Riaprire gli ospedali, via le fermate Tav: i paradossi del centrodestra

Le strutture sanitarie non possono essere riaperte in tempi brevi e dunque non servono per questa emergenza. Ma il tema serve per la campagna elettorale. Nessuno ricorda però che a chiuderle fu la giunta di centrodestra di Renata Polverini. Sull’Alta Velocità posizioni incomprensibili.

Il portabandiera è Pasquale Ciacciarelli, consigliere regionale della Lega: dall’inizio dell’emergenza Coronavirus non fa che chiedere la riapertura degli ospedali chiusi. Ma da qualche giorno, probabilmente per il timore di essere sorpassati a destra, anche esponenti di Fratelli d’Italia avanzano la medesima richiesta.

A nulla valgono le considerazioni di chi, come il manager della Asl Pierpaola D’Alessandro, ripete che questo non è possibile, che non c’è tempo, che il virus corre ad una velocità incredibile. (Leggi qui Covid, via alla rivoluzione. D’Alessandro cambia tutto).

Riaprire un ospedale chiuso vuol dire effettuare lavori di manutenzione, controllare che gli impianti elettrici, fognari e via dicendo funzionino. Ma vuol dire pure dotarli di macchinari funzionanti e all’avanguardia e avere a disposizione medici e infermieri, che mancano negli ospedali che sono rimasti aperti.

Gli ospedali da campagna elettorale

Pasquale Ciacciarelli

Gli ospedali chiusi non si possono riaprire ma fanno tanta… campagna elettorale. Il centrodestra a questo punta, a cercare di ottenere consenso. Sapendo bene che questo è un tema che non può essere riaperto. Ma la cosa paradossale è che in provincia di Frosinone gli ospedali sono stati chiusi dalla giunta regionale di centrodestra guidata da Renata Polverini, sostenuta da esponenti come Claudio Durigon. E anche da tanti altri che adesso militano in Fratelli d’Italia.

Mentre poi su un altro tema, come quello delle fermate dell’Alta Velocità a Frosinone e Cassino, troviamo sulle barricate esponenti di Forza Italia come Gianluca Quadrini e Gioacchino Ferdinandi. E Mario Abbruzzese, referente di Cambiamo ed eminenza grigia locale della Lega. Cioè il centrodestra provinciale ha al proprio interno esponenti che vorrebbero riaprire ospedali chiusi e cancellare invece le fermate della Tav in Ciociaria. Perché la linea di condotta che hanno adottato, basata solo su sterili comunicati stampa, non ha spostato di un millimetro il problema: anzi lo ha aggravato dal momento che hanno sostenuto l’inutilità delle fermate.

Le soluzioni concrete

A risolverlo sono state due telefonate a Ferrovie dello Stato: una di Sara Battisti e Mauro Buschini, l’altra di Nicola Ottaviani. Che si sono battuti per ottenere da Ferrovie dello Stato quelle fermate, che rappresentano l’unica novità positiva per la Ciociaria degli ultimi quindici anni.

Un centrodestra che dovrebbe trovare una linea unitaria se davvero intende candidarsi a guidare la Regione Lazio e il Paese nel prossimo futuro. Sarebbe anche opportuno fare i conti con il passato e prendere atto che l’unica Giunta che ha chiuso ospedali in questo territorio è stata quella di centrodestra.

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