha rotto con il Pd).

La scelta di candidare sindaco Maria Paola Gemmiti non è l’ultima corsa del bus notturno agguantata al volo. Tutt’altro. Al punto che c’è chi pensa che in realtà fosse una cosa programmata da tempo. Compresa la rottura con i Pentastellati, considerati anche in ambienti Pd alleati inaffidabili che avrebbero reso pesante una eventuale convivenza amministrativa di cinque anni.

CIVICI, PROGRESSISTI E… DIALOGANTI

Nasce così si definisce la coalizione. Mettendo insieme il Partito Democratico, i civici di Insieme si Può, di Sora senza confini, il movimento culturale Agorà e Rinascita per Sora, Sora In Comune A Sinistra.

Si definiscono Civici, progressisti e dialoganti. “Le forze civiche e politiche che compongono la nuova coalizione, al fine di dare un nuovo slancio alla nostra Sora, apriranno fin da subito un percorso di confronto politico, amministrativo e culturale con tutta la città”.

Cosa significa? Che il candidato sindaco c’è. E se le altre forze in campo vorranno trovare una sintesi ci sono ancora oggi i margini per un dialogo.

Il Segretario provinciale Luca Fantini

Anche perché il nome della dottoressa Maria Paola Gemmiti nasce proprio dalla concertazione. Negli incontri con gli alleati, il Pd aveva messo sul tavolo il nome della capogruppo Dem Maria Paola D’Orazio a cui va riconosciuto il merito politico di essere per la prima volta riuscita a ricompattare le anime del circolo provocando però la fuga, prima di Stefano Lucarelli, poi di Mario Cioffi, infine dei Pentastellati.

Il nome di Maria Paola Gemmiti nasce da quella concertazione. È stata la capogruppo Maria Paola D’Orazio a proporre questa soluzione dicendosi pronta a fare un passo di lato, rinunciando all’ipotesi di una sua candidatura.

Il confronto di queste settimane ha portato a capire che proprio la dottoressa Gemmiti poteva essere il punto di sintesi, in grado di mettere tutti d’accordo, compresa anche una parte del Pd. Ed ecco perché: nel 2016 è stata candidata con la coalizione che vedeva correre alla carica di sindaco Augusto Vinciguerra ma è anche tesserata Pd e fa parte di Agorà.

Un connubio perfetto che mette tutti d’accordo.

ORA SI PUNTA AL BALLOTTAGGIO

Con la scelta della coalizione di centrosinistra il quadro delle prossime Amministrative di Sora si delinea più chiaramente. Il Pd e i suoi alleati sono sicuri di potersi giocare la partita del primo turno per la corsa al ballottaggio. Dove, si sa, vince chi è più bravo a intessere accordi politici ma soprattutto vince il candidato sindaco che passa meglio fra la gente. Ecco perché sul nome della dottoressa Gemmiti la coalizione progressista conta di poter giocare la partita fino ai calci di rigore.

Luca Di Stefano

Ne sono convinti negli ambienti Dem: anche qui si dà per scontato che il centrodestra sarà una delle due coalizioni a superare il primo turno per aritmetica politica. È sull’altro contendente che ora si riapre la partita. Il perché è facile da intuire. Fino a lunedì sera (cioè senza l’accordo della coalizione progressista) si dava per scontato che al ballottaggio ci sarebbe arrivato anche Luca Di Stefano. Perché con la possibile frantumazione del polo progressista una parte importante di quell’area avrebbe finito per confluire sul suo nome.

Adesso torna tutto in gioco. E scatta la corsa per chi arriva secondo al ballottaggio.

NUOVI EQUILIBRI

Resta da comprendere cosa farà il sindaco uscente Roberto De Donatis che ufficialmente è in ballo per la riconferma ma fonti accreditate del palazzo municipale fino a lunedì sera davano come disponibile a un dialogo mentre fonti interne al Pd pensano che a questo punto potrebbe seriamente valutare la possibilità di ritirarsi e sostenere l’altro progetto, magari con una lista di Patto Democratico, che poi è una costola stessa del Pd.

Di certo sono in corsa: Giuseppe Ruggeri con tutto il centrodestra e annesse forze civiche; Luca Di Stefano con le sei liste dichiarate; Eugenia Tersigni, che di liste a sostegno per ora ne ha almeno quattro; Valeria Di Folco con la sola lista del Movimento 5 Stelle; Maria Paola Gemmiti con il Pd e le altre quattro liste.

Da più parti si dà per scontato che i Grillini (anche se da qualche giorno sarebbe più coretto chiamarli Movimento 2050 solo per una questione di forma) non avranno la stessa prestazione del 2016 bensì lotteranno semplicemente per riconquistare il seggio in opposizione.

In realtà, le previsioni danno un quadro molto livellato, nel quale basterà poco a determinare il secondo. Al quale si spalancheranno le porte del ballottaggio. E l’esito non è affatto scontato.    

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