Rifiuti, tra i due litiganti il terzo non gode

Il dibattito sui rifiuti. la fine della discarica di Roccasecca dove il IV invaso tra poche ore chiude i battenti. I colpi di spillo nel Pd. Contro il quale punta il dito Riccardo Del Brocco, assessore all'Ambiente a Ceccano: FdI ma fuori dal coro. “Ora che i rifiuti sono una risorsa rischiamo di perdere il business. Vanno trattati ricavandone nuove energie. In maniera moderna e sicura”

Marco Barzelli
Marco Barzelli

Veni, vidi, scripsi

Da oggi e per tutto aprile i rifiuti ciociari finiranno altrove: nella discarica di Roccasecca c’è lo stop per un mese e si va verso l’ampliamento. Ma per il completamento del nuovo bacino ci vorrà tempo: la Regione ha disposto la ripresa immediata dei lavori a Roccasecca. Ma Solo sulla carta

I due litiganti

Per Pensare Democratico, corrente maggioritaria del Pd provinciale, è stata l’occasione per fare le pulci alla minoritaria Base Riformista. Se n’è occupato l’ex Segretario Domenico Alfieri, attuale responsabile degli Enti Locali nella segreteria guidata da Luca Fantini. Se l’è presa proprio con un Ente, la Provincia di Frosinone, per dare addosso al suo presidente: il leader dei diversamente renziani Antonio Pompeo. Gli ha dato una spallata: «Trovi finalmente il sito per la nuova discarica». E ha lanciato una proposta: «Sia la Saf a gestirla». 

Antonio Pompeo e Domenico Alfieri

Pompeo? Ha risposto così: «Non mi lascio prendere dal veleno di quei pochi che leggo sui social». Quei pochi che, però, comandano ancora nel Partito Democratico.

Ha contraddetto le affermazioni di Alfieri: «Spetta alla Regione Lazio l’individuazione del sito». La Regione dell’ex segretario nazionale del Pd Nicola Zingaretti. Al cui addio aveva fatto seguito il mutismo selettivo e compiaciuto del diversamente renziano Pompeo. Ora l’occasione utile per criticarlo a livello politico-amministrativo: attaccando lui e i Pensatori Democratici ciociari Mauro Buschini e Sara Battisti.

Il terzo non gode

Rifiuti, panni sporchi nel Pd, Provincia di Frosinone, Saf: le parole d’ordine. C’è qualcuno che oggi fa l’assessore all’Ambiente a Ceccano: il quinto Comune ciociaro più popolato da contribuenti. E che nella Società Ambiente Frosinone ci ha lavorato: per questo è stato, come si è sempre definito, «un osservatore privilegiato». Ma soprattutto Riccardo Del Brocco è un “cane sciolto” all’interno di Fratelli d’Italia. Non frena la lingua se si parla della Provincia: dove reggono l’asse Pd-FdI e un patto di non belligeranza. Tantomeno se si parla di Partito Democratico e Regione Lazio.

Tra i due litiganti democrat irrompe proprio il Fratello d’Italia meno fraterno con l’amministrazione provinciale: «Il rimpallarsi tra Alfieri e Pompeo, figlio delle logiche interne al PD, è stucchevole e non so davvero a chi vogliano raccontarla». 

Riccardo Del Brocco
Fin troppo stucchevole?

«Direi. Ma andiamo per gradi. Domenico Alfieri, sindaco di Paliano, è stato consigliere provinciale e segretario del PD. Lui e il suo collega dem di Colleferro (il primo cittadino Pierluigi Sanna, ndr) hanno fatto di tutto per far chiudere la discarica colleferrina di Colle Fagiolara, nella città metropolitana di Roma. Quando ancora poteva ricevere 200 mila tonnellate di rifiuti prima di arrivare al limite. Secondo Alfieri, che fine hanno fatto quei rifiuti? Hanno aumentato i trasferimenti verso Roccasecca che ora rischia il collasso. E parla pure…».

Tutta colpa del PD?

«Il Partito Democratico governa da anni la Regione Lazio con Nicola Zingaretti e questa provincia ha avuto un assessore ai Rifiuti, l’attuale presidente del Consiglio Mauro Buschini. Ha indicato sempre, con i suoi sindaci, il presidente ed il CdA della Saf cioè la società pubblica che si occupa della lavorazione dei rifiuti urbani. Il centrodestra è rimasto praticamente sempre a guardare, senza mai incidere sul serio. Ora a chi vogliono dare la colpa?» .

