I segreti della ‘non’ conferenza che annuncia la candidatura di Natalia

Nel pomeriggio la conferenza stampa con cui annunciare la candidatura di Natalia a sindaco di Anagni. Ma niente domande. Per evitare di scoprire cose imbarazzanti. Ad esempio che...

Sono volati gli stracci. E nemmeno pochi. È stata molto agitata la riunione che ha portato il Centrodestra alla conferenza stampa di oggi pomeriggio. Quella nella quale ha annunciato che il candidato sindaco di Anagni per la coalizione è l’avvocato Daniele Natalia.

 

Le domande della non conferenza

Una ‘non’ conferenza, nella quale la Stampa è stata relegata al ruolo di spettatore. Senza poter fare domande. Perché sarebbero state scomode.

A partire dalla prima e più evidente: al tavolo c’è anche la Lega, come mai? Nei giorni precedenti aveva tuonato che avevano tentato di fregarlo, organizzando una farsa per convincerlo ad appoggiare Natalia (L’ira della Lega su Fi e FdI: «Avete provato a fregarci con una riunione farsa»)

Perché il coordinatore regionale di Salvini Francesco Zicchieri sta con gli altri e invece nei giorni scorsi era arrivato ad un passo dalla rottura? (leggi qui Ad un passo dalla rottura: Abbruzzese e Natalia contro la Lega)

Cosa o chi lo ha fatto rientrare nei ranghi dopo avere tenuto anche un incontro riservato a Palazzo Madama con il senatore Massimo Ruspandini (FdI) per mettere sotto scacco Forza Italia? (leggi qui Forza Italia sotto scacco, su Anagni c’è il patto Lega – Fratelli d’Italia in Parlamento)

Cosa è successo per indurlo a sedersi al tavolo ed accettare il candidato indicato da Mario Abbruzzese? (leggi qui Fuga in avanti di Forza Italia: sceglie Natalia. Stop dagli alleati). Compiendo una mossa che ha reso l’ex presidente del Consiglio Regionale del Lazio il vero vincitore dell’operazione politica sui Anagni.

 

Abbruzzese il vincitore

Perché c’è un’evidenza che non può essere negata. L’avvocato Daniele Natalia è il candidato al quale Mario Abbruzzese ha garantito da subito il suo appoggio. Glielo aveva promesso negli ultimi giorni della campagna elettorale per le Politiche, quando il capogruppo di opposizione anagnino era andato a farsi vedere da tutti in una delle manifestazioni di Mario.

Il Tavolo provinciale tenta di rendere inutili le domande. Lo fa fornendo una sua versione dei fatti, quella ufficiale. Secondo la quale “Quella dei giorni scorsi è stata normale dialettica politica. È stato un normale confronto. Sono esagerati i toni che sono stati riferiti”.

Non è così. La realtà è che giovedì sera c’è stata la resa dei conti. Alla quale il coordinatore regionale della Lega Francesco Zicchieri è andato solo dopo un lungo lavoro di recupero compiuto dal coordinatore provinciale di Forza Italia Adriano Piacentini. E Piacentini ha messo in campo tutta la sua capacità dialettica e di persuasione perché Nicola Ottaviani lo ha pregato di farlo, evitando in ogni modo qualsiasi frattura nell’alleanza.

 

La Rivincita di Zicchieri

La risposta ai tanti quesiti è che Francesco Zicchieri giovedì sera di è trovato senza candidato. Vittorio D’Ercole, l’uomo sul quale la Lega aveva puntato per vincere le elezioni comunali di Anagni, si è tirato indietro. Ha detto che non se la sentiva di andare allo scontro con Daniele Natalia perché sono amici da anni. E di fronte a questa prospettiva ha preferito rinunciare.

Ma Zicchieri a quel punto ha continuato a dire no all’accordo. Per un problema di metodo. Per stare al tavolo di oggi ha avanzato una serie di pretese a Forza Italia. Ha preteso che fosse netto il distacco da Mario Abbruzzese e dal suo ‘metodo‘ politico. E che la cosa fosse evidente: per questo l’ex consigliere regionale non era presente alla conferenza stampa con l’annuncio della candidatura di Natalia.

Zicchieri ha preteso che Natalia prenda le distanze dal ‘metodo’. Ha reclamato collegialità nel momento in cui ci saranno le scelte sulle nomine da fare negli enti intermedi. A partire dalla definizione del nuovo presidente dell’Asi, del management del Cosilam e di tutti gli altri. Il nuovo metodo – ha detto – deve essere in linea con i criteri leghisti.

 

La battaglia per l’egemonia nel centrodestra è solo all’inizio.

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