Il suicidio perfetto del centrodestra provinciale

Il centrodestra provinciale si avvia verso la balcanizzazione. A Cassino la mossa del sindaco Carlo Maria D’Alessandro ha dato fuoco alle polveri. Se Forza Italia non si compatta, presta il fianco alla Lega. Se il Carroccio non cerca una sintesi nel centrodestra, rischia di restare isolata

Francesco Zicchieri, deputato e coordinatore regionale, ha commissariato la federazione provinciale della Lega, riservando a Fabio Forte lo stesso trattamento che era stato riservato precedentemente a Kristalia Rachele Papaevangeliu. Esautorato senza preavviso. (leggi qui La Lega fa scendere dal carroccio Fabio Forte: non è più coordinatore) Ora per la guida del Carroccio bisognerà vedere, ma non si può escludere un triumvirato composto da Andrea Amata, Carmelo Palombo e Domenico Fagiolo. La Lega però, più in generale, è sulle barricate. Se a livello nazionale, come sembra, Matteo Salvini consumerà lo strappo da Silvio Berlusconi, allora ci saranno accelerazioni immediate dappertutto. 

 

Claudio Fazzone, senatore e coordinatore regionale di Forza Italia, ha commissariato il coordinamento provinciale degli “azzurri” a pochi giorni dal voto del 4 marzo, mettendo all’angolo Pasquale Ciacciarelli e Mario Abbruzzese e dando le chiavi del partito ad Adriano Piacentini, sostenuto dal sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani. (leggi qui Colpo di Stato in Forza Italia: Fazzone rimuove Ciacciarelli, il Partito a Piacentini) Anche in questo caso è iniziata la “guerra” interna. Nonostante i formali segnali di riavvicinamento delle ultime ore, tra Piacentini e Abbruzzese il clima resta molto teso.

 

Il fatto politico è che il centrodestra provinciale si avvia verso la balcanizzazione. A Cassino la mossa del sindaco Carlo Maria D’Alessandro ha dato fuoco alle polveri. Messaggio forte alla Lega dopo le esternazioni di Carmelo Palombo. (leggi qui D’Alessandro azzera la giunta: è guerra alla Lega) I punti sono diversi. Intanto la conferma di una “intolleranza politica” reciproca tra Francesco Zicchieri e Mario Abbruzzese, che potrebbe mettere in discussione gli accordi sull’intero quadro provinciale in vista delle comunali del 10 giugno. Però a questo non soltanto Carlo Maria D’Alessandro si gioca tutto, ma soprattutto Abbruzzese si avvia al “lascia o raddoppia”. Perché se alla fine il Comune di Cassino dovesse cadere, allora per l’ex consigliere regionali gli spazi per “rialzarsi” sarebbero pochissimi.

Troneggia il silenzio di Antonio Tajani: il presidente dell’europarlamento non interverrà, né a favore di Abbruzzese, né di Piacentini, né di Ottaviani, né di altri. Fra un anno ci sono le europee e non può permettersi situazioni di conflitto sul territorio.

 

Sotto osservazione quanto succederà al Comune di Frosinone. Nicola Ottaviani per adesso ha blindato la maggioranza, ma sa che le sirene della Lega rappresentano un canto ammaliatore per diversi consiglieri di maggioranza. E lo stesso sindaco è corteggiato dai lumbard. A proposito: e se Ottaviani alla fine saltasse sul Carroccio?

 

Il centrodestra sta attraversando un periodo complicato. Se Forza Italia non si compatta davvero, presta il fianco alla Lega. Se il Carroccio non cerca una sintesi nel centrodestra, rischia di esercitare certamente un ruolo ma da una posizione isolata. Fratelli d’Italia sta a guardare, ma non ha comunque la forza politica per incidere.

Fra qualche mese si voterà per la presidenza della Provincia. Chi candiderà il centrodestra: Nicola Ottaviani, Carlo Maria D’Alessandro, Roberto Caligiore, Anselmo Rotondo? I consiglieri comunali della Lega voteranno con quelli di Forza Italia? Il suicidio politico potrebbe essere perfetto.

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