Buschini porta a Zingaretti la nuova maggioranza in Regione

Con la firma del gruppo Misto, Mauro Buschini ottiene la nuova maggioranza a sostegno di Nicola Zingaretti. Quella che non era uscita dalle urne. Da 25 a 26 si passa a 27 a 24. Come ci si è arrivati. La non ostilità del Centrodestra. La freddezza del M5S

L’anatra zoppa di Nicola Zingaretti fino ad oggi ha corso bene nell’Aula della Regione Lazio. Da domani se dovesse averne bisogno avrà a disposizione una stampella. Anzi due.

I consiglieri del Gruppo Misto Enrico Cavallari (eletto nella Lega) e Giuseppe Cangemi (eletto in Forza Italia) hanno firmato il documento con i punti programmatici messo a punto dal capogruppo Dem Mauro Buschini nell’ambito del ‘Patto d’Aula‘. È la proposta che aveva lanciato nelle settimane scorse: un appello a tutti i consiglieri per una visione condivisa sui grandi temi del Lazio, superando gli steccati. (Il Patto d’Aula per evitare nuovi sgambetti all’anatra zoppa di Zingaretti).

Già a quell’epoca i due esponenti del Misto si erano detti interessati. Ma ora c’è la firma. (leggi qui Una maggioranza per Zingaretti: Cangemi e Cavallari dicono si a Buschini)

Maggioranza d’aula, non politica

Cavallari e Cangemi respingono subito l’immagine della stampella.

«Non ci sono nuove maggioranze, siamo disponibili a condividere un patto d’aula su temi di concreti, di interesse pubblico, per il bene della collettività».

Nei fatti però, grazie al loro voto, ora Nicola Zingaretti ha quella maggioranza che le urne non gli avevano dato a marzo. Lo avevano confermato Governatore ma lo avevano messo di fronte a tre non maggioranze: il Centrosinistra (25 voti), il Centrodestra, il Movimento 5 Stelle (26 voti insieme).

Con i voti di Enrico Cavallari e Giuseppe Cangemi invece è possibile respirare. Si passa a 27 contro 24.

Imbarazzi per i due consiglieri, eletti nel centrodestra? Nemmeno un po’.

«Sono finiti i tempi delle alchimie politiche: i cittadini ci chiamano alla prova dei fatti ed e’ necessario, nonche’ doveroso, dare risposte. Quindi, nessuna nuova maggioranza, ma un modo per non tenere ingessata la Regione. Non dimentichiamo, che in Consiglio regionale quasi tutte le forze politiche di opposizione ricoprono incarichi di governo, presiedendo commissioni consiliari, dunque nessuno deve e puo’ piu’ sottrarsi alle responsabilità» dicono i due sostegni.

Una sola firma: Buschini

C’è anche un altro segnale politico forte. Il centrosinistra ha firmato con un solo nome. Tutti i gruppi si sono riconosciuti nella firma del capogruppo Pd Mauro Buschini. È stato lui a tessere l’accordo, costruirlo poco alla volta, realizzarlo giorno dopo giorno.

Nicola Zingaretti aveva voluto Buschini in Aula proprio per queste sue doti. Glielo aveva spiegato nel momento in cui stava formando la nuova giunta. E l’aveva lasciato di fronte alla scelta: assessore o capogruppo. Buschini ha capito e non ci ha pensato nemmeno un secondo. Un tempo si chiamava ‘disciplina di Partito’.

«Facendo seguito alla richiesta di un “Patto d’Aula” rivolta lo scorso 18 luglio ai consiglieri regionali del Lazio ho inoltrato oggi ai capigruppo, la proposta per proseguire l’importante lavoro che ha caratterizzato l’avvio della legislatura definendo alcuni grandi temi da affrontare già nei prossimi giorni» ha detto Buschini.

Cosa c’è in quell’agenda. Rilancio delle imprese, sostegno in tema di sicurezza alle amministrazioni locali, miglioramento dei servizi sanitari, sostegno alle famiglie, gestione delle acque e tutela del territorio, sostenibilità, investimenti sulle 5 R, centralità dei borghi e delle aree interne, istituzione anagrafe o catasto impianti sportivi, costante miglioramento dei servizi pubblici.

In pratica, tranne la promessa di portare il cane dei Consiglieri a fare la passeggiata mattutina, c’è tutto. Un ventaglio talmente ampio che nessuno può dire ci manchi qualcosa. Proprio per raccogliere tutti. E potergli dire, un domani: ma noi ve lo avevamo proposto.

Centrodestra non ostile

Il risultato è duplice. Innanzitutto l’appoggio di Cavallari e Cangemi. E poi la non ostilità del resto del centrodestra. Manifestata dal portavoce Stefano Parisi.

«Ribadiamo – ha detto – la nostra costruttiva disponibilità a lavorare sui grandi temi e sulle riforme necessarie a rilanciare la Regione».

Parisi però chiede un rapporto diverso tra Zingaretti ed il Movimento 5 Stelle. Con il quale il Governatore ha saputo costruire un dialogo. Non un inciucio: bensì quello che al tempo del proporzionale si chiamava dialogo costruttivo. O convergenza parallela.

Parisi ha chiaro però che quel dialogo privilegiato relega in posizione subordinata le sue truppe. Per questo ha preteso «una netta discontinuità: se l’appello di Buschini comporta la condivisione da parte del Pd dell’agenda del M5S nonché il tradimento del proprio elettorato da parte di alcuni consiglieri, troveranno la nostra netta opposizione».

Le stelle non si accendono

Dal Movimento 5 Stelle non giungono segnali. Nei giorni scorsi la capogruppo Roberta Lombardi aveva mandato un segnale chiaro. Facendo slittare a settembre l’approvazione del Collegato: il testo omnibus di semplificazione amministrativa nel quale ci sono decine di provvedimenti. Assicurano che Zingaretti non abbia gradito e che avrebbe preferito un’approvazione entro agosto.

«Non facciamo patti al buio, non siamo la stampella di nessuno -aveva detto Lombardi – Noi lavoriamo sui temi, facciamo opposizione intelligente. Se un tema viene da Belzebù ma è buono, lo votiamo. Se viene da Gandhi, ma è cattivo, non lo votiamo».

Sara’,probabilmente, il primo banco di prova degli equilibri dellaripresa di legislatura.

Melilli e Bonafoni Ok

Nelle file del Pd stappano la bottiglia di champagne da 3 litri.

La benedizione ufficiale all’operazione arriva dal segretario regionale Fabio Melilli. «Il Pd del Lazio condivide e sostienel’iniziativa del capogruppo Pd in Regione Mauro Buschini. L’alleanza del fare, guidata dal presidente Nicola Zingaretti conferma un metodo di lavoro e di condivisione a tutto vantaggio dei cittadini del Lazio».

Soddisfatta anche la capogruppo della civica di Zingaretti, Marta Bonafoni. «Apprezziamo quanto dichiarato dal consigliere del Gruppo Misto Enrico Cavallari, in risposta al rilancio del Patto d’aula fatto oggi a nome dell’Alleanza del Fare dal capogruppo Buschini. Vogliamo ribadire la necessità di un ‘metodo’ che fino ad oggi ha dato buoni risultati nel dibattito con le opposizioni e che ha portato a varare provvedimenti importanti per il bene della nostra Regione e della vita dei suoi cittadini. Bene quindi l’adesione al Patto del Gruppo Misto, che tiene al centro il protagonismo degli eletti accanto alla qualita’ dell’attivita’ legislativa».