I rifiuti di Colleferro

Le tariffe non aumenteranno: del trasporto fuori provincia si farà carico la Regione, la tariffa di smaltimento a Viterbo è stata fissata in maniera uguale a quella che si pagava a Roccasecca.

«Chiariamolo: la Regione ha detto che verificherà se si potrà fare carico dei costi di trasporto. Io ad oggi non vedo atti di questo tipo. La tariffa a Viterbo è stata calmierata in via provvisoria e salvo conguaglio. La realtà è che qui stanno giocando con la pazienza dei cittadini, che tra l’altro si troveranno aumentate le bollette per colpa loro e delle loro scelte. Chiedo a Zingaretti, Buschini e Battisti: come si fa a chiudere una discarica in anticipo in provincia di Roma e nel frattempo autorizzare un altro invaso a Roccasecca?». 

Domanda retorica? Si risponda da solo. 

«Evidentemente pensano che siamo gli scemi della Regione. Buschini crede sia normale che la regione più importante di’Italia abbia solo la discarica di Roccasecca e quelle di Civitavecchia e Viterbo? Ci risparmiassero questo triste spettacolo e facciano qualcosa. La misura è colma, come la discarica, per colpa vostra e non avendo noi i riflettori puntati come Roma, rischiamo una crisi dei rifiuti senza precedenti». 

E la Provincia di Frosinone invece?

«Il dato di fatto è che amministrata da circa sette anni da Antonio Pompeo. E il sito per la nuova discarica doveva individuarlo la Provincia».

Pompeo ha sempre ribattuto che la Provincia individua le aree idonee, la Regione sceglie il sito. È in corso la caratterizzazione ad opera del Politecnico di Torino, tra un anno ci saranno le aree idonee tra le quali scegliere.

«Va bene: ha rimandato il nuovo Piano territoriale paesaggistico generale e stralciato dall’iter quella parte. Ma nel frattempo poteva trovarlo o no questo nuovo sito? È come se, dovendo costruire una casa, aspettassi il nuovo Piano regolatore per scegliere dove metterla su. Una mossa che serviva solo a prendere tempo. E non so davvero cosa si candidino a fare se rispetto alle scelte strategiche, puntualmente, si comportano come novelli Ponzio Pilato. Pensano che li renda interessanti continuare a incensare il “Modello Scalia”». 

Del Brocco e rifiuti. E subito si pensa alla Saf.

«E diciamo pure che sono stato un dipendente a tempo determinato. Non di certo uno nella stanza dei bottoni bensì un osservatore privilegiato. Questo mi permette, senza troppi giri dii parole, di ricordare come il presidente sia indicato dall’area di Francesco De Angelis (Pensare Democratico, ndr) e il vice dalla corrente di Antonio Pompeo (Base Riformista, ndr). Gli stessi che oggi litigano. Pompeo dice che la colpa è dei rifiuti di Roma, ma in tutte le assemblee Saf come ha votato? L’impianto di Colfelice aveva evidentemente bisogno di quei rifiuti per trovare un equilibrio economico. Perfetto. Però potevamo limitarci a trattarli, riciclando tutto il possibile e trasformando il resto in combustibile da Termovalorizzatore. Cosa che veniva fatta regolarmente. Una cosa però si poteva e doveva fare in maniera diversa: la parte non riciclabile in alcun modo doveva essere rispedita a Roma e interrata lì, non nella nostra discarica. Ci fosse stato uno, almeno uno, del PD a proporlo».  

E lei cosa propone?
Foto: Imagoeconomica

«Dobbiamo smetterla di piangerci addosso e guardare sempre altrove. Possiamo fare bene anche in provincia di Frosinone. Se possiamo ricavare bioenergia dai nostri rifiuti, perché non farlo? È ora di vederli come una risorsa da sfruttare, non come un problema da risolvere. Da trattare, però, con la massima attenzione e le migliori tecnologie. La sfida della politica sta qui: non abbaiare alla luna, ma pretendere che si faccia tutto nel modo migliore e più trasparente possibile. Trattare rifiuti ha un costo, farlo fuori provincia ancora maggiore. E questo, ahinoi, si ripercuote sulla Tari che paghiamo tutti. Facciamolo noi, facciamolo bene e proviamo a “guadagnarci”. C’è bisogno di un cambio di mentalità. Ho 35 anni e, se ragionassi come mio nonno, sarebbe un fallimento».