Perché le comunali di Frosinone saranno un Vietnam

Centrodestra e centrosinistra spaccati in partenza con poche possibilità di tornare ad un assetto unitario. Liste civiche che fanno la differenza da sempre ma che non sanno dove e con chi posizionarsi. In otto mesi può succedere di tutto, ma la convinzione è che in realtà non cambierà nulla.

Mancano ancora otto mesi alle elezioni comunali di Frosinone, che però si stanno già caratterizzando come un appuntamento destinato a spaccare gli schieramenti e a cambiare molto gli assetti politici provinciali.

Nel centrodestra il sindaco Nicola Ottaviani, coordinatore provinciale della Lega, vuole celebrare le primarie e intende farlo nell’ambito di una coalizione caratterizzata da molte liste civiche, anche le sue.

Non ascolterà le indicazioni che arriveranno dalle segreterie regionali dei Partiti ed ha messo in conto da tempo la possibilità che Fratelli d’Italia possa andare per conto proprio.

Verso la frattura

Ottaviani e Ruspandini

Dal canto suo Massimo Ruspandini, leader provinciale di Fratelli d’Italia, non può accettare che un proprio assessore venga messo fuori gioco senza prendere l’iniziativa. (Leggi qui Niente timeout, effetto opposto: Ottaviani cambia l’assessore).

Si prospettano almeno due candidature a sindaco nel centrodestra, ma bisognerà considerare anche che ulteriori fratture potrebbero arrivare nel momento in cui si decideranno i candidati.

Il mondo civico

Nel centrosinistra è la stessa situazione. Mauro Vicano si candiderà a sindaco e lo farà passando per le primarie. L’ex sindaco Michele Marini ha lo stesso obiettivo ma non utilizzando le primarie. Sono due esponenti del Partito Democratico e questo rappresenterà un problema. Indipendentemente dal fatto di chi ha la tessera (Marini) e chi no (Vicano). Poi potrebbero esserci altre soluzioni: Angelo Pizzutelli (Pd), Stefano Pizzutelli (Frosinone in Comune), un esponente dei Socialisti.

Mauro Vicano e Michele Marini

Nel mezzo esiste un mondo civico importante che nel capoluogo ha costantemente fatto la differenza. Con la Lista Marzi, la Lista Ottaviani, la Lista Marini, la Lista Cristofari. Ma pure il Polo Civico, la Lista per Frosinone, la Lista Tucci e tante altre realtà. Sarà il loro posizionamento a fare pendere la  bilancia da una parte oppure dall’altra. Ma in questo momento non si capisce bene chi dovrebbe schierarsi con chi.

La situazione è in divenire e otto mesi sono lunghi. Centrodestra e centrosinistra proveranno a trovare delle soluzioni unitarie, ma nessuno dei big si fa troppe illusioni.

Sarà un Vietnam.

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